Borse ancora in affanno, Oro nei portafogli


Riprendiamo l’analisi del 21 febbraio: <<Come ricordato nelle analisi passate, dall’ultimo trimestre 2018 l’Oro ha avuto un andamento molto positivo, sia durante il pesante sell-off subìto dai mercati azionari negli ultimi tre mesi del 2018 sia durante la forte ripresa delle Borse nel corso del 2019. Pare quindi che gli investitori siano tornati strategicamente sul metallo giallo: da scelta tattica a parziale “copertura” dei portafogli nelle fasi ribassiste delle Borse, come accadeva precedentemente, ad imprescindibile componente di diversificazione dei medesimi. Come veicolo consigliamo sempre l’Etc Wisdomtree Physical Gold quotato su Borsa italiana, con ticker PHAU (cfr. grafico settimanale in allegato) […] I future sono ancora in contango ma in positivo continuano a giocare i rendimenti artificialmente compressi verso e sotto lo zero dalle politiche ultra-espansive delle Banche Centrali. Nel confronto con le Borse, pur positive, si nota un ratio Dow Jones/Oro uscito da un lungo trend rialzista e in progressiva perdita di spinta, segno che molti investitori continuano ad accumulare oro nonostante il persistente trend rialzista sulle Borse>>.

Che cos’è cambiato col crash in atto sulle Borse e sui titoli high-yield? Il ratio Dow Jones/Oro è ovviamente collassato. La necessità di chiudere posizioni in perdita a leva - margin calls - e di sistemare portafogli sovra-esposti e senza un adeguato controllo del rischio, ha costretto a vendere un po’ tutto, compreso l’Oro che però ha contenuto molto bene le perdite. Il rischio di un’ulteriore spinta ribassista sul mercato azionario, che negli USA potrebbe andare ad annullare tutti i rialzi successivi alle elezioni di Trump alla presidenza Usa nel novembre 2016, crea ovviamente un contesto di asset deflation sfavorevole a qualsiasi tipo di investimento. E tuttavia, in un contesto di risk-off in cui la Fed e le altre principali Banche Centrali del mondo spingeranno sempre più l’acceleratore sulle iniezioni di liquidità e sul contenimento dei rendimenti obbligazionari per evitare un crash sui corporate high-yield, l’inserimento di quote crescenti di Oro nei portafogli pare di fondamentale importanza. Insomma mentre l’azionario va venduto sui rimbalzi, l’Oro va accumulato sui ribassi.

Continueremo a vivere sull’ottovolante, per svariate settimane. Teniamo d’occhio anche le materie prime agricole, grano e mais, perché potrebbero denotare una buona resilienza. Ne parleremo la prossima settimana.

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(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

3 Commenti

I commenti dei lettori

3 Commenti

  • Giovanni Milano
    01 Apr 2020

    Salve a tutti,,
    dall’ultimo trimestre 2018 l’Oro ha avuto un andamento molto positivo, sia durante il pesante sell-off subìto dai mercati azionari negli ultimi tre mesi del 2018 sia durante la forte ripresa delle Borse nel corso del 2019. Pare quindi che gli investitori siano tornati strategicamente sul metallo giallo: da scelta tattica a parziale “copertura” dei portafogli nelle fasi ribassiste delle Borse, come accadeva precedentemente, ad imprescindibile componente di diversificazione dei medesimi. I future sono passati recentemente da contango in backwardation (ed è un segnale positivo); a favore continuano anche a giocare i rendimenti artificialmente compressi verso e sotto lo zero dalle politiche ultra-espansive delle Banche Centrali. Nel confronto con le Borse, si nota un ratio Dow Jones/Oro uscito da un lungo trend rialzista e in discesa, segno che molti investitori si stanno posizionando sempre più sull'oro come "protezione" per i propri portafogli dopo il crash azionario.
    Nelle ultime settimane la necessità di chiudere posizioni in perdita a leva - margin calls - e di sistemare portafogli sovra-esposti e senza un adeguato controllo del rischio, ha costretto a vendere un po’ tutto, compreso l’Oro che però ha contenuto molto bene le perdite e poi ha recuperato quasi tutto. Il rischio di un’ulteriore spinta ribassista sul mercato azionario, che negli USA potrebbe andare ad annullare tutti i rialzi successivi alle elezioni di Trump alla presidenza Usa nel novembre 2016, crea ovviamente un contesto di asset deflation sfavorevole a qualsiasi tipo di investimento. E tuttavia, in un contesto di risk-off in cui la Fed e le altre principali Banche Centrali del mondo spingeranno sempre più l’acceleratore sulle iniezioni di liquidità e sul contenimento dei rendimenti obbligazionari per evitare un crash sui corporate high-yield, l’inserimento di quote crescenti di Oro nei portafogli pare di fondamentale importanza. Insomma mentre l’azionario va venduto sui rimbalzi, l’Oro va accumulato sui ribassi.
    Come veicolo molto liquido è l’Etc Wisdomtree Physical Gold quotato su Borsa italiana, con ticker PHAU.

    Saluti.

  • Roberto R.
    29 Mar 2020

    Buongiorno, per cortesia mi dà una risposta ?

  • Roberto R.
    26 Mar 2020

    Non è una provocazione, ma una domanda. Come si concilia la sua visione con quella di Frigeri che proietta ribassi eccezionali sull’oro?
    Grazie per la risposta

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