Piano Bar : Quadro Tecnico del 2016-01-10


Piano Bar  di Virginio Frigieri

Quadro Tecnico del 10 Gen. 2016

Sia il Dow Jones che  l'S&P500 hanno iniziato il 2016 continuando la tendenza dello scorso anno che era ribassista. Le prime 4 sedute del 2016 sono state veramente brutte per l'S&P500. Ora nel breve termine i mercati sono talmente compressi verso il basso che un rimbalzo potrebbe anche starci, ma il carattere e l'ampia base del selloff sono coerenti con l'inizio di un importante mercato orso, quindi cercheremo si sfruttare i rimbalzi che verranno come sell opportunity per aprire qualche posizione short. Un anno fa all'inizio del 2015 USA Today intervistò 17 strategist di Wall Street che in modo unanime prevedevano un anno di rialzi per le borse.  Il Dow Jones Industrial ha chiuso lo scorso anno con un calo del 2,23% e diverse ditte di investimento hanno chiuso con perdite a due cifre. Molti hedge fund amanti delle materie prime hanno perso anche di più.  Ma la cosa interessante è che gli stessi 17 strateghi intervistati all'inizio di quest'anno hanno nuovamente espresso un consenso unanime (17 su 17) che il 2016 si chiuderà con le borse più alte rispetto alle quotazioni di questo inizio anno. Quindi nella visione convenzionale il declino di questi giorni è un "blip" al ribasso in un mercato toro che presto si riprenderà. Inutile dire che questa "vision" non è assolutamente in linea con le mie convinzioni che da anni sono e restano diametralmente opposte, ma io non sono nè un economista nè uno strategist, per cui qualche bischerata posso anche permettermela. Negli ultimi anni abbiamo visto la maggior parte dei beni muoversi su e giù più o meno insieme e più o meno in sincronia con le espansioni e le contrazioni di liquidità. E se le banche centrali smetteranno effettivamente di gonfiare artificialmente la liquidità allora c'è da scommettere che la deflazione schiaccerà duramente i prezzi degli asset  azionari come è sempre successo. Nel 2008 il calo delle materie prime iniziò solo dopo nove mesi dalla caduta del mercato azionario e durò otto mesi fino a marzo del 2009 (intenso ma breve). Ora le Materie prime sono già giù del 55% dal massimo in contro-trend di maggio 2011 e di oltre il 65% dal top del 2008 ed hanno fornito un vantaggio di quasi cinque anni ai mercati azionari. Adesso con molte delle principali attività allineate in un mercato orso di alto grado, il 2016 potrebbe con buone probabilità caratterizzarsi per una disfatta memorabile dei mercati azionari.

Come primo grafico oggi ripartiamo dal confronto Dow Jones Industrial e Dow Jones Trasporti. Ne avevamo parlato alla fine di agosto quando entrambi gli indici avevano rotto al ribasso i  rispettivi minimi di ottobre 2014 generando un segnale bearish al termine di una ampia divergenza durata alcuni mesi ed ancora ben visibile sul grafico sopra. La Teoria di Dow non ha una precisione cronometrica e un tempismo perfetto nel segnalare un nuovo mercato orso, ma ha il pregio di essere riuscita ad evidenziare e inchiodare tutte le più importanti inversioni di mercato degli ultimi 40 anni. Nel 1973 e nel 2007 una non confirmation tra i due indici annunciò due declini che risultarono del 45 e del 54% rispettivamente. Ancora nel luglio del 1990 il Dow scese del 22% dopo un segnale bearish tra i due indici ed ancora una non confirmation dei due indici innescò il calo del 39% sul Dow Jones Industrial dopo il top del 2000. Per quello che riguarda poi il segnale attuale, possiamo rilevare che il Dow Jones Transport è sotto del 24% dal suo massimo del 29 dicembre del 2014 e se si considera che questo è la peggior performance annuale del Dow Jones Transport dal 1917 (tolti gli anni della recessione ufficiale) allora come fa notare l'analista Jim Bianco, questo rischia di essere il segnale di vendita più grande dell'ultimo secolo o dall'inizio di una recessione ufficiale.

Ora per non fare del terrorismo gratuito va anche evidenziato che nonostante abbiamo ormai molti segnali brutti la partita per i rialzisti non è ancora completamente persa. In primo luogo perchè la certezza di essere in piena onda 3 di grado minor di (3) Intermediate di 1 cerchiata di grado primary della micidiale c di cycle ce l'avremo solo con la rottura del minimo di agosto. In secondo luogo finchè quel minimo regge potremmo in realtà essere in (4) Intermedia di C cerchiata Primary della b di cycle. Il grafico sotto mostra questa possibilità.

Salto l'S&P500 che è abbastanza simile e passo al Nasdaq dove si è formata una Island di dimensioni insolite con molti gap interessanti se solo vi sarà un tentativo di   chiusura. Anche il Nasdaq Composite presenta la medesima conformazione.

Rendimenti dei T-Bond

I rendimenti sono scesi a ritestare la trendline che sale dai minimi di gennaio dello scorso anno. Negli ultimi tempi non sono sicuro della struttura d'onda in corso, ma è facile prevedere che se la trendline non tenesse si scenderà ancora più in basso e il primo supporto si colloca in area 2,74%.

Dollar Index e EUR/USD:

Il Dollar Index rimane in un onda intermedia (5) che è iniziata dal minimo di 92,62 il 24 agosto. Cinque onde Minor completeranno la struttura di onda (5). Naturalmente questa interpretazione resta valida a condizione che il minimo di onda 4 del 15 dicembre non venga violata al ribasso. LE aspettative quindi restano per un imminente rally del dollaro. L'onda cinque dovrebbe terminare poco sopra al massimo di onda 3. Inoltre segnalo che il DSI ora sta raggiungendo degli estremi di ottimismo che suggeriscono che il rally del dollaro stia entrando nella sua fase terminale.

Per l'Euro non c'è nulla di nuovo. Dal massimo del 15 Dicembre è iniziata l'onda 5 di grado minor che dovrebbe portare i prezzi al di sotto di 1,0462. Analogamente al Dollar Index anche in questo caso è fondamentale per la nostra ipotesi, che il massimo di onda 4 non sia violato al rialzo altrimenti va rivisto il modello.

Oro e Argento:

Finalmente l'oro  sembra voler premiare la nostra pazienza ed avviarsi nell'onda 3 minute di 3 minor. Per il proseguimento del rialzo diventa ora importante la tenuta di 1058$. Quello che manca ancora è una conferma da parte dell'argento che rafforzerebbe le nostre attese sopratutto se si portasse rapidamente sopra i $14,69. Il grafico dell'argento è sotto.

alla prossima

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