Commodities week – chi torna in scena? Palladio, alluminio e nickel, attendendo l’oro

Potrebbe essere solo una fase di transizione ma qualcosa si agita. Per Credit Suisse il “gold” salirà nei prossimi mesi.

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In marcia, più di quanto ci si potesse attendere. Le commodities ritrovano finalmente smalto, sull’onda di una possibile conclusione della campagna dazi da parte di Trump e delle oscillazioni sul dollaro. In sintesi questo il quadro, operando con il semplice ma efficiente metodo di analisi delle medie mobili, corte e lunghe:

► sempre totalmente in positivo il Crude Oil e il Brent Oil (per quest’ultimo incertezze solo dalla mm 5), nonché il natural gas e il wheat (grano);

► la sorpresa viene dal palladio, che torna del tutto sul segno verde;

► in movimento favorevole alluminio, zinco e nickel, salvo per le medie lunghe ancora con l’indice sul rosso. E’ tuttavia un’inversione rispetto all’ultima verifica di due settimane fa e gli indicatori passano su un timido “buy”, in attesa di altre conferme;

► assolutamente negativi restano cotone e cacao.

Dell’oro scriviamo fra poco.

Una verifica si impone a livello di Etc quotati a Borsa Italiana, trascurando quelli a leva, che in una fase così articolata presentano non pochi vincoli negativi.

Etfs palladium (Isin JE00B1VS3002): con la chiusura ieri a 84,8 euro ha rotto il supporto degli 82,2 e sembrerebbe puntare a quello degli 88. Si consideri naturalmente che il sottostante è espresso in dollari Usa. E’ indubbio che i due fattori ribassisti degli ultimi mesi sono stati da una parte i timori di calo della domanda di nuove automobili, grandi “clienti” di questo metallo, e dall’altra la forza del dollaro in un contesto di rialzo dei tassi da parte Fed. Ora che entrambe le motivazioni sembrano arretrare la reazione del palladio è inevitabile e porta a valutazioni abbastanza positive, sebbene le quotazioni – in un quadro storico – siano molto elevate. La resistenza degli 88 è per l’Etfs un livello che equivale a un massimo di sempre. L’approssimarsi comporterà quindi tanta volatilità.

Etfs aluminium (Isin GB00B15KXN58): situazione del tutto opposta per questo metallo, che si trova pur sempre vicino ai minimi storici. Se il Future sull’alluminio ha superato le medie mobili fino alla 50, mantenendo ancora una certa distanza dalle più lunghe (ultima quotazione a 2.088 $ contro mm 100 a 2.148 $ e 200 a 2.159 $), con gli indicatori tecnici incerti, l’Etc fotografa inevitabilmente un quadro simile ed evidenzia una 200 molto vicina nonché già leggermente inclinata verso il rialzo.

Etfs nickel (Isin GB00B15KY211): ottima performance ieri, con una chiusura a 10,78 euro (+3,26%) e soprattutto con un tentativo di rottura della forte resistenza a 10,64. L’area fino agli 11,2 sarà di inevitabile congestione, data la presenza non solo della stessa resistenza ma anche di varie medie mobili, fra cui la 200, positiva e inclinata al rialzo.

Infine il quadro dell’oro. Da metà agosto combatte con il supporto di 1.193,9 $: un po’ sopra e un po’ sotto, senza alcuna indicazione di trend, se non quello di un’esasperata lateralità. In teoria ci sarebbe da concludere che è una situazione di neutralità assoluta: solo in teoria, perché un report di Credit Suisse fotografa una situazione molto diversa in prospettiva. La banca elvetica l’ha rimesso a benchmark, poiché un insieme di fattori porta a credere che il metallo prezioso abbia buoni margini di ripresa. Dipendono dal dollaro, dai tassi reali riconosciuti dai Treasuries Usa, da un eccesso shortista dei fondi speculativi e dal possibile switch delle Banche centrali asiatiche nei suoi confronti, considerando il minore interesse a essere posizionati – per scelte politiche - direttamente sul dollaro. Qualcosa potrebbe quindi muoversi per il “gold”? Occorre attendere segnali più concreti per dirlo.

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