Quasi inutile andare a vedere cosa ha fatto il mercato.
Avevamo individuato dei paletti ben precisi: livelli che, se superati, avrebbero significato ribasso finito, ripresa del trend rialzista e quindi nuovi target verso l’alto.
È successo tutto così velocemente che siamo già arrivati su alcuni di quei target: rialzisti, sì, ma anche livelli importanti che impongono nuovamente attenzione.
Com’è quel detto? "Il mercato sale con le scale e scende con l’ascensore".
Beh, questa volta direi proprio il contrario: è sceso con le scale ed è risalito decisamente con l’ascensore. Ma ormai è evidente che questo è un mercato fuori dagli schemi.
Anche perché, ammesso che le ostilità siano davvero finite – e qui bisognerebbe capire cosa intende fare Bibi, che resta il vero regista della situazione, più di "ciuffone ribelle" – i danni macro, almeno in parte, sono già stati fatti.
Ma visto che inflazione e prospettive di stagnazione sembrano essere sparite dai radar, o comunque ignorate dai mercati, andiamo a vedere un po’ di grafici per capire cosa stanno cercando di dirci.
Cominciamo con l’S&P 500, che aveva nell’area 6900 il livello discriminante tra semplice rimbalzo o ripresa del trend rialzista. Quella soglia è stata superata con scioltezza, anzi con un vero salto in alto, grazie a un gap up.
S&P 500
Siamo addirittura già arrivati al target del movimento, ovvero in area 7100/7200, dove infatti si colloca una MOB originata da un pivot rilevante, vale a dire il precedente massimo storico. Siamo quindi in una zona che impone nuovamente attenzione.
Non ripercorrerò nel dettaglio quanto avvenuto sugli altri mercati, anche perché la dinamica assomiglia molto a quella vista sull’S&P 500. Preferisco andare direttamente a osservare i target della nuova struttura che il mercato sembra voler proporre.
Vediamo quindi il Nasdaq Composite, che il software ha sempre continuato a leggere come rialzista e perfettamente ben impostato. A quanto pare, aveva ragione lui.
Nasdaq Composite
Et voilà, eccoci anche qui sulla MOB target del movimento, collocata in area 24500/25000. Come per l’S&P 500, ci troviamo quindi in una zona da attenzionare con particolare cura.
Il software individua inoltre un ulteriore target intorno a 25800, che rappresenterebbe il naturale sviluppo del movimento qualora la forza rialzista dovesse proseguire.
Russell 2000 mini fut.
Situazione simile, ma non identica, anche per il Russell 2000, che si trova anch’esso in prossimità di una prima area MOB collocata tra 2760 e 2800 circa.
Il vero target del movimento, tuttavia, resta più in alto, in area 2930/3000, dove si colloca una MOB originata dal precedente massimo storico e quindi dotata di una valenza tecnica particolarmente rilevante e, in teoria, molto affidabile.
E quindi?
Beh, i mercati si trovano tutti in aree che meritano particolare attenzione e che potrebbero ragionevolmente favorire l’arrivo di vendite nelle prossime sedute.
Anche perché la dinamica con cui siamo arrivati agli attuali livelli è stata oggettivamente molto violenta, quasi “folle”, e difficilmente può essere considerata fisiologica. Il recupero è stato rapido, impulsivo, e ha lasciato lungo il percorso diversi gap ancora aperti, che il mercato potrebbe essere tentato di "colmare" già nella settimana entrante.
Inoltre, siamo arrivati su target tecnici rilevanti, in alcuni casi su MOB originate da pivot principali, come i precedenti massimi storici.
Questo non significa automaticamente inversione o crollo imminente, ma certamente impone prudenza: da queste aree è naturale aspettarsi almeno una fase di riflessione, se non proprio qualche presa di beneficio più consistente.
Per questo motivo, più che inseguire il rialzo a questi livelli, credo sia opportuno osservare con attenzione la reazione del mercato nelle prossime giornate.
Buona domenica!
Glossario:
MOB (Make or Break): Il livello MOB, o "Make or Break," rappresenta una zona di proiezione dei prezzi calcolata con l'analisi di momentum. Rappresenta un livello fondamentale che, se mantenuto, può fungere da punto di rimbalzo per il titolo. Se infranto, invece, segnala una probabile accelerazione nella direzione della rottura, spesso anticipando un movimento deciso di prezzo.
Ellipse: Strumento grafico che combina tempo e prezzo per identificare una zona probabile di correzione o inversione. Proiettata a partire da un punto di massimo o minimo significativo, l’ellipse indica un intervallo temporale e di prezzo entro cui è atteso un possibile ritracciamento. Se il prezzo rimane all'interno di questa zona, è più probabile che il trend riprenda. Se il prezzo rompe l’ellisse, può suggerire una continuazione o inversione di trend importante
L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
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