I piani di sviluppo in tale ambito da parte dell’Unione europea sono più che rilevanti. Anche in ottica di investimenti per la difesa e la sicurezza. Il nuovo replicante ha come valuta di denominazione l’euro.
Cronache dai mercati
Si dice che siano una delle maggiori opportunità per gli investitori: è quella delle infrastrutture europee. Si riferisce alle società coinvolte nel settore infrastrutturale in ottica sia di ammodernamento sia di sviluppo. Sono impegnate nella costruzione e nel potenziamento di opere viarie e ferroviarie, nonché nella realizzazione di installazioni digitali e per le rinnovabili, nella trasmissione e distribuzione di energia e in altre attività che sostengono o rendono possibile lo sviluppo delle reti europee.
Un mondo quindi in pieno sviluppo, legato ai piani di crescita economica dell’Unione europea. C’è però anche altro e ne parliamo dopo aver presentato il nuovo Etf, che ha appena esordito su Borsa Italiana.
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Denominazione |
Wisdomtree Europe Infrastructure |
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Isin |
IE000AFVONT7 |
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Settore |
Azionario tematico |
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Ultima quotazione (17/3/2026) |
25,04 Eur |
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Valuta di denominazione |
Eur |
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Valuta di negoziazione |
Eur |
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Distribuzione dividendi |
No (a capitalizzazione) |
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Ter |
0,45% |
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A chi è rivolto |
Soprattutto a investitori di lungo periodo |
La replica si concentra su società dei settori dell’ingegneria e delle costruzioni, nonché produttrici di componenti infrastrutturali. Non include invece specialiste di servizi pubblici e altri operatori la cui attività sia sono legati principalmente alla gestione delle reti esistenti.
Attenzione però!
Il lancio arriva in un momento particolarmente opportuno, dato l'impegno assunto dai membri della Nato, in occasione del vertice 2025 dell'Aia, di aumentare la spesa per la difesa e la sicurezza al 5% del Pil entro il 2035, destinando il 3,5% alla spesa militare e l'1,5% alle infrastrutture. La strategia rappresenta quindi un complemento naturale rispetto al Wisdomtree Europe Defence già quotato da tempo.
L'Europa sta avviando un programma pluridecennale che vede governi e aziende all'opera per rinnovare le risorse obsolescenti, rafforzare le reti critiche e aumentare la capacità dei sistemi energetici, di trasporto e digitali in tutto il Continente.
Le esigenze odierne differiscono dai precedenti cicli relativi a strade ed energia. Occorrono quindi investimenti in asset che favoriscano la sicurezza energetica, una maggiore elettrificazione, trasporti veloci e un'economia più basata sui dati.
In tutta Europa, i programmi d’investimento nazionali stanno destinando una spesa pluriennale significativa alle priorità in materia di energia verde, reti, trasporti e digitalizzazione, con diversi Stati membri che creano fondi dedicati e allentano i vincoli di bilancio. Tra il 2025 e il 2031, la riforma delle norme di bilancio dell'Unione Europea potrebbe creare fino a 700 miliardi di euro di margine aggiuntivo per le spese pubbliche, contribuendo a proteggere gli investimenti infrastrutturali a lungo termine.
Il momento quindi per il debutto di un Etf specifico appare più che consono.
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