Mercato obbligazionario: dopo il bond Aramco arriva in Borsa


Dovrebbero mancare ormai pochi giorni all’annuncio da parte dell’Arabia Saudita in merito ai tempi e alle modalità dell’IPO di Aramco, la compagnia petrolifera statale più grande al mondo. Ad aprile la società si era già affacciata sul mercato con l’emissione di una serie di bond la cui offerta complessiva aveva raccolto ben 92 Mld USD a fronte in un controvalore di collocamento atteso tra i 10 e i 15 Mld USD.

I bond in questione, per chi fosse interessato a dargli un’occhiata, sono un triennale con cedola fissa al 2,75% (XS1982118264), un quinquennale con cedola al 2,875% (XS1982112812), un decennale con cedola al 3,50% (XS1982113208), un ventennale con cedola al 4,25% (XS1982113463) e infine un trentennale con cedola 4,375% (XS1982116136).

Stando ad alcune indiscrezioni di stampa, la quotazione interesserà soltanto l’1% o il 2% del capitale, con l’obiettivo di far incassare allo stato almeno 20 Mld USD. Si tratterebbe dello sbarco in Borsa più grande mai avvenuto, perché la società capitalizzerebbe in tutto 2.000 Mld, quasi il doppio di Apple, che ad oggi valorizza a Wall Street oltre i 1.100 Mld ed è la più grande azienda quotata al mondo di tutti i tempi. Le sottoscrizioni dovrebbero partire il prossimo 4 dicembre, mentre la quotazione dovrebbe avvenire l’11 dicembre.

Aramco è la compagnia petrolifera per eccellenza e di fatto controlla il 10% dell’offerta mondiale. Vanta una capacità di produzione massima fino a 12 Mln di barili al giorno e dispone di riserve per 264 Mld di barili. Nel 2018, ha chiuso con un utile netto di oltre 111 Mld USD, il più alto al mondo, a fronte di un fatturato di 356 Mld USD. La sua quotazione, con il probabile ingresso dei capitali del fondo sovrano russo ha creato qualche malumore a Trump, e alcuni commentatori si sono spinti addirittura a sostenere che l’IPO di Aramco segnerà la fine dell’OPEC. Staremo a vedere.

Torniamo alle nostre analisi, con la nostra consueta lettura del mercato obbligazionario attraverso la ZC-Yield Curve. Questa settimana registriamo una sostanziale stabilità dei rendimenti, con rendimenti negativi sempre sino alle scadenze 2028; il tratto a lunga rosicchia qualche bps e si porta in area 0,46% di rendimento contro lo 0,43% della scorsa settimana per le scadenze 2049; sulla scadenza a 10 anni rimaniamo vicini allo zero, in area 0,03%. La curva nel suo complesso si conferma nella maggiore ripidità assunta già da qualche settimana, così come si conferma sempre molto molto nervosa nella parte a breve. Si contraggono un po’ i forward su Euribor 6 mesi che sul tratto a lunga si portano in area 0,82% rispetto ad area 0,88% della scorsa rilevazione, mentre rimane stabile la parte a breve poco sopra area -0,50%.

In leggera contrazione i rendimenti dei decennali e gli spread contro Bund, con il decennale tedesco che ridiscende in area a -0,40% di rendimento, la Francia scende a -0,11% e l’Irlanda va a 0,02%. Scende un po’ anche il rendimento della Spagna che va a 0,23%, così come il Portogallo che si assesta a 0,17% e l’Italia che va all’1,04% di rendimento. A livello di spread Vs Bund abbiamo Portogallo, Spagna e Italia rispettivamente a 57 bps, 63 bps e 143 bps.

Osservando – a livello di analisi integrata – le curve dei rendimenti dei benchmark decennali dei principali mercati per ora rimangono in piedi le due ipotesi formulate qualche tempo fa, ovvero stasi oppure potenziale cambio di rotta. A livello strategico non è ancora cambiato nulla e infatti il modello Trendycator si conferma stabile nelle sue indicazioni, ma dai BOTTOM registrati a suo tempo si è sviluppato un rimbalzo dei rendimenti che per ora rimangono a contatto con le resistenze di breve. Al momento le evidenze del modello sono tutte confermate, con Trendycator che rimane SHORT su tutte le curve analizzate, con l’area UK che vede il Gilt stabile in area 0,70% di rendimento; sull’area BUND il rendimento rimane sostanzialmente fermo nell’intorno di area -0,40%. Sul Btp Trendycator ancora SHORT con rendimenti sempre a cavallo di area 1,00%, talvolta poco sopra a talvolta poco sotto. In lieve salita i rendimenti USA, con Trendycator sempre SHORT sul decennale che si porta ora in area 1,80% di rendimento.

Bond Weekly Ranking
Riprendiamo l’analisi sotto forma di ranking dei bond con rating sotto l’investment grade, a caccia di idee da rapporto rischio/rendimento un po’ spinto. Il ranking considera i bond in Euro con scadenza dal 01.06.2020 al 31.12.2025, aventi rating da BB+ sino a CCC+ e con rendimento minimo del 3,00% lordo.

ATTENZIONE: si rammenta che i bond High Yield hanno un rischio spesso non trascurabile in termini di Credit Risk, per cui non sono da considerarsi come suggerimenti operativi, bensì come mere segnalazioni che non saranno poi seguite in modo organico. Pertanto chi decidesse di prendere spunto da tali segnalazioni dovrà poi seguire in via autonoma l’andamento del titolo e le eventuali notizie relative all’emittente, controllando con frequenza il mercato.

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