I futures americani aprono la settimana in lieve rialzo, ma la struttura mensile bearish e la debolezza relativa del Nasdaq raccontano una storia diversa. L'analisi ICT individua i livelli chiave dove il mercato potrebbe definire la direzione delle prossime sessioni.Apertura tiepida dopo una settimana da dimenticare
(articolo redatto alle 11:09 del 16 febbraio 26 con candela odierna incompleta)
Lunedì 16 febbraio si apre con un piccolo respiro. Alle 11:09 ora italiana — con la sessione americana ancora di là da venire, oggi è festa negli Stati Unitied il mercato Globex chiude alle 19:00 — l'E-Mini S&P500 segna 6880 (+0.44% da venerdì), mentre il Nasdaq100 quota 24893 (+0.36%). Gap di apertura praticamente inesistenti: +2 punti sull'S&P, -13 sul Nasdaq.
In pratica, il mercato non sta né scappando né crollando. Ma il contesto in cui arriva questo lunedì è quello che conta davvero, e il quadro ICT racconta una storia precisa.
La settimana appena chiusa (9-13 febbraio) è stata chiaramente bearish su entrambi gli indici: S&P500 ha aperto a 6960 e chiuso a 6850, il Nasdaq da 25153 è scivolato a 24803. Una settimana a prevalenza ribassista, con chiusura settimanale nettamente negativa nonostante qualche tentativo di recupero nel mezzo. E soprattutto, entrambi i futures si trovano ora sotto l'open mensile di febbraio (S&P a 6938, NQ a 25530): primo segnale di debolezza strutturale mensile.
Dealing Range: Siamo in Discount — Ma quale Discount?
Qui arriva la parte interessante dell'analisi. Guardando il dealing range a 20 e 40 giorni il quadro è identico:
S&P500 (20/40 gg): High 7043 | Mid 6897 | Low 6751 → Prezzo attuale 6880: 44% del range → DISCOUNT
Nasdaq (20/40 gg): High 26349 | Mid 25294 | Low 24239 → Prezzo attuale 24893: 31% del range → DISCOUNT spinto
Tradotto: i prezzi si trovano nella metà inferiore del loro range di negoziazione recente. In ottica ICT questo è il territorio dove teoricamente potrebbe emergere domanda istituzionale. Il Nasdaq è più "in sconto" rispetto all'S&P, e questo è un dato da tenere a mente.
Fig_1 Grafico E-Mini S&P500 e Nasdaq100 daily IPDA, TBL, DR, SMT
(clicca sul grafico per ingrandire)
Il quadro cambia però se allarghiamo il lookback a 60 giorni: l'S&P torna in premium (64.7% del range), perché il low più lontano è a 6583.
Della serie, dipende da dove contiamo. Chi guarda il range più ampio vede l'S&P ancora in area relativamente alta. Chi guarda i 20-40 giorni vede discount. Questa doppia lettura è già di per sé un segnale di transizione.
IPDA: I livelli estremi sono ancora lì
L'analisi IPDA (Interbank Price Delivery Algorithm) sui lookback standard conferma che i riferimenti assoluti non sono cambiati:
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High IPDA (20/40/60 gg): S&P 7043 | NQ 26349 — i massimi del 28 gennaio
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Low IPDA (20/40 gg): S&P 6751 | NQ 24239 — i minimi del 6 febbraio
Il mercato si muove dunque all'interno di un range ben definito. L'algoritmo ha già visitato entrambi gli estremi — il lato buy-side (7043/26349) a fine gennaio, il lato sell-side (6751/24239) il 6 febbraio. Adesso i prezzi sono tornati verso il centro, leggermente in basso. La domanda è: l'IPDA punta verso un nuovo test del lato sell, o sta preparando un ritorno verso il lato buy?
Time-Based Analysis: La struttura mensile è il vero problema
L'analisi time-based aggiunge un elemento che non va sottovalutato. Entrambi gli indici sono sotto l'open mensile di febbraio. Non di poco: l'S&P ha un gap di quasi 60 punti, il Nasdaq di oltre 630.
In ottica ICT, quando il prezzo chiude la settimana sotto l'open mensile, il bias favorisce una continuazione della pressione ribassista fino a quando non vediamo una chiusura settimanale sopra quel livello. Non è una sentenza, ma è un contesto che gli operatori istituzionali tengono ben presente.
Sulla struttura settimanale: la settimana 9-13 febbraio ha chiuso bearish su entrambi. Il minimo settimanale (6808 su S&P, 24578 su NQ) è zona da monitorare come prima sell-side liquidity da difendere in caso di nuova pressione.
Liquidity Pools e SMT: Dove sta il denaro
Buy-side liquidity (dove ci sono gli stop dei venditori, target rialzista):
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S&P500: cluster 6987-7043
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Nasdaq: cluster 25465-26349
Sell-side liquidity (stop dei compratori, target ribassista):
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S&P500: 6751-6814 (zona già testata il 6 febbraio)
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Nasdaq: 24239-24887
Attenzione: la sell-side del 6 febbraio è stata già "raccolta". Se il mercato tornasse lì, potremmo assistere a un secondo sweep di liquidità — un pattern classico ICT che spesso precede inversioni più decise. Non è detto, ma è uno scenario da considerare.
Sul fronte SMT: nessuna divergenza formale tra S&P e Nasdaq sugli swing estremi — entrambi hanno fatto high il 28 gennaio e low il 6 febbraio. Però oggi emerge un dato interessante: la posizione relativa dei due indici rispetto al loro swing range è divergente. L'S&P si trova al -55.7% dal high recente, il Nasdaq al -69%. Tredici punti percentuali di spread. Il Nasdaq è strutturalmente più debole dell'S&P in questo momento — informazione operativamente rilevante.
Scenari per la settimana
Scenario Rialzista (Probabilità: Media) Il mercato ha già preso la sell-side liquidity il 6 febbraio. Se questa zona regge come supporto e vediamo una chiusura giornaliera sopra l'open mensile (6938 su S&P, 25530 su NQ), il bias potrebbe invertire con target la zona 6987-7000 prima e 7043 poi per l'S&P500, e 25465-25935 prima e 26349 poi per il Nasdaq.
Conferma S&P500: chiusura sopra 6900 con displacement e fvg. Invalidazione S&P500: rottura di 6808 (minimo settimanale scorso). Conferma NQ100: chiusura sopra 25000 con displacement e fvg. Invalidazione NQ100: rottura di 24578 (minimo settimanale scorso).
Scenario Ribassista (Probabilità: Media-Alta) La struttura mensile bearish e la debolezza del Nasdaq suggeriscono che il rimbalzo odierno potrebbe essere un Judas Swing — un movimento ingannevole verso l'alto per raccogliere liquidità prima di una nuova discesa. In questo caso:
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Target S&P: 6808-6751 (secondo test sell-side)
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Target Nasdaq: 24578-24239
Conferma S&P500: rifiuto o test con le wick della zona 6900-6920 con chiusura sotto 6850. Invalidazione S&P500: rottura decisa con chiusura di 6938 (open mensile). Conferma NQ100: rifiuto della zona 25000-25100 con chiusura sotto 24800. Invalidazione NQ100: rottura decisa con chiusura di 25530 (open mensile).
Conclusione: Discount non significa automaticamente comprare
La tentazione quando si è in zona discount è quella di pensare che si stia "comprando a buon prezzo". In parte è vero. Ma il discount ha senso come zona di acquisto solo quando la struttura di medio periodo supporta quella lettura.
Oggi la struttura mensile è sotto l'open, la settimana scorsa è stata bearish, il Nasdaq è più debole dell'S&P. Questo non significa che non ci siano opportunità, ma significa che chi valuta posizioni long deve aspettare conferme precise — non agire solo perché i prezzi sembrano "bassi" rispetto ai massimi recenti.
I livelli da tenere sul radar sono semplici. Per l'S&P500: sopra 6938 (open mensile) il bias migliora, sotto 6808 (minimo weekly) la pressione aumenta. Per il Nasdaq: sopra 25530 (open mensile) si torna in territorio positivo, sotto 24578 (minimo weekly) si riapre lo scenario di test dei minimi del 6 febbraio a 24239. Tutto quello che sta in mezzo è rumore.
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