Mercato obbligazionario: rendimenti stabili


Dopo i movimenti decisi delle scorse settimane pare che al momento i rendimenti della curva area Euro siano in fasi di assestamento. Infatti, i valori sono sostanzialmente in linea con quanto osservato la scorsa settimana come stiamo per vedere nella nostra consueta analisi.

Analisi ZC-Yield Curve
La lettura della ZC-Yield Curve questa settimana evidenzia una sostanziale stabilità dei rendimenti su tutto il tratto di curva. Abbiamo sempre rendimenti negativi sino alle scadenze 2033 e la parte a lunga si conferma di fatto stabile e sempre negativa in area -0,02% sulle scadenze 2050. La scadenza a 10 anni rimane in territorio negativo seppur con una lievissima salita che la vede ora in area -0,11%. La curva mantiene la forma a “schiena d’asino” e si mantiene stabile anche sotto il profilo dello “shift-down” parallelo osservato già qualche settimana fa a partire dalle scadenze 2022, stabili nei pressi di area -0,30%, per toccare un massimo sempre sotto area 0,10% per la scadenza 2040. Leggera contrazione invece per i forward su Euribor 6 mesi che sul tratto a lunga sono ora diretti verso area 0,30% mentre si confermano stabili in area -0,50% sul tratto a breve.


Analisi Integrata Trendycator
Osservando – a livello di analisi integrata – le curve dei rendimenti dei principali benchmark decennali osserviamo una sostanziale stabilità del quadro in ottica strategica del modello Trendycator rispetto a quanto visto la settimana scorsa. Trendycator rimane SHORT sull’area UK, con rendimenti sempre in area 0,20% dopo la forte contrazione avvenuta a inizio marzo. Il modello è ancora SHORT anche sull’area BUND con il rendimento del decennale tedesco inchiodato tra area -0,50% e area -0,60%. Permangono ancora motivi di tensione sul nostro Btp, nonostante anche Moody’s abbia confermato il nostro rating a corredo di un’analisi e un commento per nulla negativo sul debito del nostro Paese. Ad ogni buon conto, Trendycator si conferma NEUTRAL con il rendimento ora in area 1,90% e spread in area 240 bps. Infine, sempre quasi immobili i rendimenti USA, con Trendycator saldamente SHORT e con il benchmark decennale ora nei pressi di area 0,70% di rendimento.

Bond Governativi Mondo Weekly Ranking
Analisi sotto forma di ranking dei bond governativi mondiali con qualunque rating. In alcuni casi, per alcuni emittenti o per alcune valute, il rapporto rischio/rendimento di questi bond può essere anche piuttosto speculativo. Il ranking considera i bond benchmark decennali in tutte le valute di emissione.

Questa settimana rimaniamo focalizzati sui bond del Sud Africa, che in tempi non sospetti (ben tre settimane fa) avevamo indicato come potenziali d’interesse, giocando un po’ d’anticipo sulle evidenze del modello Trendycator. Ebbene, dopo tre settimane su alcuna stampa specializzata un articolo analizza i motivi di appeal dei bond in Rand e intanto il rendimento si è ridotto di parecchio da quando per la prima volta ne abbiamo scritto su queste colonne. Idea quindi assolutamente azzeccata.

Come si vede dal grafico qui sotto, la contrazione dei rendimenti è proseguita ulteriormente e siamo passati dal 9,90% della scorsa settimana all’attuale 9,40% con un restringimento di ulteriori 50 bps. Tre settimane fa, quando abbiamo pubblicato la prima analisi eravamo al 10,45% di rendimento. Quasi 100 bps in più.

Il modello Trendycator cambia stato, e passa dal LONG al NEUTRAL, rispettando quanto avevamo ipotizzato in merito al test del supporto in area 9,50% di rendimento. Supporto violato, che ora può diventare il nuovo punto di stop profit.

Sotto il profilo del rischio cambio, il Rand sudafricano (ZAR) rimane stabile nei pressi dei massimi dopo la lieve correzione che lo ha portato nell’intorno di area 20. Il modello Trendycator ancora in stato LONG e per ora non abbiamo elementi per attenderci un suo cambiamento.

Interessante un’analisi che qui riportiamo, in merito alle prospettive di cui potrebbero ancora godere i bond sudafricani. Innanzitutto, ricordiamo che l’esplosione dei rendimenti era avvenuta a fine marzo, in concomitanza con il downgrade da parte delle principali agenzie internazionali, le quali hanno valutato “junk” il debito del Sud Africa: BB- per S&P, BB per Fitch e Ba1 per Moody’s.

Naturalmente, il cambio è collassato, perdendo contro il dollaro il 24% da inizio 2020 ma con un recupero di ben il 3,7% dallo scorso 23 aprile. Stando all’analisi citata, sul piano tecnico il Rand sarebbe ormai ipervenduto, e le posizioni nette sul suo tasso di cambio contro il dollaro si sono tramutate in “long”, cioè stanno iniziando a prevalere le scommesse rialziste.

Se fosse vero, si potrebbe dividere il rischio emittente dal rischio cambio, assumendosi solo quest’ultimo puntando su titoli sovranazionali come le BEI espresse in valuta locale. Ecco alcuni esempi.

  • - BEI scadenza settembre 2024 e cedola 8,5% (ISIN: XS1110395933) che al close di ieri offriva ancora un rendimento del 4,95% nonostante il rialzo messo a segno da inizio aprile;
    - BEI scadenza dicembre 2026 e cedola 8,125% (ISIN: XS1167524922) per un rendimento al close di ieri del 5,76%;
    - BEI scadenza maggio 2027 e cedola 8% (ISIN: XS1605368536) per un rendimento al close di ieri del 5,85%.

Sotto questo profilo, i livelli di allerta per il cambio restano al momento sempre gli stessi, e cioè sopra 20,50 con estensione sino a 21,00 circa.

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