Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Flessibili


“Buongiorno vorrei un fondo a bassa volatilità che renda bene!” “Prego si accomodi nel reparto “flessibili rari”: tra “creature mitologiche” e “fondo perfetto”. Già, perché il risparmiatore, nel proprio inconscio, si fida poco dei fondi obbligazionari dopo l’esperienza del 2022 e prova amore ed odio per gli azionari: https://blog.ilgiornale.it/trading/2026/03/12/bruciati-miliardi-in-borsa/ Ma, dopo aver respirato profondamente, nel pieno della consapevolezza, riesce a ragionare meglio; così può scorgere l’esistenza di ottimi fondi con volatilità alta, altri con rendimenti mediocri e bassa volatilità, altri ancora che hanno fatto entrambe le cose ma solo in certi periodi. Ormai lanciato verso la conoscenza scopre che nei momenti difficili di mercato c’è una categoria che sembra fatta apposta per lui. Questo rimedio universale è rappresentato dai flessibili: fondi dinamici che usano gestioni attive.

In realtà si tratta di una quasi panacea in quanto molti hanno una malattia. Allargando la visione su uno storico di 5 o 10 anni si scopre una scarsa robustezza: non reggono il passo. Infatti molti absolute return non fanno quello che promettono dato che sono in negativo da anni. Altri hanno fatto molto bene nel 2025, ma a ben guardare sono molto direzionali e volatili. Chissà, visto che funzionano quando smettono di fare gestioni stile “ritorno assoluto”, avranno mica dirazzato? Insomma i fondi che cerca il nostro risparmiatore, ed anche il povero consulente finanziario, sono proprio una rarità. Bisogna dotarsi di un ottimo cane da caccia per trovarne almeno 5 di quelli veri!

Viene fuori la solita verità, ovvero che il fondo perfetto non c’é mai stato in forma stabile e replicabile; quello che esiste però è una combinazione intelligente di strumenti. Allora a chi cerca tranquillità e rendimento con il fondo perfetto buono in ogni occasione, che risolve tutti i problemi, bisogna rispondere che la serenità si costruisce con un portafoglio.

Due righe sul mercato: questa roba che sintetizza missili, disoccupazione, tassi, utili, petrolio, Hormuz, geopilitica, BTP ed i discorsi di quello con i capelli arancione. Degno di nota lo strappo rialzista vicino alla famosa media mobile a 200 giorni che assomiglia tanto a quelli di maggio 2025 e inizio Covid, quando non voleva saperne di ritracciare qualcosina. Il “VIX vaporub” sotto 20 ci dice che le vie respiratorie sono decongestionate. Inoltre i volumi
scambiati nell’ultima ora di contrattazione sembrano opera dei grossi, il sentiment ottimista raschia il fondo del barile ed infine un ultimo indizio positivo: un Buy Sequential setup su base settimanale. Resta da capire se siamo in un contesto di nuova gamba rialzista oppure bear market rally molto convincente. Ma, aldilà delle prediche, peraltro
giuste da parte dei sistemi che hanno aumentato l'azionario, pensiamo al nuovo mantra di questo ostile 2026: razzolare bene.

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