Etf yield – un fine estate ricco di novità

Riferiti soprattutto alle obbligazioni: corporate Esg, emergenti in valute locali con performance incrementate e CoCo coperte sul cambio. Ma anche alle commodities.

Cedole & dividendi

Fine agosto e settembre ricco di novità – sebbene un po’ di nicchia – nell’ambito degli Etf quotati su Borsa Italiana, con una diversificazione tesa sempre più a soddisfare esigenze particolari, che l’investitore dovrebbe prendere in considerazione nell’ottica di mettere meglio a fuoco gli obiettivi del proprio portafoglio, piccolo o grande che sia.

► Bond - le corporate Usa rispettose di ambiente e società

Amundi Etf quota da fine agosto su Borsa Italiana il nuovo Etf Amundi Index US Corp Sri (Isin LU1806495575), costruito per offrire un’esposizione diversificata al mondo obbligazionario corporate in Usd, applicando al contempo criteri Esg nel processo di selezione. Ciò significa escludere titoli i cui emittenti siano coinvolti in attività correlate in qualche modo ad alcolici, tabacco, armi di qualunque tipo, gioco d’azzardo, intrattenimento per adulti, organismi geneticamente modificati ed energia nucleare. Questo Etf rappresenta una risposta diretta alla domanda di soluzioni che integrino criteri Esg in un’ottica non solo di consapevolezza dell’impatto ambientale e sociale ma anche di migliori performance generate grazie ai superiori risultati finanziari garantiti. Proposto con Ter 0,16%, è di tipo a replica fisica e valuta di denominazione in dollari. Non prevede la distribuzione di dividendi. Finora ha scambiato pochissimo, dimostrando inevitabilmente una certa correlazione con l’andamento del Treasury.

► Bond - gli emergenti in local currencies con l’acceleratore

Ubs AM ha ampliato la propria gamma di Etf obbligazionari riferiti ai mercati emergenti facendo esordire su Borsa Italiana l’Ubs Etf J.P. Morgan EM Multi-Factor Enhanced Local Currency Bond (Isin LU1720938841). Consente di esporsi al debito dei Paesi emergenti in valuta locale replicando un innovativo e più efficiente indice, il J.P Morgan EM Multi-Factor Enhanced Local Currency Government Bond, che ha l’obiettivo di generare un ritorno maggiore rispetto ai tradizionali benchmark. Nel back test su più orizzonti temporali tale indice ha realizzato una sovraperformance annuale superiore ai 100 bps rispetto ai tradizionali indici Emerging markets local currencies. E’ composto da 385 bond sovrani e quasi sovrani di 53 Paesi emergenti con importo superiore ai 500 milioni di dollari e rating uguale o superiore ad A-/A3. Con valuta di denominazione in $, ha un Ter dello 0,47% e prevede una distribuzione semestrale di dividendi. Per ora gli scambi sono stati molto bassi, ma l’Etf è appena entrato sulla Borsa Italiana.

► Bond – i CoCo anche con copertura del cambio

WisdomTree, ha ampliato la propria gamma di Etf currency-hedged, cioè con copertura del cambio, quotando su Borsa Italiana la versione di tale tipo del WisdomTree AT1 CoCo Bond (Isin IE00BFNNN236). La variante base sui CoCo Bond offre un’esposizione unica, in termini di ampiezza e diversificazione, sulle obbligazioni bancarie della specifica categoria, di fatto ormai sostitutive dei vecchi subordinati Tier 1, replicando per il 95% l’indice che investe in CoCo bond emessi da istituzioni finanziarie di Paesi europei sviluppati, denominati in euro, sterline e dollari ma garantendo agli investitori, che desiderano mitigare il rischio di cambio, la versione con copertura dello stesso. Il Ter è dello 0,50% e l’Etf prevede la distribuzione semestrale di dividendi.

► Commodities – senza rischio di cambio e con roll over dinamico

Sempre da parte di WisdomTree arriva anche su Borsa Italiana l’Etf Enhanced Commodity Euro Hedged (Isin IE00BG88WG77), versione con copertura dal rischio valutario del WisdomTree Enhanced Commodity Etf: offre un’ampia e ottimizzata esposizione alle commodities e, al contempo, consente una maggiore protezione rispetto alle oscillazioni dei tassi di cambio. L’Etf utilizza inoltre un innovativo processo di roll over dinamico, attento a ridurre al minimo i costi di roll over nelle fasi di contango (mediante cui si indica una situazione in cui i prezzi dei futures sono superiori a quello spot corrente) e a incrementare al massimo il rendimento roll nelle fasi di backwardation (mediante cui si individua una situazione in cui i prezzi dei futures sono inferiori a quello spot corrente), con l’obiettivo ultimo di ridurre i costi di lungo periodo dovuti alle esposizioni sulle materie prime. Il suo Ter è dello 0,35% annuo.

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