Guadagnare in Borsa – Sette azioni della cannabis (terapeutica!) schizzano come razzi

Volatilità estrema dei corsi da gennaio in poi, così come nel 2018. E le prospettive non sono da meno. Quelle più scrutate dai mercati, tutte quotate a Wall Street.

Hot markets

Riceviamo un'email dagli Usa che sintetizziamo: “La teoria del gioco del domino, cioè una specie di serpente che si espande con il passare delle puntate, si applica anche al commercio legale della cannabis. Ogni mese una pedina scende in campo nella direzione della sua legalizzazione nel mondo, comportando elevatissimi profitti per chi investe nelle azioni di aziende specializzate nel settore. Ormai è diventato un tema di investimento ‘core’ a lungo termine e anche i grandi gestori sono attivissimi su questo fronte, sebbene poi non lo dicano per un motivo molto semplice: allo stesso tempo cercano di imporre fondi Esg, cioè prodotti basati su criteri ambientali, sociali ed etici. E’ la solita duplice morale dell’industria finanziaria, con il doppio petto nella mano destra e gli strumenti da scasso in quella sinistra”.

Una sintesi perfetta della situazione e un viatico a trattare il tema. Rompiamo allora gli indugi, anche perché le azioni della cannabis sono destinate soprattutto a impieghi medicali. Lo evidenzia questo grafico con i dati del business riferito agli Usa. La percentuale di utilizzi terapeutici è dominante sul totale del fatturato.

Per chi non conosce l'argomento

Cannabis o marijuana? Poiché sul tema c’è un po’ di confusione, ci rifacciamo alle spiegazioni del sito Internet Dolce Vita online.it, che spiega bene la distinzione: “Sono la stessa pianta. La differenziazione tra canapa e marijuana è quindi solo lessicale e dovuta all’uso comune dei termini. Sarebbe più corretto parlare sempre di canapa, sia quando si intende la variante tessile sia quando si interpreta quella psicoattiva. I due nomi distinti per definire i due diversi usi si utilizzano semplicemente per convenzione: con la parola canapa si intende la varietà che si produceva in gran quantità in Piemonte, Emilia Romagna e sud Italia, e utile a elaborare alimenti (semi, olio, farina), bio-carburante, carta, tessuti, cordame, cosmetici e materiali spesso innovativi anche per la bio-edilizia. Con il termine marijuana si intende invece la variante di canapa ricca di Thc e quindi a effetto psicoattivo. Questa è la pianta cantata da Bob Marley e simbolo della cultura hippie (e contemporaneamente dagli importanti e sempre più diffusi utilizzi medici e terapeutici). La marijuana è considerata una droga leggera e la sua coltivazione in Italia è vietata. Anche se sempre più Paesi nel mondo la stanno legalizzando”.

Approfondiamo allora l’argomento che sta a cuore ai nostri lettori. Ecco sette azioni iper volatili e super sorvegliate da chi guarda a questa nicchia del quotato Usa.

► Aphria (società canadese quotata anche negli Usa)

Mercato

Nyse (APHA)

Minimo – massimo 2019

5,45 – 10,95 Usd

Da inizio anno

+78,9%

Volatilità

Estrema

P/E (prezzo/utili)

54,4

Ratio patrimoniali

Ebit, cash flow ed Ebidta in netto miglioramento

Valutazione analisti

Prevalenza di strong buy

Operatività

E’ stata di recente oggetto di un’Opa ostile da parte di Green Growth Brand’s. Il suo business si concentra nell’intera catena della cannabis, dalla coltivazione alla distribuzione. Attiva anche in Europa e America latina

► Aurora Cannabis (società canadese quotata anche negli Usa)

Mercato

Nyse (simbolo ACB)

Minimo – massimo 2019

4,83 – 8,33 Usd

Da inizio anno

+41,1%

Volatilità

Estrema

P/E (prezzo/utili)

57

Ratio patrimoniali

In forte progresso, soprattutto nel 2020

Valutazione analisti

Imperversanti gli strong buy

Operatività

Opera in 18 Paesi con una capacità produttiva di 500.000 kg annui

► Canapy Growth (società canadese quotata anche negli Usa)

Mercato

Nyse (CGC)

Minimo – massimo 2019

36,3 – 51,8 Usd

Da inizio anno

+65,7%

Volatilità

Elevata

P/E (prezzo/utili)

Non disponibile

Ratio patrimoniali

In possibile forte miglioramento

Valutazione analisti

Di nuovo gli strong buy spadroneggiano

Operatività

Utilizza piattaforme di produzione di proprietà e partner con l’offerta sul mercato di cannabis sotto forma di capsule, oli e gel. E’ attiva in 12 Paesi del mondo

► Cara Therapeutics (società statunitense)

Mercato

Nasdaq (CARA)

Minimo – massimo 2019

12,8 – 17,4 Usd

Da inizio anno

+27,4%

Volatilità

Elevata

P/E (prezzo/utili)

Non disponibile

Ratio patrimoniali

In netta accelerazione

Valutazione analisti

Quasi soltanto strong buy

Operatività

Società specializzata nella produzione di medicinali per dolori acuti o cronici e forme violente di prurito

► GW Pharmaceuticals (società inglese quotata negli Usa)

Mercato

Nasdaq (GWPH) con Ads

Minimo – massimo 2019

95 – 153,3 Usd

Da inizio anno

+55,1%

Volatilità

Estrema

P/E (prezzo/utili)

Non disponibile

Ratio patrimoniali

In miglioramento

Valutazione analisti

Di fatto è un generalizzato strong buy

Operatività

Azienda specializzata nella produzione di trattamenti per la sclerosi multipla nei quali la cannabis è sempre più impiegata

► KushCo Holdings (società statunitense)

Mercato

Otc Usa (KSHB) e come tale l’azione è trattata solo da alcuni intermediari

Minimo – massimo 2019

5,0 – 7,2 Usd

Da inizio anno

+19%

Volatilità

Elevata

P/E (prezzo/utili)

85

Ratio patrimoniali

Previsti in forte miglioramento nel 2020

Valutazione analisti

Sono pochi ma tutti super rialzisti. Attenzione tuttavia: la società ha una super capitalizzazione di 500 milioni di $ per asset di proprietà di soli 50 milioni

Operatività

Svolge varie attività a supporto della distribuzione di cannabis

► Pyxus International (società statunitense)

Mercato

Nyse (PYX)

Minimo – massimo 2019

11,4 -27,4 Usd

Da inizio anno

+111,7%

Volatilità

Estrema

P/E (prezzo/utili)

Non disponibile

Ratio patrimoniali

Dati piuttosto confusi

Valutazione analisti

Azione poco esaminata

Operatività

E’ una vecchia società del settore tabacco, sebbene si autodefinisca gruppo internazionale attivo in agricoltura. La crescita nell’ambito della cannabis ha consentito una trasformazione del business ma non ancora dei numeri di bilancio: gli ultimi dati evidenziano tuttora pesanti perdite

Valutazioni operative: 1°) E’ questo un settore “iper” anzi due volte “iper” speculativo per la natura stessa del business, in piena evoluzione – 2°) Le indicazioni riferite alla volatilità e ai “range” di prezzo confermano che si tratta di azioni potenzialmente in bolla e di cui è impossibile valutare appieno i ratio patrimoniali, anche perché spesso relative a società che non hanno ancora prodotto profitti. 3°) Alcune sono potenziali oggetti di Opa, dal che potrebbero derivare movimenti rialzisti imprevedibili. 4°) L’apertura dei mercati agli utilizzi terapeutici origina un business non sempre nitido, con i rischi che ciò provoca per le società coinvolte. 5°) Le indicazioni degli analisti vanno prese con una certa freddezza: è inevitabile che in una fase quale l‘attuale gli “strong buy” dilaghino. In sintesi: assieme al comparto delle blockchain qui siamo nell’esasperazione degli eccessi speculativi. Il che - considerazione di estrema banalità - conduce a potenziali profitti o a eventuali perdite all’eccesso. Vale quindi il proverbio: “Uomo avvertito (seppur magari arricchito) mezzo salvato”.

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