Alcuni lettori mi hanno chiesto perché non mi sono espresso sul potenziale del disastro in corso finora. Come i lettori sanno se non ho niente da dire preferisco stare zitto: tutti abbiamo poco tempo, è la risorsa che più manca a tutti, e menare il can per l’aia non serve a nessuno.
Ho speso il fine settimana a perscrutare le carte del disastro e i punti da analizzare sono i seguenti:
- 1) Tutti gli indici azionari USA sono andati sotto la media mobile a 200 giorni, che in sé non vuole dire niente. Se bastasse guardare una media mobile per guadagnare saremmo tutti ricchi. Quando si va sotto la media mobile succedono due cose: una frequente, e l’altra rara. Quella frequente che abbiamo il rimbalzone, e questo semplicemente per il fatto che i mercati azionari più salgono che scendono e quindi essendo scesi molto poi salgono molto. Monsieur de la Palisse bienvenu … ma tant’è.
- 2) Quasi tutti gli asset hanno rotto supporto importanti: il futures del silver ha rotto i minimi precedenti stanotte, l’oro è a cavallo della trendline crescente comunque la vogliate tracciare, i treasury 30 anni americani sono sul fondo dei fondi (segno che si aspettano un rialzo dei tassi a seguito di un rialzo dell’inflazione).
- 3) Il nostro Ftse MIB 4 è anche lui andato sotto la media mobile a 200 giorni in un pericoloso avvitamento al ribasso, non aiutato certamente da un crollo stamattina dei mercati asiatici. C’è da dire che il disastro colpisce in maniera diversa i diversi paesi a seconda della loro dipendenza dalle fonti energetiche e se gli USA perdono la metà dell’Europa è ben facilmente comprensibile. Per questo non mi aspetto il rimbalzone oggi. Proviamo a fare qualche ipotesi grafica: il canale rialzista che aveva retto per mesi è rotto indiscutibilmente e le proiezioni al ribasso sono diverse: la prima è quella del canale stesso a 41.500 del Ftse MIB 40 (in lilla, che mi sa che raggiungiamo oggi); il secondo obiettivo è il massimo precedente a 39.500 del Ftse MIB 40 e il terzo obiettivo sulla trendline di lungo periodo del rialzo a 38.000 circa. Ma fino alla trendline la discesa sarebbe esattamente quella dell’altro disastro del COVID (in giallo) che non ha cambiato il corso del rialzo di medio periodo.
CONCLUSIONE: fino a qui il quadro tecnico, ma in questo disastro abbiamo una grandissima fortuna. L’artefice o meglio il co-artefice del disastro guarda molto i grafici anche lui e sa benissimo come dosare l’informazione per non far affondare la barca. Quindi mi aspetto che a breve se non brevissimo succeda qualcosa che ribalti immediatamente la situazione o perlomeno arresti la caduta. Non serve a nessuno spingere questo conflitto alle estremo conseguenze, soprattutto se molto probabilmente hai investito massicciamente in una direzione o l’altra poco prima dell’inizio delle ostilità perché ormai a questo dobbiamo rassegnarci. Quindi abbiamo obiettivi ribassisti classici dell’analisi tecnica che un qualsiasi Tomasini vi può raccontare. Quello che invece il Tomasini vero vi racconta è che valgono come il due di coppe quando briscola è bastoni perché diciamo che qualcuno sta guidando la cosa dall’alto. L’unica speranza è che non gli scappi di mano la situazione.
L’autore del presente articolo è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e non detiene gli strumenti oggetto delle sue analisi.
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