Se vi aspettavate un rally delle energie rinnovabili o della tecnologia, vi sbagliavate di grosso. Il comparto oil & gas avrebbe dovuto volare. Invece, il S&P 500 Energy Index ha guadagnato solo il 3% dall'inizio del conflitto, a fronte di un balzo del greggio del 40% . Il divario tra performance del petrolio e performance dei titoli energetici è il più ampio dal 2020.
Perché questa anomalia?
La risposta è nelle aspettative. Il mercato azionario sconta il futuro, e gli investitori sembrano scommettere su un rapido rientro della tensione.
Nonostante gli eventi bellici, la view dominante rimane ancorata a uno scenario di medio termine in cui il Brent torna verso i 60-70 dollari . Chi opera sulle azioni non sta comprando il petrolio di oggi, ma la media dei prezzi dei prossimi 3-5 anni. E su quell'orizzonte, la convinzione è che la disciplina fiscale degli Stati Uniti e la risposta dell'offerta finiranno per raffreddare i prezzi.
A sostegno di questa tesi, ci sono le manovre dei governi.
Gli Stati Uniti rilasceranno 172 milioni di barili dalle riserve strategiche nei prossimi 120 giorni, mentre i paesi dell'Agenzia Internazionale dell'Energia metteranno sul piatto complessivamente 400 milioni di barili . Una iniezione di liquidità fisica che, nelle intenzioni, dovrebbe tamponare l'emergenza.
Parallelamente, l'OPEC+ ha approvato un aumento della produzione di 206.000 barili al giorno a partire da aprile, una mossa che supera le attese del mercato ma che appare più un segnale politico che un reale intervento di riequilibrio, considerando che l'export via mare dalla regione è di fatto bloccato . Jorge Leon di Rystad Energy parla di equilibrio su un filo: "La decisione mostra che l'alleanza cerca di bilanciare i rischi geopolitici senza inondare il mercato" .
I titoli nel mirino: analisi e strategia operativa
Se il comparto energetico nel suo complesso arranca, ci sono singoli titoli e sottosettori che meritano un'attenzione specifica. Noi siamo costantemente al lavoro per individuare le configurazioni più interessanti, pronte a segnalarvi i momenti giusti per entrare.
Baker Hughes (BKR): la nostra view operativa
Tra i titoli dei servizi petroliferi, Baker Hughes (BKR) rappresenta uno dei nostri oggetti di osservazione privilegiati in questa fase. La società, con sede a Houston, offre un portafoglio completo di tecnologie e servizi per il settore energetico e industriale, spaziando dalle attrezzature per perforazione ai servizi per fondali marini, fino a soluzioni per l'efficientamento energetico come il software Cordant e i sistemi di monitoraggio Bently Nevada .
Nonostante un ottimo inizio d'anno (+19,6% YTD contro il +3,12% dell'S&P 500) e performance triennali eccezionali (+106,5%), il titolo ha recentemente subito un pullback, attestandosi intorno ai 54,26 dollari . Eppure, un'analisi basata sui flussi di cassa sconta una sottovalutazione del 30,8% , con un target teorico di 78,35 dollari . Anche la media degli analisti indica un target a 12 mesi di 61,38 dollari .
La nostra strategia è chiara e paziente. Stiamo aspettando un livello di prezzo ancora più interessante per caricare il titolo in portafoglio. Il nostro livello d'ingresso è fissato tra i 46 e i 47 dollari. A quei prezzi, proveremo l'acquisto con uno stop loss definito, gestendo il rischio in modo disciplinato. Questa attesa dimostra come siamo sempre attivi nella ricerca, cercando di segnalare gli eventi nei momenti giusti, senza lasciarci trascinare dall'emotività del momento. I fondamentali di BKR rimangono solidi, supportati dall'aumento dell'attività di perforazione negli Stati Uniti . I rimbalzi, quando arriveranno, potranno essere molto importanti.
Baker Hughes (BKR) : dati chiave
Ecco un riepilogo dei dati fondamentali e di mercato per Baker Hughes :
|
Indicatore |
Valore |
|---|---|
|
Prezzo di chiusura |
$54,26 |
|
Variazione giornaliera |
-2,93% |
|
Range annuale (52 settimane) |
$33,60 - $67,00 |
|
Capitalizzazione di mercato |
$53,62 miliardi |
|
P/E (Trailing P/E) |
20,87 |
|
Dividend Yield |
1,70% |
|
Target prezzo medio (1 anno) |
$61,38 |
TotalEnergies (TTE): l'opportunità europea
Spostandoci in Europa, l'attenzione si concentra su TotalEnergies (TTE) . Nonostante il recente rally che ha portato il titolo a toccare il massimo storico di 73 euro , la view di lungo termine offre ancora spunti.
Bank of America ritiene che il titolo abbia sottoperformato in modo ingiustificato, legato a una percezione errata dei rischi sui flussi di cassa . Secondo gli analisti, anche con un Brent in ritorno a 60 dollari, TotalEnergies offrirebbe un free cash flow yield del 9%, grazie alla diversificazione tra oil, gas e power .
Il consenso medio degli analisti è un "Moderate Buy". Le stime dei target sono comunque molto ampie, oscillanti tra un minimo di 52,00 euro e un massimo di 78,00 euro .
Il nostro piano operativo per TTE prevede un approccio value. L'idea è di acquistare il titolo non ai prezzi correnti, ma in un'ottica di medio periodo, aspettando un ritracciamento significativo. Il livello che monitoriamo per un accumulo ponderato è intorno ai 52-54 euro in base all'analisi tecnica attuale. Anche in questo caso, l'ingresso sarà protetto da uno stop loss a rottura dei supporti. I rimbalzi da queste aree, storicamente, possono essere molto importanti, e vogliamo essere pronti a coglierli con una solida pianificazione.
Strategia operativa: navigare la volatilità con disciplina
In un contesto di questa natura, mantenere la rotta e la disciplina è l'unica via. Confermiamo tutte le indicazioni di prezzo fornite nelle scorse settimane: i livelli indicati restano validi, anzi, eventuali flessioni del mercato vanno interpretate come finestre di opportunità da sfruttare senza esitazione, proprio come stiamo facendo con BKR e TTE.
ENI
Completamente diversa è invece la situazione del titolo italiano degli idrocarburi Eni.
Titolo che continua a correre e adesso ha un target ai 23 € ma può comportarsi come si è comportato l'oro nei tempi in cui non aveva più limiti al rialzo, tuttavia, diamo per quasi certo il fatto che ai 23 euro ci sia una piccola barriera in cui si eseguiranno delle vendite e, pensiamo, soltanto alla rottura dei 24 euro ci saranno degli acquisti nuovi di rientro. Ovviamente questo in un mercato sereno e rilassato ma se accadesse qualche ulteriroe shock petrolifero, il decollo potrebbe essere immediato, ma questo rientra in un panorama più di scommessa che di analisi.
Noi monitoriamo la zona intorno 16 euro poiché questo è il punto ho eseguito al momento valutiamo il rientro forte.
La volatilità non è il nemico, ma il carburante delle performance migliori, a patto di saperla gestire con livelli di ingresso e stop loss definiti a priori.
Opportunità da monitorare
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Baker Hughes (BKR): in attesa del ritracciamento verso l'area 46-47 dollari. I fondamentali solidi e la sottovalutazione teorica ne fanno un candidato ideale per un accumulo strategico .
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TotalEnergies (TTE): l'obiettivo è un acquisto value intorno ai 52 euro. La diversificazione del business e il free cash flow yield difensivo offrono un profilo rischio/rendimento interessante nel medio termine .
Il mercato ci sta dicendo che la guerra è nei prezzi, ma la pace è nelle aspettative. Sta a noi decidere da che parte stare, e noi abbiamo scelto la parte della pazienza e della ricerca del valore. Continuate a seguirci: continueremo a segnalarvi i momenti giusti per agire.
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Fabio Tanevini è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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