CAMPARI Group è uno dei principali operatori globali nel settore degli spirits premium.
Nato in Italia e oggi presente in oltre 190 mercati, il gruppo costruisce il proprio sviluppo su un portafoglio di marchi fortemente riconoscibili, tra cui CAMPARI, Aperol, Wild Turkey, Grand Marnier ed Espolòn.
Negli ultimi anni la strategia si è concentrata su tre direttrici principali: rafforzamento dei brand globali, crescita nei segmenti premium e sviluppo nei mercati con maggiore potenziale.
In un contesto di consumi più selettivi per il settore degli spirits, i risultati del 2025 mostrano un gruppo che continua a crescere, migliorando al tempo stesso redditività e struttura finanziaria.
RICAVI DI CAMPARI
Nel 2025 CAMPARI ha registrato vendite nette pari a €3.051 milioni, con una crescita organica del +2,4%.
Il dato complessivo mostra una lieve flessione (-0,6%), dovuta principalmente all’effetto cambio negativo. L’impatto del perimetro è rimasto sostanzialmente neutrale: l’acquisizione di Courvoisier ha infatti compensato le recenti cessioni di marchi non strategici.
Al netto di eventi straordinari — tra cui l’uragano che ha colpito la Giamaica — la crescita organica si sarebbe avvicinata al +3%, segnale di una domanda complessivamente resiliente.
La dinamica commerciale resta ben distribuita. Il gruppo ha registrato crescita organica in 24 mercati, con progressi in tutte le principali brand house.
A sostenere i ricavi continuano a essere soprattutto aperitivi e tequila, due categorie che negli ultimi anni rappresentano uno dei motori principali dello sviluppo del gruppo.
MARGINALITÀ DI CAMPARI:
La redditività cresce a un ritmo superiore rispetto ai ricavi.
L’EBIT rettificato ha raggiunto €637 milioni, con una crescita organica del +5,4%. Il margine EBIT rettificato si attesta al 20,9%, in miglioramento di 60 punti base rispetto all’anno precedente.
L’EBITDA rettificato sale invece a €785 milioni, con un margine del 25,7%.
Il miglioramento riflette tre fattori principali:
- espansione del margine lordo grazie al mix di prodotto;
- maggiore peso dei brand premium;
- progressiva efficacia delle iniziative di contenimento dei costi.
Parallelamente il gruppo ha continuato a investire sul rafforzamento dei marchi. Gli investimenti in pubblicità e promozione restano infatti una leva centrale della strategia, con un focus sempre più concentrato sui brand globali.
FLUSSI DI CASSA DI CAMPARI:
Il 2025 evidenzia anche una buona capacità di generazione di cassa.
Il free cash flow operativo ha raggiunto €687 milioni mentre il free cash flow ricorrente registra ben €571 milioni, con un tasso di conversione del 73%.
Questo ha permesso al gruppo di accelerare la riduzione della leva finanziaria. Il rapporto tra debito netto ed EBITDA rettificato scende a 2,5x, rispetto al 3,6x registrato nel 2024 dopo l’acquisizione di Courvoisier.
Considerando anche il valore delle azioni proprie, la leva si riduce ulteriormente a circa 2,2x.
Il rafforzamento della posizione finanziaria consente inoltre al gruppo di aumentare la remunerazione degli azionisti: il dividendo proposto è pari a €0,10 per azione, con un incremento del 54% rispetto all’anno precedente e un payout del 35%.
LE PAROLE DI SIMON HUNT, CEO DI CAMPARI:
Il CEO Simon Hunt ha sottolineato come il gruppo abbia affrontato il 2025 con resilienza, riuscendo a ottenere una crescita organica sia delle vendite sia della redditività.
Secondo il management, i marchi del gruppo continuano a guadagnare quote di mercato in diversi Paesi, sostenuti da una strategia sempre più focalizzata sui brand chiave.
Un elemento particolarmente rilevante è stata la riduzione della leva finanziaria con un anno di anticipo rispetto ai piani, risultato che ha permesso di rafforzare la remunerazione degli azionisti mantenendo una buona flessibilità finanziaria.
Guardando al futuro, il gruppo resta concentrato su tre leve principali:
- sviluppo dei brand strategici;
- nuove occasioni di consumo;
- espansione geografica.
OUTLOOK DI CAMPARI:
Nel breve periodo (2026)
Il gruppo prevede condizioni operative ancora impegnative ma sostanzialmente stabili rispetto al 2025. CAMPARI si attende di continuare a sovraperformare il settore, mantenendo una crescita organica sostenuta.
Il margine EBIT rettificato dovrebbe registrare un miglioramento contenuto, con una dinamica più favorevole nella seconda parte dell’anno. Ciò riflette anche la scelta di anticipare parte degli investimenti pubblicitari nella prima metà del 2026.
Il margine lordo dovrebbe beneficiare di costi del venduto più favorevoli, anche se parzialmente compensati dall’impatto dei dazi statunitensi, stimato in circa €30 milioni su base annua.
Nel medio periodo
CAMPARI conferma un obiettivo di crescita organica delle vendite nella fascia medio-alta.
La redditività dovrebbe migliorare progressivamente grazie a:
- maggiore efficienza della supply chain;
- iniziative di revenue growth management;
- ulteriore disciplina nella gestione dei costi.
Parallelamente il gruppo continuerà a puntare su brand building e generazione di cassa, mantenendo un approccio selettivo alle acquisizioni e proseguendo nella razionalizzazione del portafoglio.
IL GRAFICO DI CAMPARI:
Il titolo si è messo alle spalle l'area € 5 che ha rappresentato un supporto importante negli ultimi 10 anni. Il prossimo ostacolo è situato poco sotto quota € 7.
RIFLESSIONI:
I risultati del 2025 confermano una realtà industriale solida. La crescita dei ricavi resta moderata ma stabile, mentre margini e generazione di cassa continuano a migliorare.
In un settore che sta attraversando una fase più selettiva, questi elementi assumono un peso ancora maggiore.
Guardando al contesto competitivo, negli ultimi trimestri alcuni grandi operatori globali — tra cui Diageo — hanno evidenziato una fase più complessa, con segnali di rallentamento della domanda in alcune aree geografiche e una maggiore pressione sulle scorte nel canale distributivo, in particolare negli Stati Uniti.
Si tratta di dinamiche in parte cicliche, legate all’assestamento dei consumi dopo gli anni di forte crescita successivi alla pandemia.
In questo quadro, i dati di CAMPARI mostrano una traiettoria relativamente più regolare: la crescita organica rimane positiva e la redditività continua a migliorare grazie al lavoro sul mix di prodotto e al rafforzamento dei marchi chiave.
Naturalmente i due gruppi presentano dimensioni, portafogli e posizionamenti differenti, elementi che rendono il confronto necessariamente indicativo.
Tuttavia, l’andamento dei principali indicatori suggerisce che CAMPARI stia attraversando questa fase del ciclo con una buona tenuta operativa, sostenuta dalla forza dei propri brand e da una gestione finanziaria più disciplinata.
Il miglioramento dei fondamentali ha reso le attuali quotazioni più attraenti rispetto a prima: la media storica evidenzia ratio ben superiori rispetto ai livelli attuali.
Il contesto rimane sfidanti, ma la traiettoria intrapresa da CAMPARI sembra essere virtuosa.
RIEPILOGO DELLE SEGNALAZIONI:
PORTAFOGLIO TOTAL RETURN:
Francesco Norcini è un investitore privato che detiene le azioni oggetto dei suoi articoli creando in questo modo un potenziale conflitto di interesse con i lettori.
Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica clicca qui >>
Informativa metodo clicca qui >>


















