Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Obiettivo reddito: crisi nera da oro nero per i Btp ma non per tutti. Manuale di sopravvivenza


I numeri sono impietosi. L’isteria però lo è altrettanto. Salgono di molto i rendimenti dei nostri titoli di Stato, soprattutto sulla parte corta. E’ il caso di agire? Alcune riflessioni in merito e una selezione dei titoli più remunerativi.

Cronache dai mercati

L’aumento di rendimento del decennale italiano è stato in un solo mese del 12,7% e quindi per la relativa quotazione – inversamente proporzionale – il calo è risultato equivalente. Nessuno se lo sarebbe atteso, visto che veniva data per scontata una corsa al ribasso per lo yield almeno fino al 3%, naturalmente da parte dei soliti analisti istituzionali, che poi non azzeccano mai una!

Il nostro dieci anni ha chiuso invece ieri al 3,8%. Numeri alla mano come pivot point (che possiamo tradurre con “punti cardine”) le evoluzioni possibili potrebbero essere queste:

Ulteriore debolezza

Alla rottura al rialzo dell’area 3,94% - 3,97%

Rafforzamento

Alla rottura al ribasso del 3,47% e poi del 3,35%

Inutile sottolineare che tutto questo dipende dai timori inflattivi da esplosione dei prezzi petroliferi.

E’ il caso di analizzare allora la curva dei rendimenti dei Btp:

Scadenza

Yield ieri

Yield 1 mese fa

1 anno

2,40%

2,05%

3 anni

2,86%

2,36%

5 anni

3,14%

2,67%

7 anni

3,45%

3,01%

10 anni

3,80%

3,38%

20 anni

4,40%

4,09%

30 anni

4,59%

4,30%

50 anni

4,29%

4,14%

Tradotti in variazione percentuale questi i movimenti:

1 anno

+17,0%

3 anni

+21,0%

5 anni

+17,6%

7 anni

+14,6%

10 anni

+12,4%

20 anni

+7,6%

30 anni

+6,7%

50 anni

+3,6%

La curva insomma indica tassi a breve che aumentano più di quelli a lungo termine. Ciò avviene di solito quando si pensa che le Banche centrali inaspriranno la politica monetaria per combattere inflazione.

Tutto come prevedibile quindi! Un arco temporale di un solo mese non è però sufficiente per confermare che ciò avverrà effettivamente. Si è infatti sospesi a una variabile troppo sfrenata quale quella delle quotazioni petrolifere da evento bellico, esasperatamente volatili.

Inevitabile la domanda allora su che fare? Le risposte possono essere varie e le ipotizziamo qui di seguito.

Non fare nulla, attendendo l’evoluzione delle vicende. L’inflazione certamente salirà nei prossimi mesi ma di quanto? Impossibile valutalo. C’è chi dice fino al 5-6% su base annua. Sarebbe uno choc terribile, insostenibile per l’Italia e per gli italiani. Meglio così non credere ai numeri improvvisati e aspettare quelli ufficiali

Muoversi sulla curva, in base ai prezzi di carico dei propri Btp in portafoglio. Vendendo per esempio quelli meno remunerativi e spostandosi su quelli più remunerativi, pur sopportando delle minusvalenze

Incrementare le posizioni già in portafoglio in ottica tattica, puntando su un rimbalzo delle quotazioni nel breve/medio termine e cogliendo soprattutto l’eccessiva debolezza delle scadenze fino a 5 anni

Acquistare degli “inflation linked” (in prima linea Btp Italia) in presenza tuttavia di dati che confermassero un surriscaldamento inflattivo

Diversificare ancor più su altri emittenti governativi europei, per ridurre il rischio Italia, che in presenza di un’eventuale inflazione alle stelle potrebbe soffrire non poco

Vendere Btp e collocarsi - sfruttando la debolezza anche dell’azionario - su titoli forti dell’economia globale, meglio se ad alti dividendi: per esempio Generali, Enel, Snam e pochi altri. Il rendimento distribuito può essere comunque soddisfatto

Approfittare dell’eventuale debolezza di nuovi collocamenti, che in alcuni casi convengono rispetto ai titoli già quotati sul secondario

Memorizzare l’esperienza e trarre la conclusione che solo un’elevata diversificazione di asset e di emissioni obbligazionarie (anche in termini di duration) copre realmente dai rischi

Evitare infine bond minori a taglio 100.000, che in queste condizioni diventano illiquidi

E ora una selezione di Btp, ovvero di quelli più remunerativi al momento sui vari tratti della relativa curva. Si notano alcune diversità rispetto ai dati della prima tabella, il che deriva da marginali differenze delle scadenze prese in considerazione.

1 anno

Btp 2,65% Dc27

IT0005500068

Quotazione 100,08 Eur

Yield 2,62%

3 anni

Btp 5,25% Nv29

IT0001278511

Quotazione 108,1 Eur

Yield 2,88%

5 anni

Btp 3,15% Nv31

IT0005619546

Quotazione 99,8 Eur

Yield 3,22%

7 anni

Btp 4,35% Nv33

IT0005544082

Quotazione 105,7 Eur

Yield 3,51%

10 anni

Btp 2,25% St36

IT0005177909

Quotazione 86,9 Eur

Yield 3,8%

20 anni

Btp 3,25% St46

IT0005083057

Quotazione 85,5 Eur

Yield 4,37%

30 anni

(non esiste una scadenza 2056)

Btp 4,65% Ot55

IT0005668238

Quotazione 101,7 Eur

Yield 4,6%

50 anni

(non esiste una scadenza 2076)

Btp 2,15% Mz72

IT0005441883

Quotazione 58,1 Eur

Yield 4,27%

 = = = = = = = = =

L’utilizzo delle informazioni e dei dati come supporto di scelte personali è nella completa autonomia del lettore e pertanto solo quest’ultimo è responsabile delle proprie decisioni.

Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica clicca qui >>
Informativa metodo clicca qui >>

Non accontentarti solo degli articoli Free!

Registrati gratuitamente e avrai accesso senza limitazioni ai servizi premium per 7 giorni!

Lombardreport.com festeggia 30 anni di attività con un evento gratuito speciale in presenza dedicato ai lettori.
L'evento sarà il 09/05/2026 a Modena.
Lombardreport.com festeggia 30 anni di attività il 09/05.