FED pronta a tagliare i tassi?


Mentre i mercati hanno gli occhi puntati sulla FED, la quale potrebbe essere pronta ad abbassare il costo del denaro già in estate, in Europa si scrive un’altra pessima pagina di rapporti tra Italia e Francia. Infatti, il buon Macron ha fatto saltare l’accordo FCA-Renault, dimostrando ancora una volta che l’Italia è lo zimbello del mondo. Stendiamo un velo pietoso anche su questa vicenda, tanto è ormai del tutto inutile prendere ancora a cuore questo nostro Paese. Da decenni ormai le nostre alterne classi politiche nulla hanno fatto se non curare i loro interessi particolari; inutile sperare possa cambiare.

In USA, dicevamo, il Governatore Powell apre all'allentamento monetario, mentre oggi è atteso il discorso di Draghi a seguire il board BCE. Giornate dense in tema di politiche monetarie quelle che ci attendono. Powell ha dichiarato che l’istituto si tiene pronto a intervenire “per sostenere l’economia americana”, qualora le tensioni commerciali tra USA e Cina dovessero montare ulteriormente; come a dire che se nell’ottobre scorso si prospettava ancora un rialzo dei tassi fin sopra il 3%, a fine gennaio già era chiaro che i tassi non sarebbero stati alzati per tutto il 2019, ora è praticamente dichiarato un allentamento monetario, tanto che il mercato sta scontando proprio un taglio dei tassi con assoluta certezza entro breve.

Infatti, in base alle statistiche le probabilità che il costo del denaro in USA venga tagliato di 25 bps già alla riunione di fine luglio sono oggi superiori al 72%, percentuale che sale di un ulteriore 21% per settembre, rendendo praticamente scontato il primo taglio dall’attuale range del 2,25-2,50%. Un po’ strano il comportamento dei governativi USA, con il Treasury a 10 anni che offre ora un rendimento del 2,11%, cioè in lieve risalita rispetto a prima che parlasse Powell, mentre il Treasury a 2 anni offre un rendimento dell’1,83%. Questi movimenti fanno sì che lo spread 2Y/10Y si sia portato a 28 bps, che è il livello più elevato da novembre 2018. Dinamiche in effetti apparentemente paradossali, ma che cercheremo di capire nel corso delle prossime sedute.

Nel primo pomeriggio di oggi parlerà Draghi e la sua conferenza stampa sarà l’occasione per vedere se anche per l’area Euro un atteggiamento più “dovish” potrebbe prefigurare un allentamento monetario, che è ampiamente atteso dai mercati. Dalla riunione BCE di oggi le attese riguardano novità tecniche sullo svolgimento delle aste T-Ltro, le nuove proiezioni macro per il triennio in corso e, non da ultimo, potrebbero esserci comunicazioni in merito all’intenzione della BCE di fare di più nel caso di ulteriore rallentamento della crescita dei prezzi nell’area. I mercati, per contro, non si attendono annunci espliciti sui tassi e nuovo QE.

Il nostro portafoglio è sostanzialmente fatto stabile, rispetto alla scorsa valorizzazione: ai prezzi correnti di mercato il NAV vale oggi 113,02 rispetto ai 113,17 precedenti, ed esprime un progresso del 2,16% da inizio anno e un progresso del 3,84% dai minimi di novembre.

Portafoglio come di consueto aggiornato nell’apposita sezione.

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