Mercato obbligazionario: curva un po’ più ripida


Si modifica leggermente la curva dei rendimenti che diventa lievemente (molto lievemente…) più ripida rispetto alla scorsa rilevazione, più per un ridimensionamento del tratto a breve che per un vero e proprio rialzo dei rendimenti a lunga.

La stessa cosa è accaduta in Giappone, dove complice la decisione della BoJ di rallentare (forse addirittura stoppare) gli acquisti QE per le scadenze a lunga, la cura ha preso un leggero irripidimento. Quale che sia la relazione tra questi due eventi al momento non ci è dato saperlo, ma le ipotesi e le analisi che in questi giorni girano in merito ai vari QE sono molte e in alcuni casi anche piuttosto argute.

Il mercato obbligazionario area Euro è comunque da qualche settimana in fase di calma, con piccoli assestamenti del tutto fisiologici e comunque direttamente legati alle attese sulle mosse di politica monetaria. A maggior ragione posto che la “guidance” della BCE è ben chiara da qui ak prossimo futuro.

Tornando alle nostre analisi, con la nostra consueta lettura del mercato obbligazionario attraverso la ZC-Yield Curve, registriamo questa settimana rendimenti in lieve allargamento. Come per la scorsa rilevazione, anche in questa settimana abbiamo rendimenti negativi sino alle scadenze 2032; il tratto a lunga sale di qualche bps e si porta in area 0,22% di rendimento contro lo 0,18% della scorsa settimana per le scadenze 2049; sulla scadenza a 10 anni siamo sostanzialmente stabili in area -0,16%. Curva che torna ad essere un po’ più ripida, come dicevamo, e sempre molto molto erratica nella parte a breve. Salgono leggermente anche i forward su Euribor 6 mesi che sul tratto a lunga si attestano ora in area 0,64% mentre si mantengono stabili sul tratto a breve in area -0,70%.

A due velocità i rendimenti dei decennali e gli spread contro Bund: il decennale tedesco rimane sostanzialmente stabile a -0,57% di rendimento attuale contro -0,58% della scorsa rilevazione, la Francia migliora un po’ e va a -0,27% e l’Irlanda rimane a -0,02%. Scende il rendimento della Spagna che va a 0,12%, mentre il Portogallo è stabile allo 0,17% e l’Italia sale un po’ con il Btp che va sopra area 0,90%. A livello di spread Vs Bund abbiamo Portogallo, Spagna e Italia rispettivamente a 74 bps, 69 bps e 152 bps.

Osservando – a livello di analisi integrata – le curve dei rendimenti dei benchmark decennali dei principali mercati resta invariato il quadro a livello strategico, così come rimangono invariate le evidenze del Trendycator in merito ai BOTTOM registrati su Bund, Gilt e Treasury. Come già osservato al volta scorsa, solo il Btp non ha ancora registrato un BOTTOM. Trendycator rimane quindi SHORT su tutte le curve analizzate, con l’area UK che vede il Gilt consolidare poco sotto area 0,50% di rendimento; sull’area BUND il rendimento consolida in area -0,60%. Sul Btp Trendycator ancora SHORT con rendimenti in lieve risalita verso area 0,90%, mentre proseguono la discesa i rendimenti USA, con Trendycator sempre SHORT sul decennale che scende sotto area 1,60% di rendimento.

Bond Weekly Ranking
Riprendiamo l’analisi sotto forma di ranking dei bond con rating sotto l’investment grade, a caccia di idee da rapporto rischio/rendimento un po’ spinto. Il ranking considera i bond in Euro con scadenza dal 01.01.2020 al 31.12.2025, aventi rating da BB+ sino a CCC+ e con rendimento minimo del 4,00% lordo.

ATTENZIONE: si rammenta che i bond High Yield hanno un rischio spesso non trascurabile in termini di Credit Risk, per cui non sono da considerarsi come suggerimenti operativi, bensì come mere segnalazioni che non saranno poi seguite in modo organico. Pertanto chi decidesse di prendere spunto da tali segnalazioni dovrà poi seguire in via autonoma l’andamento del titolo e le eventuali notizie relative all’emittente, controllando con frequenza il mercato.

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