Dunque cosa è successo? I mercati hanno reagito alla nuova guerra oppure sono ormai abituati ad avere sempre almeno un paio di conflitti attivi?
Per quanto mi riguarda, la reazione (almeno da parte dei mercati statunitensi) è stata al momento piuttosto contenuta. Come si vede ad esempio nel consueto grafico a 120 minuti dell’S&P 500 (riportato sotto), il supporto in area 6700 è stato soltanto sfiorato, e l’indice si trova nuovamente nei pressi di quel livello.
S&P 500 120m.
Al momento, quindi, osservando esclusivamente il grafico e senza lasciarsi condizionare da quanto sta accadendo sul piano geopolitico, il mercato USA, e in particolare l’S&P 500, non presenta problematiche tecniche particolari. Si nota certamente una perdita di forza rispetto alle settimane precedenti, ma per ora il mercato ha retto agli eventi.
C’è infatti però da considerare che quanto sta accadendo potrebbe avere ripercussioni soprattutto sull’Europa. Come ormai accade troppo spesso, il nostro continente resta fortemente esposto ai problemi legati ai costi energetici, già molto elevati. Se questa situazione dovesse protrarsi per diverse settimane, potremmo nuovamente trovarci di fronte a spinte inflattive, con tutte le conseguenze del caso: politiche monetarie più restrittive, possibili aumenti dei tassi e così via.
Gli Stati Uniti, che nel frattempo ci vendono già il loro GNL, con questa situazione vedranno con ogni probabilità aumentare sia le vendite sia i prezzi, con evidenti benefici per la loro economia, ma sicuramente non per la nostra. Tra l’altro, la tecnica del fracking utilizzata negli USA per l’estrazione di petrolio e gas (una tecnica tutt’altro che sostenibile dal punto di vista ambientale, anche se questo aspetto oggi sembra essere diventato secondario nella narrazione attuale) diventa conveniente quando il Brent supera i 60/65 dollari. E su quel livello, al momento, ci siamo, anzi sopra.
Diamo uno sguardo veloce anche al
Nasdaq Comp.
Ebbene, l’indice si trova ancora "appollaiato" sulla stessa area ormai da circa un mese, quella intorno ai 22350 punti. I supporti successivi restano quelli evidenziati sul grafico, così come le eventuali resistenze.
Interessante cosa sta accadendo sul dollaro:
Dollar Index
Il dollaro, da quando sono iniziati gli attacchi in Iran, si è rafforzato.
Il motivo più probabile è il classico comportamento da safe haven: nei momenti di tensione geopolitica molti capitali tendono a rifugiarsi negli asset considerati più sicuri, e il dollaro resta ancora oggi uno dei principali.
È quindi possibile che il rafforzamento rifletta proprio questa percezione di maggiore sicurezza e solidità legata agli Stati Uniti nel contesto attuale.
T Bond
Al contrario, è interessante osservare l’andamento del Treasury.
Questo ha mostrato una perdita di forza, segnalando un movimento opposto rispetto al rafforzamento del dollaro. Si tratta di un segnale tutt’altro che positivo sul fronte dei tassi, che potrebbero quindi tornare a mostrare pressioni al rialzo.
Ma vediamo un poco la situazione del nostro indice, quindi:
FTSE MIB 40
Qui possiamo vedere come le vendite abbiano portato l’indice fino in area 43700, dopo i massimi storici toccati solo la settimana scorsa a 47600.
I supporti più rilevanti restano quelli già segnalati, collocati in area 41.000/42.000.
Un eventuale tentativo di rimbalzo nella prossima settimana, per poter essere considerato credibile, dovrebbe quantomeno riportare l’indice in area 46500, consolidare per qualche seduta e successivamente provare a superare il gap presente poco sopra.
DAX
Anche l’indice tedesco ha reagito agli eventi con vendite consistenti. Attualmente si trova in prossimità del supporto in area 23600. Qualora questo livello non dovesse essere sufficiente a respingere la pressione ribassista, l’indice potrebbe spingersi verso i successivi supporti collocati tra 22800 e 22300, area che potrebbe contenere le vendite almeno temporaneamente.
In caso di rimbalzo, invece, l’indice dovrebbe quantomeno riuscire a riportarsi sopra area 24700 per fornire un primo segnale di recupero.
Bitcoin
Riprendiamo il Bitcoin dopo alcune settimane.
Lo troviamo sempre appoggiato sulla “Mobbona”, il supporto che finora ne ha frenato il ribasso.
Il tentativo di rimbalzo, però, è stato respinto, almeno per il momento, dalla Ellipse, ben visibile sul grafico.
Qualora il movimento dovesse estendersi al di sotto dei minimi recenti, troviamo un ulteriore supporto in area 56000 circa. Se nemmeno questo livello dovesse risultare sufficiente a contenere le vendite, il prossimo target potrebbe collocarsi in area 36.000/34.000. Livello molto lontano dagli attuali prezzi, ma che il software segnala.
Vedremo cosa accadrà nella prossima settimana, anche perché al momento il supporto principale resta ancora intatto.
Brent
Tutti i giornali urlavano la possibilità di una quotazione a 100 dollari come molto probabile. Effettivamente siamo già arrivati intorno ai 90 dollari.
Sopra riporto un grafico weekly con i possibili target. Personalmente, però, preferisco astenermi da un’analisi: in questo momento siamo davvero in una situazione che assomiglia molto a una roulette russa.
Lo inserisco più che altro per curiosità, giusto per vedere cosa potrebbe succedere.
Con un mercato in una fase di tale incertezza, acquistare titoli azionari potrebbe essere un azzardo...
Segnalo comunque alcuni titoli che potrebbero risultare interessanti secondo le regole del Type 1
https://www.lombardreport.com/2025/8/12/type1-advanced-get
più che altro come esercizio di osservazione tecnica nei prossimi giorni.
Tamburi
USB US Bancorp
La Mob non deve essere violata.
Western Dig.
Buona domenica!
Type 1:https://www.lombardreport.com/2025/8/12/type1-advanced-get/
Glossario:
MOB (Make or Break): Il livello MOB, o "Make or Break," rappresenta una zona di proiezione dei prezzi calcolata con l'analisi di momentum. Rappresenta un livello fondamentale che, se mantenuto, può fungere da punto di rimbalzo per il titolo. Se infranto, invece, segnala una probabile accelerazione nella direzione della rottura, spesso anticipando un movimento deciso di prezzo.
Ellipse: Strumento grafico che combina tempo e prezzo per identificare una zona probabile di correzione o inversione. Proiettata a partire da un punto di massimo o minimo significativo, l’ellipse indica un intervallo temporale e di prezzo entro cui è atteso un possibile ritracciamento. Se il prezzo rimane all'interno di questa zona, è più probabile che il trend riprenda. Se il prezzo rompe l’ellisse, può suggerire una continuazione o inversione di trend importante.
L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
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