Piano Bar : Special di Fine Anno


Piano Bar di Virginio Frigieri
Quadro Tecnico del 20 Dic. 2015 … Special di Fine Anno

I minimi di Novembre non hanno tenuto… certo per ora sono piccole rotture che potrebbero essere sconfessate nelle prossime sedute, ma sicuramente non schiariscono il quadro tecnico e personalmente mi avvio a questa fine d'anno con molti dubbi e poche certezze sopratutto per quello che riguarda gli indici americani su cui diverse interpretazioni sono possibili. Decisamente più netto il disegno sugli indici europei dove gli indici più importanti sono orientati al ribasso già da un pò di sedute.
Trattandosi dell'ultimo articolo per quest'anno cercherò di fare una panoramica anche sugli indici europei e su una commodity che fa abbastanza discutere negli ultimi tempi che è il petrolio.
Mercati Azionari:
Cominciamo come sempre dal Dow Jones. Dopo l'ultimo massimo del 3 di novembre venerdì l'indice ha registrato sia un nuovo minimo intraday di giornata sia un nuovo minimo di chiusura.

La scorsa settimana su Dow Jones ed S&P500 i minimi di novembre erano ancora intatti. Ora seppure di poco sono rotti ed è rotta anche la trendline blu che sale dal minimo di agosto. Il guadagno dei prezzi raffigurato dall'indicatore di Rate of Change Smorzato su una media semplice ad 11 periodi è rimasto positivo dalla seconda decade di ottobre ma verso la fine di quel mese ha iniziato a declinare andando ad azzerarsi nella seconda parte di novembre e da allora oscilla a ridosso dello zero con tendenza a scivolare in negativo nelle ultime sedute.
Anche l'indicatore sopra (JK_MOAD) non fa sperare nulla di buono. Si tratta di una personalizzazione fatta da Jeffry Kennedy (mio grande maestro) di cui trovate un'intervista su TRADERS di dicembre che applica un indicatore di Momentum a 40 periodi all'indicatore Accumulation/Distribution di Larry Williams che non lavora sui prezzi ma sui Volumi. Alla curva ottenuta (linea verde scuro spessa) si applicano poi due medie una veloce a 10 periodi (linea sottile blu) ed una lenta a 30 (Linea spessa verde chiaro) che svolgono la funzione di Setup (quella veloce) e di Entrata a mercato (quella lenta). Se si osserva il grafico, il pallino Magenta (Setup ribassista) è comparso già lo scorso 30 Novembre e il Sell sarebbe scattato già lo scorso 7 dicembre.
L'Advance/Decline Line sul Nyse è stato di circa 2 a 1 sia nella seduta di giovedì scorso che in quella di venerdì. Non sono certamente rapporti da "panic selling" ma esprimono comunque un sentiment di paura/preoccupazione nel breve termine.
Infine sono state sospese le etichette d'onda, perchè a questo punto non è più così chiaro e scontato che il movimento dal massimo del tre novembre ad oggi sia un 'onda 4. (nei grafici successive le ho lasciate per dare modo di vedere il precedente conteggio. L'analisi comparata tra DowJones Industrial e Transport, sembra indicare che gli indici sono pronti per rimettersi a viaggiare all'unisono nella medesima direzione.

Ma a complicare ulteriormente le cose ci si è messo l'S&P500 che venerdì ha chiuso sui minimi, ma senza riuscire a far fuori il minimo di lunedì, aprendo in questo modo a possibili altre interpretazioni del modello d'onda.

Se con l'apertura di domani partisse un forte rally rialzista (rally di Natale) che attraversasse l'intero canale visibile sul grafico allora il minimo di lunedì scorso potrebbe ancora essere etichettato come onda 4 e l'onda 5 potrebbe ancora puntare senza problemi a 2148, livello in cui l'onda 5 sarebbe esattamente uguale all'estensione di onda 1. Ma se la pressione delle vendite dovesse perdurare anche lunedì e l'A/D line aumentasse sul lato decline, allora la forza delle vendite potrebbe trasformarsi in una disfatta con prezzi che potrebbero iniziare il nuovo anno con livelli decisamente più bassi.
Queste a torto o a ragione le ragioni per cui mi avvio a fine anno con più dubbi che certezze.
Per completare il quadro degli indici americani posto anche il Nasdaq Composite dove vedrete ancora il vecchio conteggio, anche perchè su questo indice regge ancora perfettamente.

La chiusura di venerdì si è avvicinata molto alla trendline ascendente dal minimo di onda 2 e anche in questo caso la seduta di lunedì sembra fatale per il destino del trend rialzista.
Morale della favola: molti Indici hanno già una brutta cera, ma finchè questi tre indici non suoneranno la stessa musica, io di aprire posizioni short che non siano rigorosamente intraday non me la sento. Quando avremo una netta indicazione ribassista da parte di questi indici (che sono quelli che contano) allora compreremo qualche ETF short.

Indici Azionari Europa:

Come di vede sull'EuroStoxx50 la musica cambia radicalmente e ci sono pochi dubbi sull'impostazione ribassista in atto sia a livello di lungo periodo come sopra che a livello di breve come si vede sul prossimo grafico.

L'onda ii cerchiata potrebbe non essere ancora terminata e suddividere ulteriormente ma una volta terminata il prossimo obiettivo resta un minimo ben al di sotto di 3116 che è il minimo di onda i cerchiata. Il Rate of Change smorzato dopo essere salito fino a fine Novembre ha iniziato una rapida discesa ed è pronto a passare in territorio negativo.

La situazione del Dax è molto simile a quella dell'EuroStoxx50 e penso che anche per il futuro si muoveranno abbastanza all'unisono.

Il Cac40 è ancora più fragile; il massimo di onda 2 cerchiata ha testato da sotto la resistenza fornita della trendline che sale dai minimi del crack del 1987 e poi ha iniziato a scendere una volta rotto 4531 si vanno a ritestare uno dopo l'altro i successivi minimi per andare a chiudere ben al di sotto di quota 2500.

L'indice inglese mette i brividi… avendo la serie storica abbastanza lunga è possibile vedere lo spazio occupato dall'azione dei prezzi sulla precedente onda IV in occasione del crack del 1987 da 1500 a poco più di 2400 punti. Bene nella Teoria delle onde di Elliott, un ABC di correzione ha come suo target naturale il rispazzolamento dell'area dell'onda IV di grado inferiore precedente per cui… regolatevi come credete.

Rendimenti dei T-Bond:

I rendimenti del trentennale americano hanno registrato un netto calo negli ultimi due giorni, ma restano comunque ancora sopra al precedente minimo di 2,845% livello in cui transita la trendline ascendente dal minimo del 2015. Tuttavia non è chiaro come etichettare correttamente le onde dal minimo di ottobre, per cui l'unica cosa che si può affermare è che il minimo dell'11 dicembre resta un livello chiave per il potenziale rally al rialzo. Diversamente rivedremo il discorso se e quando questo livello dovesse cedere.

Dollar Index e EUR/USD:

Il Dollar Index sta procedendo nella direzione che andiamo sostenendo da lungo tempo ed ha iniziato a suddividere l'onda 5 di (5). Il target finale di minima sarà sopra a 100,510 che rappresenta il massimo di onda 3 di (5); un livello giusto potrebbe essere 101,185 punto in cui onda 5 sarebbe uguale ad onda 1, mentre come si vede nel riquadro piccolo a 101,79 il rialzo iniziato nel 2008 avrebbe ripercorso esattamente il 61,8% del calo messo a segno tra il 2001 e il 2008. L'ottimismo circa le prospettive del dollaro resta elevato ed è balzato addirittura all'87% di tori; per il dollaro si tratta del valore più alto dopo il 97% messo a segno a marzo 20015 in occasione del top di onda 3. Tutto questo ci dice quindi che il rialzo non è ancora terminato ma sicuramente ci stiamo avvicinando alle battute finali del Bull-Market che potrebbe esaurirsi intorno alla prossima primavera.

La stessa analisi ma in direzione opposta vale per il cambio Euro/Dollaro. L'onda v cerchiata dovrebbe disegnare prezzi ben al di sotto di 1,0524. Da tenere d'occhio il livello di 1,1060 che se violato al rialzo invaliderebbe la nostra attuale analisi.

Oro e Argento:

Il sentiment di fondo rimane a livelli tali che in passato hanno coinciso con l'inizio di un rally sull'oro. Il pessimismo resta ancora elevato con una % di tori che non super l'8%. La mia opinione è che il minimo di 1.046,20 segnato il 3 dicembre ha dato il via all'onda B, e che ora l'oro dovrebbe spingere rapidamente sopra 1.089,21 già nella settimana entrante. Ammesso e non concesso che mi sbaglio e che ci sia ancora un minimo più basso da registrare il Sentiment Index suggerisce che sarà un episodio molto breve , ma che può servire per incrementare un pò le posizioni, dati i prezzi ormai decisamente appetibili. In buona sostanza nuovi minimi andrebbero a questo punto visti come buy opportunity. Se invece dovesse esserci il rally che auspico allora credo che appena gli orsi si muoveranno per invertire le loro posizioni assisteremo ad una impennata tagliente come una rasoiata che contribuirà ad alimentare il rally che aspettiamo ormai da un anno. Quindi no panic please… trattatasi pur sempre di oro non di una azione di una società che può fallire.

Il discorso sull'argento è del tutto analogo; se il minimo di lunedì a 13,62 ha segnato l'inizio del rally i prezzi dovrebbero rapidamente spingere sopra 14,69. Se poi al solito, mancasse ancora un minimo, a completare l'onda allora il supporto forte è attorno a 13,29-13,30.

Petrolio:
Prima di concludere ampliamo lo spazio dedicato alle commodity per un'analisi squisitamente grafica sul crude-oil.

Il modello d'onda a lungo termine del petrolio greggio è abbastanza chiaro e sottende ad un calo molto probabile sotto $ 33,20 che è il minimo di onda (a). Se poi la pressione al ribasso diventasse esuberante, allora $ 17,12 è un obiettivo logico perché rappresenta il minimo dell'onda (IV) di grado precedente. Un obiettivo intermedio potrebbe essere 25,08 che rappresenta il minimo di onda II di (5). Come fa notare Jeffry Kennedy in un suo libro quando ci troviamo di fronte ad un modello d'onda con quinta onda estesa (e questo è proprio il caso) il minimo di onda 2, frequentemente, funge da supporto in caso di discesa dopo un bull-market o da resistenza in caso di rimbalzo dopo un bear market.
Questo è quello che si può dire a livello macro. Dopo se si estende l'analisi sul grafico daily si potranno rilevare senz'altro altri livelli di prezzo su cui potrebbe terminare il ribasso, ma sarebbero comunque prezzi contenuti all'interno del range estremo 17,12-33,20 indicato sopra.

A breve termine tuttavia il primo livello di prezzi da osservare è $ 35,16. Il motivo è perché uno scenario alternativo, un ending-diagonal, dipende dalla tenuta o meno di questo supporto.
In parole povere, una rottura decisa di $ 35,16 apre la strada per i prezzi più bassi che vedremo probabilmente a partire da gennaio e negheranno il percorso di prezzo alternativo. Diversamente i prezzi tireranno ad assestarsi attorno ad uno dei tre livelli di prezzo sopra indicato. Poi un pò di tolleranza va sempre messa in conto, per cui 33,20 potrebbe ridursi anche a 32,72 come 25.08 in caso di mancata tenuta potrebbe scivolare attorno ai 23-23,10. Sono sempre livelli di Fibonacci ma di onde di grado inferiore rispetto al quadro macro che ho postato.

Come ultimo elemento di riflessione prima di augurare a tutti un Buon Natale ed un felice Anno Nuovo, segnalo che lo spread tra Junk-bond e Titoli del Tesoro americano si è allargato ancora e supera ora il 7% in viaggio verso l'8% e il volume delle aziende che fanno operazioni di Buy-back delle proprie azioni stanno tornando verso i livelli massimi. A Milano abbiamo dimostrato come i dirigenti d'azienda non siano molto più bravi del popolo bue e tendano ad acquistare azioni proprie quando i prezzi sono ai massimi e si dovrebbe vendere e a non comprare più nulla quando i prezzi sono ai minimi, e si dovrebbe comprare, fungendo in questo modo da perfetti timer negativi di mercato mandando un ulteriore segnale ribassista.
alla prossima (dell'anno prossimo).