Dopo l’argento parte anche il Platino


Dopo il rally dell’argento, l’unico metallo prezioso a non avere ancora dato segnali di risveglio era il Platino. Che però la scorsa settimana, finalmente, ha iniziato a dare i primi segnali di una possibile nuova fase rialzista. 

La prudenza è d’obbligo perché nei mesi passati il Platino ha avuto un andamento in forza relativa negativa rispetto agli altri preziosi, ancorché le quotazioni si siano comunque distaccate sensibilmente dai minimi di inizio settembre 2018 (circa +16%).

Concentriamoci sulla dinamica dell’ETC con ticker PHPT (ETFS Physical Platinum), quotato su Borsa italiana (PC: 72,92; Cfr. grafico). Dai minimi di metà giugno al di sopra di 66,50, il Platino ha sviluppato un buon rally con un picco a ridosso di quota 75 nella seduta di giovedì 25.07 (+13%). Sul finale di ottava le quotazioni sono poi ripiegate verso quota 73. 

Nell’immediato è possibile una prosecuzione dello storno in atto verso quota 71, la cui tenuta conserverebbe comunque un’impostazione positiva su orizzonti plurisettimanali. Una conferma del miglioramento del quadro tecnico per il Platino si avrebbe poi al superamento di 75, con primo obiettivo i picchi di inizio aprile a ridosso di quota 77. Al di sopra di tale livello si avrebbe la conferma dell’inizio di una nuova fase di positività su orizzonti plurimensili anche per il Platino.

Potrebbe essere interessante, a titolo di conferma, monitorare la dinamica relativa del Platino rispetto al succedaneo Palladio, oltre che il ratio Platino/Oro, inserito in un trend ribassista su orizzonti strategici.

Ricordiamo che in termini di volatilità il Platino si contraddistingue per livelli alti (superiori a quelli dell’Oro e dell’Argento, ancorché inferiori a quelli del Palladio, il più volatile dei metalli preziosi). Occorre tenerne conto, ovviamente, nella scelta del controvalore complessivo della posizione che si vuole aprire, seguendo la regola generale secondo cui al crescere della volatilità deve diminuire la size e aumentare lo stop loss in percentuale – e viceversa – in modo da mantenere stabile la perdita massima in controvalore in euro che dipende ovviamente dalla propria capacità finanziaria, tolleranza al rischio e obiettivi di investimento e non dal trade che si vuole mettere in essere.

Come volumi transati l’ETC in oggetto vede scambi giornalieri medi più che soddisfacenti, dell’ordine mediamente di alcuni milioni di euro: essendo molto liquido, si presta quindi ad operazioni con controvalori anche grandi e veloci. 

L’ETC PHPT è garantito da Platino fisicamente stoccato e quindi non presenta rischio di credito. 

Seppur espresso in euro, risente come tutti gli altri ETC sulle materie prime dell’esposizione nei confronti del dollaro Usa. Occorre quindi valutare tale aspetto se il proprio portafoglio fosse già troppo esposto sul biglietto verde.

Ricordiamo poi che fiscalmente gli Etc sono più efficienti degli Etf in quando considerati come “redditi diversi”: di conseguenza le eventuali plus minus sono compensabili con altre minus plus della stessa categoria (ad es. quelle conseguitie sulle azioni).

Un’altra materia prima sotto osservazione è lo Zucchero: il trend è negativo e non ci sono ancora segnali chiari di esaurimento. Iniziamo però a tenerlo d’occhio..ne riparliamo la prossima volta.

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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