Le strategie autunnali nelle proiezioni dei grandi gestori


Quattro visioni (tutte molto interessanti) su cosa fare e come farlo.

Cedole & dividendi

Il report della domenica è "free"; quelli degli altri giorni disponibili solo per gli abbinati a Lombard Report.

L’autunno si annuncia cruciale per gli investitori, dopo una primo semestre dell’anno molto bislacco. I grandi gestori seguono naturalmente proprie strategie, che spesso divergono. Ecco perché pubblichiamo sintetici schemi dei portafogli di alcune dei maggiori “asset management groups”

Natixis segue un preciso modello

“Un momentum più robusto della crescita economica globale, nessuna fiammata da parte dell'inflazione e politiche monetarie che rimangono accomodanti”. Questa la fotografia del contesto macroeconomico mondiale secondo il comitato investimenti di Natixis Asset Management che in particolare struttura così la sia allocazione.

           Strategical Allocation                                                    Tactical Allocation

Min

Max

Asset class

%

+ o -

Bond

38%

20%

60%

Bond €

22%

0%

20%

Bond world

Bond emergent

Invest. Grade €

High Yield €

6,5%

4,5%

2,5%

2,5%

+2,0%

Azioni

38%

5%

5%

0%

20%

20%

10%

Europa € e no €

Usa

Asia sviluppata

15%

11%

5,5%

Più Giappone

0%

10%

Emerging Markets

6,5%

Commodities

4%

Energia

Industriali

Agricoltura

Metalli preziosi

0,5%

0%

1%

2,5%

-1,0%

-1,0%

Valute

20%

20%

5%

5%

5%

5%

5%

Cash €

$/€

£/€

Chf/€

Yen/€

Emerging/€

17,5%

2,5%

0%

0%

0%

0%

+2,5%

In sintesi: Reddito fisso: la Bce metterà in pratica il ”taperig” del QE in risposta alla scarsità di bond sui mercati core. Azioni europee: si resta neutrali e compratori sulla loro debolezza, a meno che questa non sia legata a un ulteriore indebolimento del dollaro. Obbligazioni emergenti globali: i margini di crescita dei mercati emergenti in combinazione con l’orientamento restrittivo delle banche centrali del G30 forniscono un certo supporto al loro reddito fisso.

Fidelity ha questo outlook

Il gruppo statunitense ricapitola la propria visione dei mercati con una schematica percezione per i prossimi mesi.

Asset class

Mondo

Usa

Europa

Emergenti

Azionario

Sovrappeso

Sottopeso

Sovrappeso

Neutrale

Bond governativi

Sovrappeso

Sovrappeso

Sovrappeso

Sovrappeso

Bond corporate

Neutrale

Neutrale

Neutrale

Netto sovrappeso

Bond High Yield

Neutrale

Neutrale

Neutrale

Netto sottopeso

Bond inflation

Neutrale

Sovrappeso

Neutrale

Sottopeso

Valute

Neutrale

Neutrale/Sotto.

Neutrale/Sovr.

Sottopeso

Fidelity ricorda che le indicazioni qualitative vanno intese come posizionamenti relativi a un portafoglio diversificato multi-asset e che non vanno viste come inviti a vendere e/o comprare.

Per Amundi fondamentale la lotta alla liquidità

Un tema molto interessante e d’attualità quello messo in luce da Amundi Asset Management, che vuole sensibilizzare gli investitori a diminuire l’inerzia della liquidità. Lo fa evidenziando due aspetti significativi.

Incidenza in percentuale di rendimenti reali negativi su un orizzonte di 15 anni

Con le azioni

Con bond corporate

Con titoli di Stato

Con liquidità

0%

0%

0%

18%

Rendimento reale annualizzato negli ultimi 15 anni

Con le azioni

Con bond corporate

Con titoli di Stato

Con liquidità

+7%

+3,7%

+1,8%

-0,8%

La conclusione è che la liquidità è l’unica classe di attivo che espone gli investitori a una significativa probabilità di perdita in termini reali.

Le prospettive a sei mesi per Ubs

La sua allocazione di breve periodo è così strutturata.

Asset allocation – Gli strumenti rischiosi continuano a beneficiare della robusta dinamica del ciclo economico e hanno resistito a varie minacce di rilievo, tra cui le tensioni con la Corea del Nord, l’uragano Irma e il dibattito sul tetto del debito statunitense. A nostro avviso, l’economia mondiale attraversa una fase di metà ciclo e le probabilità di recessione nei prossimi sei mesi rimangono basse. Tuttavia, a seguito della corsa al rialzo registrata da inizio anno dai mercati azionari di tutto il mondo, riduciamo il sovrappeso sulle azioni globali rispetto alle obbligazioni e ai titoli di Stato con rating elevato, prendendo profitto. La crescita degli utili dovrebbe confermarsi il principale motore del rialzo azionario. In ambito valutario, assottigliamo il sovrappeso nel dollaro canadese rispetto al dollaro australiano. La Fed ha annunciato che a ottobre darà inizio al processo di riduzione del suo bilancio. Ci aspettiamo che la Bce proclami a ottobre il ritiro del quantitative easing nel corso del prossimo anno e che la Fed alzi i tassi d’interesse ancora una volta entro fine anno. Nel complesso, le politiche monetarie dovrebbero rimanere sostanzialmente accomodanti”.

Azioni – Confermiamo il sovrappeso nelle azioni dell’eurozona rispetto a quelle del Regno Unito. In virtù della loro composizione settoriale, le società dell’eurozona beneficiano in modo particolare del recupero globale dell’attività economica registrato nel corso dell’anno. Il rapido apprezzamento dell’euro aveva preoccupato gli investitori, ma a settembre non è proseguito. Invece, la sterlina britannica si è nettamente rafforzata dopo che la Bank of England ha segnalato l’intenzione di alzare i tassi d’interesse nei prossimi mesi, mettendo sotto pressione le società del Regno Unito orientate all’export. Confermiamo il sovrappeso nelle azioni globali (e nelle obbligazioni e nei titoli di Stato statunitensi con rating elevato) rispetto all’high yield in euro”.

Obbligazioni – In questa fase del ciclo economico, a parità di rischio le azioni ci sembrano offrire ritorni superiori a quelli dei corporate bond. Sovrappesiamo le azioni globali nonché le obbligazioni e i titoli di Stato con rating elevato in Usd rispetto all’high yield in Eur. Gli spread dei titoli high yield dell’eurozona sono prossimi ai minimi del dopo-crisi e il rendimento del 3,1%, che rappresenta un minimo storico, non sembra compensare adeguatamente i rischi a medio termine. Non vediamo concrete possibilità di aumento delle valutazioni dai livelli attuali, mentre l’annuncio del tapering da parte della Bce potrebbe far salire la volatilità entro fine anno. Inoltre, siamo in sottopeso sui Treasury a due anni rispetto alla liquidità in dollari. Ci aspettiamo che la Fed alzi i tassi a un ritmo più rapido di quello previsto dal consenso, poiché il mercato del lavoro è vicino alla piena occupazione e le condizioni finanziarie sono relativamente favorevoli”.

Valute – Dopo aver registrato una buona performance, riduciamo la posizione sul cambio Cad/Aud con un profitto. Non liquidiamo interamente la posizione perché a nostro avviso presenta ancora un ulteriore potenziale di rialzo. La Bank of Canada (BoC) ha sorpreso i mercati alzando i tassi d’interesse di 25 pb all’1%. Ci aspettiamo ulteriori giri di vite nei prossimi mesi, alla luce della robusta crescita dell’economia canadese. L’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi e la moderazione dell’attività economica in Cina dovrebbero spingere al ribasso il dollaro australiano, mentre è probabile che la Reserve Bank of Australia cominci ad alzare i tassi solo verso la fine dell’anno prossimo. Manteniamo il sovrappeso sulla corona svedese rispetto al franco svizzero. Nei prossimi mesi la Riksbank potrebbe assumere un orientamento più restrittivo alla luce della robusta crescita e dell’accelerazione dell’inflazione”.

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