La settimana appena chiusa ha visto un recupero ordinato su entrambi i futures americani, ma l'analisi ICT rivela una frattura importante tra S&P500 e Nasdaq. L'S&P si mantiene in zona premium del dealing range mentre il Nasdaq naviga in discount, con uno spread di forza relativa mai visto nelle ultime settimane.Settimana positiva, ma sotto l'open mensile
La settimana 17-20 febbraio si è chiusa con entrambi gli indici in territorio positivo: S&P500 +1.03% a 6923, Nasdaq +1.12% a 25067. Un recupero ordinato prima delle turbolenze sui dazi del weekend (Corte Suprema boccia i provvedimenti venerdì sera, Trump rilancia sabato con +15% sul tariffario globale). Della serie, la settimana che si apre avrà pretesti per volatilità ed eventuali sweep di liquidità.
Il dato strutturale importante: entrambi i futures restano sotto l'open mensile di febbraio (S&P a 6938, Nasdaq a 25530). In ottica time-based ICT, finché non vediamo chiusure settimanali sopra questi livelli, il bias mensile rimane bearish.
Dealing Range: la grande divergenza
Guardando il dealing range a 20-40 giorni, le posizioni relative dei due indici sono completamente diverse:
S&P500: High 7043 | Mid 6897 | Low 6751 → Close 6923: 58.9% → PREMIUM
Nasdaq: High 26349 | Mid 25294 | Low 24239 → Close 25067: 39.2% → DISCOUNT
Fig_1 Daily chart E-Mini S&P500 e Nasdaq100
(clicca pr ingrandire)
Tradotto: l'S&P nella metà superiore del range (zona dove la domanda tende a diminuire), il Nasdaq nella metà inferiore (zona di potenziale accumulo). Se uno è in premium e l'altro in discount, chi ha ragione? Probabilmente il Nasdaq è strutturalmente più debole, come conferma anche il dealing range a 60 giorni: S&P al 66.7%, Nasdaq sempre al 39.2%.
IPDA e Quarterly Shift: il Q1 è ancora attivo
I livelli IPDA restano stabili: High 7043 (S&P) / 26349 (NQ) del 28 gennaio, Low 6751 (S&P) / 24239 (NQ) del 6 febbraio. Per l'S&P esiste anche un low profondo a 6683 (24 novembre, lookback 60gg), operativamente rilevante solo in caso di forte pressione.
Il Quarterly Shift Q1 2026 è ancora attivo. Il trimestre è partito il 2 gennaio con S&P a 6902 e Nasdaq a 25478, con primo movimento bullish verso i massimi di fine gennaio. Ora:
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S&P500: 6923 → sopra l'open Q1 (bias trimestrale mantenuto)
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Nasdaq: 25067 → sotto l'open Q1 (bias trimestrale perso)
Divergenza strutturale: il denaro istituzionale difende l'S&P ma molla il Nasdaq.
Liquidity Pools: dove sta il denaro
Buy-side liquidity: S&P 6987-7043 | Nasdaq 25465-26349
Sell-side liquidity: S&P 6751-6791 | Nasdaq 24239-24449
Entrambi i futures hanno "pulito" liquidità sell-side recente lunedì 17 (S&P a 6791, NQ a 24449). Se il mercato torna su questi livelli, potremmo vedere un secondo sweep — pattern ICT che spesso precede inversioni.
SMT e Forza Relativa: lo spread record
Sugli swing estremi non c'è SMT divergence formale (entrambi high 28 gennaio, low 6 febbraio). Ma sulla forza relativa emerge il dato più importante:
Rispetto al proprio swing range:
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S&P500: -41.1% dal high
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Nasdaq: -60.8% dal high
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Spread: 19.7%
Quasi 20 punti di differenza — il dato più alto delle ultime settimane. Il Nasdaq è strutturalmente molto più debole dell'S&P. Chi opera deve tenerne conto: non sono due indici che si muovono all'unisono.
Scenari per la settimana 23-27 febbraio
Scenario Rialzista (Probabilità: Media) Se la settimana prossima vediamo continuazione del recupero e chiusura sopra gli open mensili (6938 su S&P, 25530 su NQ), il bias potrebbe finalmente invertire. Target:
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S&P500: 6987-7000 prima, 7043 poi
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Nasdaq: 25294 (midpoint) prima, 25465-25935 poi
Conferma S&P500: chiusura daily sopra 6938 con slancio/displacement, poi weekly sopra 6950.
Invalidazione S&P500: ritorno sotto 6850 con perdita dei minimi settimanali.
Conferma NQ100: chiusura daily sopra 25200, poi weekly sopra 25530.
Invalidazione NQ100: rottura di 24678 (minimo di venerdì 20).
Scenario Ribassista/Consolidativo (Probabilità: Media-Alta) La posizione sotto gli open mensili, la debolezza relativa del Nasdaq e il fatto che l'S&P sia in premium suggeriscono che il rimbalzo potrebbe esaurirsi. Il test dei 6938 (S&P) e 25530 (NQ) potrebbe fungere da resistenza. In caso di rifiuto:
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S&P500: 6850-6791 primo target, 6751 secondo sweep sell-side
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Nasdaq: 24800-24678 primo target, 24449-24239 secondo sweep
Conferma S&P500: rifiuto della zona 6920-6950 con chiusura sotto 6880.
Invalidazione S&P500: rottura decisa e sostenuta di 6950.
Conferma NQ100: rifiuto di 25200-25400 con chiusura sotto 25000.
Invalidazione NQ100: rottura decisa di 25530 con momentum.
Conclusione: due futures, due strade
Il recupero della settimana scorsa è stato ordinato, ma sotto la superficie il mercato mostra una frattura strutturale tra S&P e Nasdaq.
L'S&P mantiene il bias trimestrale Q1 ed è in premium. Il Nasdaq ha perso il bias Q1 ed è in discount. La forza relativa evidenzia uno spread del 19.7% — il Nasdaq è oggettivamente più debole.
I livelli chiave per la settimana: S&P sopra 6938 (open mensile) migliora il bias, sotto 6850 si va verso 6791-6751. Nasdaq sopra 25530 torna positivo, sotto 24678 si va verso 24449-24239.
Chi opera su questi mercati deve considerare che al momento non sono un unico asset — si muovono con logiche diverse.
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L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
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