Mercato obbligazionario: lateralità imperante

In questa settimana sul mercato obbligazionario non è successo proprio nulla degno di rilievo, almeno in termini di movimenti delle curve pertinenti alle nostre analisi. Le obbligazioni si sono così mosse nell’ormai consueto trading range senza fornire spunti degni di nota; anche l’ormai inevitabile ristrutturazione del debito del Venezuela non ha influito più di tanto sul mercato obbligazionario nel suo complesso, e quindi non ci riane che aggiornare le curve e l’analisi, già sapendo che non vi è nulla di nuovo rispetto a settimana scorsa.

La consueta lettura del mercato obbligazionario attraverso la ZC-Yield Curve, ci mostra una curva praticamente immobile con i rendimenti impliciti che rimangono inchiodati sotto 1,60% anche per le scadenze trentennali e sotto 1,50% per le scadenze sino ai 23 anni. Ferma anche per la parte a breve che conferma l’irripidimento nel tratto sino ai 10 anni. Ovviamente fermi anche i forward su Euribor 6 mesi, con il tratto a lunga che rimane ben saldo poco sopra area 2,00% e il tratto a breve che conferma la politica monetaria accomodante dichiarata dalla BCE.

Stante tale situazione, anche gli spread sono di fatto immobili, così come i rendimenti dei benchmark governativi decennali. Il Bund si conferma sotto area 0,40% di rendimento, così come gli altri benchmark governativi sono ormai saldi sotto al 2% di rendimento da alcune settimane.

L’analisi degli spread e dei rendimenti dei decennali governativi, conferma quindi un mercato obbligazionario fermo, quasi anestetizzato dalla politica CBE; ecco quindi che l’ipotesi avanzata la scorsa settimana, e cioè quella che rimarremo in una situazione di stasi per diversi mesi, con ritocchi dei redimenti impliciti un po’ all’insù e un po’ all’ingiù, si sta concretizzando.

Osservando – a livello di analisi integrata – le curve dei rendimenti dei benchmark decennali dei principali mercati, si conferma il quadro sin qui analizzato, con una piccola variazione rispetto alla settimana scorsa. Un piccolo cambiamento che riguarda l’area UK, con il modello Trendycator che ci evidenzia un potenziale PEAK e ci segnala un’area di allerta (riga rossa) sotto la quale i rendimenti del Gilt riprenderebbero a contrarsi seguendo quindi l’andamento dell’area Euro. Sempre netta invece la divergenza con la situazione USA, la quale pur trovandosi anch’essa in una situazione laterale sta mantenendo l’impostazione di rendimenti visti al rialzo. Immobile la situazione in area Euro.

Stante questa situazione, non vi sono variazioni a livello strategico e tattico per il portafoglio obbligazionario, rispetto a quanto visto nelle precedenti analisi.

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