Manca il "respiro del mercato"


I lettori  hanno notato che l’attacco alla fatidica resistenza del Ftse All Share da me sempre citata negli ultimi mesi è passato sotto silenzio. Io ragiono che debbo dire ai lettori cose intelligenti e non menare il can per l’aia. Quindi non ho intonato il peana né mi sono cosparso il capo di cenere. Siamo arrivati a destinazione, ma se l’attacco ad una resistenza fosse il motivo per essere rialzisti o diventare ribassisti allora sarebbe davvero un gioco facile quello della Borsa. Thomas Demark, nel suo meraviglioso libro “la nuova scienza dell’analisi tecnica”, edizioni Trading Library con mia prefazione, racconta di come sia possibile validare o non validare un breakout a seconda del posizionamento delle chiusure e delle aperture precedenti il breakout e successive allo stesso. Riassumiamo il libro in una frase: così non va. Per essere un un buon breakout dovremmo vedere una apertura lontana dal punto di breakout e poi un bel barrone che spacca tutto e chiude OLTRE la resistenza. Quando i prezzi arrivano ad attaccare una resistenza con questo languore che vedete voi oggi nelle barre correnti è una bandiera rossa di allarme. Tanto vi dovevo scrivere, per onestà e per rispetto della tecnica. Anzi c’è un altro aspetto molto pericoloso: che il breath del mercato si è fermato, ora stanno volando i titolini, i cadaverini delle azioni che finora non sono stati lambiti dal rialzo. Significa che non c’è benzina nel motore. E anche questo è una brutta cosa. Aspettiamo, ovviamente sono pensieri in libertà, ormai noi quello che dovevamo prendere l’abbiamo preso e i santi stop loss ci proteggono le posizioni, che sono per la maggior parte in utile copioso. Di sicuro in caso di ribasso non ci lasceremo gli indumenti intimi e quindi dobbiamo stare sereni sperando in un momentaneo periodo di riflessione delle azioni. In fin dei conti il trend è in atto fino a prova contraria. Tutto vero, però ricordiamoci che in Borsa cambiare idea velocemente è la via della salvezza.