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Mercato obbligazionario: Btp ultimi in Europa


Ne avevamo già parlato su queste colonne qualche tempo fa, considerando come la Grecia stesse velocemente recuperando posizioni in tema di credibilità e di come ne stessero beneficiando i titoli di Stato, a oltre un lustro dal “default” pilotato dalla Troika.

E così, abbiamo assistito ad un evento che possiamo definire storico per la Grecia, con i titoli governativi a 10 anni che hanno chiuso la seduta di mercoledì scorso con un rendimento dell’1,29% e quindi più basso dell’1,34% dei nostri BTp. E così, con questo “sorpasso” i nostri bond rimangono gli ultimi dell’Eurozona.

Secondo alcuna stampa specializzata, il sorpasso si è verificato a seguito della notizia, diffusa da Bloomberg, secondo cui la Vigilanza della BCE consentirà dal febbraio prossimo alle banche elleniche di detenere una maggiore quantità di bond governativi domestici, rimuovendo quindi il limite posto nel marzo 2015, quando il Tsipras si scontrò con i partner dell’area, minacciando l’uscita dall’euro.

Tale evenienza sarebbe ovviamente un segnale positivo per i bond della Grecia, anche in vista di un loro possibile inserimento nel programma del QE, dal quale sono ancora esclusi per il loro rating non investment grade. Tra l’altro, a questo proposito, secondo alcuni osservatori, pare per nulla escluso che un’agenzia promuova i governativi di Atene a livello investment grade nel corso del 2020, fornendo così alla BCE la giustificazione formale per acquistare bond della Grecia. In realtà, è risaputo che Christine Lagarde potrebbe anche decidere di farlo – qualcosa è già trapelato nel corso dei suoi interventi pubblici nelle scorse settimane – senza attendere l’upgrade, trattandosi di fatto di una valutazione politica.

Non di meno, pare che ad infondere fiducia al mercato contribuisca anche il c.d. “Piano Ercole”, presentato dal governo Mitsotakis e che punta ad abbattere i crediti deteriorati delle banche domestiche smaltendo sin da subito 33 Mld, pari a circa il 40% del totale. Alcuni aspetti devono ancora essere messi a punto con la Vigilanza di Francoforte, che propone alla Grecia di impegnare 12 Mld della liquidità disponibile (circa 32 Mld complessivi) a copertura delle cessioni della tranche senior di NPL, oppure emettere 14,4 Mld di nuovi titoli di Stato a copertura di 12 Mld di NPL ceduti.

Ad ogni buon conto, il mercato sta premiando i titoli governativi ellenici e a noi non resta che rimanere mestamente in coda alla compagine europea, con i nostri Btp sempre più ostaggio dell’instabilità politica e della totale assenza di credibilità internazionale.

Torniamo alle nostre analisi, con la nostra consueta lettura del mercato obbligazionario attraverso la ZC-Yield Curve. Riprendono a salire i rendimenti questa settimana, dopo la piccola pausa registrata la scorsa settimana. I rendimenti rimangono sono negativi sino alle scadenze 2026; il tratto a lunga si porta verso area 0,60% di rendimento per le scadenze 2049; anche sulla scadenza a 10 anni si sale, e ora siamo in area 0,17%. La curva nel suo complesso mantiene le caratteristiche di ripidità (tratto medio-lungo) e nervosismo (parte a breve) già da tempo osservate. Salgono anche i forward su Euribor 6 mesi che sul tratto a lunga si portano poco sopra area 1,00% rispetto ad area 0,97% della scorsa rilevazione, mentre sul tratto a breve si rimane stabili in area -0,40%.

In salita anche rendimenti dei governativi decennali mentre risultano più stabili gli spread contro Bund. Il rendimento del decennale tedesco torna a salire e si porta a -0,23%, il rendimento della Francia torna in positivo e sale allo 0,07% così come quello dell’Irlanda che sale allo 0,09%. Sale lievemente anche il rendimento della Spagna che va allo 0,46% e sale anche quello del Portogallo che si porta a 0,42%. Naturalmente sale il rendimento anche dell’Italia che va all’1,42%. A livello di spread Vs Bund abbiamo Portogallo, Spagna e Italia rispettivamente a 65 bps, 69 bps e 164 bps.

Osservando – a livello di analisi integrata – le curve dei rendimenti dei principali benchmark decennali si confermano questa settimana tutte le evidenze sin qui riscontrate. Infatti, come osservato la scorsa settimana, dopo il Bund, anche l’area UK conferma il modello Trendycator in posizione NEUTRAL, avendo abbandonato lo SHORT da due settimane. I rendimenti, ad ogni buon conto, rimangono sempre compresi nella fase laterale individuabile tra i minimi di agosto e i massimi relativi del rimbalzo di novembre. Il modello Trendycator si conferma NEUTRAL sull’area BUND con il rendimento del decennale tedesco che sale e va in area -0,23%  in avvicinamento alla resistenza in area -0,20%. Trendycator si conferma NEUTRAL anche sull’area UK che vede il Gilt sempre ora sopra area 0,80% di rendimento, che era livello spartiacque e che va quindi monitorato con attenzione. Torna a perdere terreno il nostro Btp con il rendimento che risale verso area 1,40% con Trendycator sempre SHORT; in salita anche i rendimenti USA, con Trendycator che è sempre SHORT sul decennale, e con rendimenti ora poco sopra area 1,90%.

Siamo così giunti in prossimità delle Feste anche per questo 2019 e a voi tutti, lettori e collaboratori di LombardReport, i miei migliori auguri.

Bond Weekly Ranking
Riprendiamo l’analisi sotto forma di ranking dei bond con rating sotto l’investment grade, a caccia di idee da rapporto rischio/rendimento un po’ spinto. Il ranking considera i bond in Euro con scadenza dal 01.06.2020 al 31.12.2025, aventi rating da BB+ sino a CCC+ e con rendimento minimo del 4,00% lordo.

ATTENZIONE: si rammenta che i bond High Yield hanno un rischio spesso non trascurabile in termini di Credit Risk, per cui non sono da considerarsi come suggerimenti operativi, bensì come mere segnalazioni che non saranno poi seguite in modo organico. Pertanto, chi decidesse di prendere spunto da tali segnalazioni dovrà poi seguire in via autonoma l’andamento del titolo e le eventuali notizie relative all’emittente, controllando con frequenza il mercato.