Mercato obbligazionario: in cerca dell’equilibrio


In queste ultime due settimane i mercati hanno cercato un nuovo equilibrio, dopo che le Banche Centrali hanno dato – chi più chi meno – visibilità sul loro operato e senza ombra di dubbio la BCE è stata quella più netta e diretta.

Nuovi stimoli monetari in partenza e aspettative dei mercati rispettate. Dopo la folle corsa dei prezzi nel mese di agosto, che ha portato i rendimenti ai minimi assoluti, settembre ha visto una prima fase di rimbalzo con rendimenti in leggera contrazione, per poi riprendere la via originaria e tornare ad allargare un po’.

Di fatto ora siamo a metà strada tra i minimi e i recenti massimi relativi del rimbalzo: prende pertanto piede l’ipotesi del c.d. “new normal”, cioè di tassi tassi bassi per sempre o comunque per un lungo periodo. Onestamente, al momento non crediamo che i tassi non rialzeranno mai più la testa, ma rebus sic stantibus è chiaro che anche quando lo faranno saranno rialzi di piccola entità, al netto di catastrofi al momento non preventivabili.

Tornando alle nostre analisi, con la nostra consueta lettura del mercato obbligazionario attraverso la ZC-Yield Curve, registriamo anche questa settimana rendimenti in lieve contrazione. La scorsa rilevazione evidenziava rendimenti negativi sino alle scadenze 2030, ora sino alle scadenze 2032. Il tratto a lunga torna a calare significativamente e si porta in area 0,18% di rendimento contro lo 0,35% della scorsa settimana per le scadenze 2049; sulla scadenza a 10 anni si scende ancora in area -0,17%. Curva che torna ad appiattirsi in modo significativo e che rimane decisamente “nervosa” nella parte a breve. Scendono leggermente anche i forward su Euribor 6 mesi che sul tratto a lunga si attestano ora poco sopra area 0,50% e sul tratto a breve ritornano verso area -0,70%.

Tornano a contrarsi anche i rendimenti dei decennali e gli spread contro Bund: il decennale tedesco -0,58% di rendimento attuale contro -0,48% della scorsa rilevazione, la Francia va a -0,29% e l’Irlanda va a -0,02%. Scendono anche i rendimenti di Spagna, Portogallo e Italia, con il Btp che cala in area 0,84%, mentre il Portogallo va a 0,17% e la Spagna scende allo 0,15%. A livello di spread Vs Bund abbiamo Portogallo, Spagna e Italia rispettivamente a 75 bps, 73 bps e 142 bps.

Osservando – a livello di analisi integrata – le curve dei rendimenti dei benchmark decennali dei principali mercati troviamo conferma del quadro a livello strategico, così come trova conferma l’evidenza del Trendycator in merito ai BOTTOM registrati su Bund, Gilt e Treasury. Solo il Btp non ha questa corrispondenza ma ci sta in ragione del fatto che per le note vicende politiche del nostro Paese siamo riamasti molto indietro rispetto agli altri governativi.

Trendycator rimane quindi SHORT su tutte le curve analizzate, con l’area UK che vede il Gilt ridiscendere verso area 0,50% di rendimento; sull’area BUND il rendimento cala vero area -0,60%. Sul Btp Trendycator sempre SHORT con rendimenti in discesa verso area 0,80%. Tornano a scendere anche i rendimenti USA, con Trendycator sempre SHORT sul decennale che scivola in area 1,70% di rendimento.

Bond Weekly Ranking
Riprendiamo l’analisi sotto forma di ranking dei bond con rating sotto l’investment grade, a caccia di idee da rapporto rischio/rendimento un po’ spinto. Il ranking considera i bond in Euro con scadenza dal 01.01.2020 al 31.12.2025, aventi rating da BB+ sino a CCC+ e con rendimento minimo del 4,00% lordo.

ATTENZIONE: si rammenta che i bond High Yield hanno un rischio spesso non trascurabile in termini di Credit Risk, per cui non sono da considerarsi come suggerimenti operativi, bensì come mere segnalazioni che non saranno poi seguite in modo organico. Pertanto chi decidesse di prendere spunto da tali segnalazioni dovrà poi seguire in via autonoma l’andamento del titolo e le eventuali notizie relative all’emittente, controllando con frequenza il mercato.

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