In attesa del prossimo Tweet


Contrattazioni ridotte al lumicino hanno contribuito ad annoiare la nostra settimana di lavoro.

Pochissimi o nulli gli spunti interessanti annotati sul diario di bordo settimanale.

Tutti gli operatori, nonostante il rialzo conseguito nelle due sedute di fine ottava, sembrano attendere maggiori dettagli dall'incontro Usa-Cina.

Visto il recente passato, tuttavia è lecito attendersi anche tweet di segno diametralmente opposto rispetto alle aspettative ottimistiche attuali che ora come ora non sorprenderebbero neanche piu di tanto.

Trump ha abiutato un pò tutti a dei repentini cambi di atteggiamento e questo innervosisce non poco chiunque debba aver a che fare quotidianamente con le prospettive economiche.

In merito al possibile accordo mi sono già esposto affermando che a mio modo di vedere, prima o poi si raggiungerà un accordo, anche perche l'Ausralia e la Nuova Zelanda rappresentano un hub che corre in soccorso della  Cina nella potenzialità di ingresso, nonostante tutto, nel mercato statunitense.

Il punto semmai è, quando !?

Le ultime news parlano di una Fed intenzionata ad acquistare titoli di stato Usa a breve termine almeno fino al 2° trimestre 2020 al ritmo di 60 miliardi al mese per garantire liquidità dal lato dei finanziamenti a breve termine, vista la carenza di liquidità.

Pertanto la Fed garantirà contanti in cambio di titoli di stato a breve termine.

Powell ha specificato che non si tratta di un quantitative easing, bensì di un aggiustamento della politica monetaria.

Il dubbio è che con la copertura della Fed, Trump potrebbe essere indotto a protrarre il tiro alla fune con la Cina sino a quel termine, cosa che non auspico affatto, anzi al solo pensiero mi viene l'orticaria !

Per il momento portiamo a casa questo accordo annunciato da poco dal presidente Trump in merito alle due valute, dollaro e yuan e pertanto, con lo stop annunciato ai dazi che dovevano entrare in vigore da qui a breve, potrebbe aprirsi una nuova fase di rilancio economico.

Sul fronte europeo sempre più voci si mostrano inclini e propense a maggiori investimenti a sostegno di una crescita che è rimasta debole e in alcune zone stagnante .

I dati macroeconomici settimanali hanno mostrato una produttività industriale italiana che ancora una volta ha dimostrato di saper far meglio delle previsioni, seppur per un'inezia ma tanto basta per allontanare spettri recessivi  o almeno per esorcizzarli.

Permanendo questo clima c'è da attendersi nelle primissime giornate della settimana che verrà, un settore bancario decisamente euforico il quale presumibilmente trainerà l'indice in territorio positivo.

Al di fuori del settore bancario c'è solo l'imbarazzo della scelta con il perdurare infatti possibile di un clima positivo, moltissimi titoli dell'MTA hanno ancora molta strada da recuperare ma come ovvio una particolare attenzione andrà mostrata verso il settore automobilistico con Fiat e Brembo in testa a tutti.

GAMENET

Un titolo dell'MTA che sta veramente sorprendendo  è Gamenet, protagonista di una galoppata inarrestabile.

Siamo sui livelli massimi ed un potenziale rientro in area 11 euro sosterrebbe un tentativo di ingresso, a meno che non si sia così impavidi da prenderla già ora e lavorare sulla forza e sul momentum.

A differenza del mio solito, più che indicare dei titoli specifici, questa volta ho identificato dei settori interi che potrebbero essere i protagonisti della prossima settimana borsistica.

Non resta quindi che l'imbarazzo della scelta con questi presupposti, ma in qualunque direzione vi porterà il vostro cuore tenete sempre a mente un concetto chiave: ogni operazione di investimento, ancor prima di essere messa in atto deve essere strutturata correttamente e per esserlo dovete aver già previsto un prezzo di acquisto, il prezzo di stop loss oltre il quale non andare mai e un punto di uscita in cui auspicabilmente conseguire il guadagno.

Non muovetevi mai a caso attendendo possibili evoluzioni, gli operatori sono a caccia tutti i giorni di investitori indecisi !

Buon trading a tutti!

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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