Bond australiani – l’Aud ai minimi, una vera occasione, con ottimi yield per noi europei

E’ il migliore mercato obbligazionario del mondo sotto il profilo rischio/rendimento. La debolezza attuale del dollaro non deve intimorire.

Cedole & dividendi

Fra i dollari meglio quello statunitense o quello australiano? Il confronto non ha in realtà molti motivi di essere, poiché i fondamentali delle rispettive economie sono totalmente differenti. A favore (naturalmente) del Paese australe. Pochi numeri lo confermano.

Australia

Usa

Debito pubblico/Pil

41,9%

105%

Tasso crescita Pil 2017

+2,2%

+2,2%

Tasso inflazione

1,9%

2,5%

Bilancia commerciale

Positiva

Negativa

Tasso disoccupazione

5,5%

3,9%

In un quadro tanto positivo il dollaro australiano dimostra tuttavia da alcuni anni una debolezza strutturale sull’euro. Le fasi alterne sono state così caratterizzate:

Dal 2015 al 2017

Periodo di estrema volatilità

Da inizio 2017

Progressivo indebolimento dell’Aud

Dopo aver quasi raggiunto una forte resistenza di lunghissimo periodo a 1,63, l’Eur/Aud a marzo è entrato in una fase di lateralità, che recupererebbe un’inversione rialzista per il dollaro alla rottura degli 1,57 ma soprattutto degli 1,55. L’analisi storica evidenzia questi numeri considerando gli ultimi cinque anni.

Minimo per l’Aud

1,6147 (24/9/2015)

Massimo per l’Aud

1,3003 (13/5/2013)

Valore mediano

1,4793

Se la verifica dei numeri serve a qualcosa, c’è da credere che l’Aud abbia ora spazi di crescita sull’euro, soprattutto nel caso le commodities – di cui il Paese è grande esportatore – confermassero il rialzo delle quotazioni.

C’è un altro aspetto a favore dell’Australia per chi investe in bond: riguarda l’attuale tasso di interesse all’1,5%, sebbene nel 2013 fosse superiore al 4%. Il Paese è storicamente – nel contesto occidentale – caratterizzato da un abbastanza elevato costo del denaro, con uno yield attuale del decennale governativo al 2,78%, di poco sotto quello statunitense. Il relativo valore non ha subito forti variazioni negli ultimi anni, muovendosi fra il 2,4% e il 2,8%, a conferma di un livello strutturalmente maggiore.

Di qui i punti forti dei bond australiani, o meglio in Aud.

Rendimenti nettamente maggiori rispetto a quelli in euro

Forte presenza di tassi variabili con yield interessanti

Peso significativo di emittenti molto solidi

Rapporto di cambio con prospettive di rafforzamento sull’euro

Rating governativo AAA, ma con yield più elevati rispetto ai pochi rimasti nella categoria

Emissioni prevalentemente a piccolo taglio

Il quadro dei bond australiani è eccellente ma le emissioni più interessanti in Aud sono quotate sull’“Otc”, il che non esclude che su Mot e Tlx l’offerta sia ampia e diversificata. Abbiamo così scelto una selezione di titoli con cui costruire un portafoglio nella valuta australe (ancor meglio se supportati da un conto in valuta, che alcune banche prevedono).

Su Tlx

Emittente

Cedola / Scadenza

Isin

Rendimento / Lotto

Banca Imi

4,35% / 26-6-2021

XS1251080831

3,3% / 2.000 Aud

Ibrd

Step up / 30/6/2023

XS1620769148

2,85% / .2.000 Aud

Nestlé

3,625% / 3/11/2020

XS1130303305

2,48% / 2.000 Aud

Su Borsa Italiana

Emittente

Cedola / Scadenza

Isin

Rendimento / Lotto

Goldman Sachs

3,5% / 28/4/2023

XS1166378718

3,5% / 2.000 Aud

Credit Suisse

Mista (1) / 14/9/2026

XS1444047697

n.c. / 2.000 Aud

Ebrd

Zero c. / 10/2/2028

XS0084124725

3,47% / 10.000 Aud

Eib/Bei

t.v. (2) / 13/12/2024

XS1515221064

1,9% / 2.000 Aud

  1. (1) Tasso misto 6% fino al 2018 e poi tasso variabile Aud-Bbr-Bbsw a 3 mesi, con un floor pari al 2,00% per le restanti cedole in pagamento il 14 settembre a partire dal 2019 – (2) Tasso minimo 1,5% - tasso massimo 3,25%

    Su “Otc”

Emittente

Cedola / Scadenza

Isin

Rendimento / Lotto

Australia

Inflation / 21/8/2040

AU000XCLWAO6

n.c. / 1.000 Aud

Queensland

6,5% / 14/3/2033

AU0000XQLQI5

3,48% / 1.000 Aud

Naturalmente questa è una selezione di bond australiani volutamente impostata su tipologie diverse di un mondo vastissimo di emissioni, fra cui le più significative sono quelle bancarie del Paese. Un consiglio operativo? Differenziare le strutture (tasso fisso – tasso variabile – inflation linked se possibile – zero coupon) per affrontare un mercato del credito Aud che potrebbe subire pressioni rialziste dei rendimenti nei prossimi anni.

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