E' l'ora dell'Oro?


L’andamento dell’Oro nel corso dell’ultimo anno è stato particolarmente interessante: da inizio aprile 2018 l’Oro ha avuto un andamento ribassista, mentre la Borsa Usa ha proseguito nel rialzo fino alla fine del mese di settembre. Nel corso dell’ultimo trimestre 2018, l’Oro ha avuto un andamento molto positivo, mentre i mercati azionari hanno subìto una delle peggiori contrazioni degli ultimi anni. Si può quindi dire che in tale periodo il metallo giallo e la Borsa si sono mossi in modo antitetico, con l’Oro che ha rivestito quindi una valida alternativa solamente nelle fasi negative del mercato azionario, comportandosi quindi come un classico bene rifugio. E fin qui, tutto come ci si poteva attendere...

E tuttavia, da inizio 2019 la correlazione inversa è completamente saltata: l’Oro, infatti, ha continuato a salire anche nel corso del primo bimestre 2019, mentre i mercati azionari hanno avviato un forte rally, che è proseguito per tutto il primo quadrimestre. Negli ultimi 3 mesi l’Oro ha avuto un andamento debole/laterale, e non si è ripreso in modo significativo nonostante le rinnovate incertezze in essere da inizio maggio sui mercati azionari.  

Che lezione trarne? La prima evidenza è la scarsa correlazione che il metallo giallo inizia a mostrare rispetto alla Borsa Usa; per di più, è cessata anche la tradizionale correlazione inversa col biglietto verde, che si è rafforzato contestualmente con l’oro a partire da inizio ottobre 2018.

Vista l’elevata incertezza che regna sui mercati azionari, lavorare sui portafogli inserendo asset decorrelati rappresenta una buona soluzione in termini di money management. In tale prospettiva, l’Oro può essere considerato come un buon tassello di un portafoglio ben diversificato, da mantenere indipendentemente dalle alterne previsioni che si possono fare sui destini delle Borse. L'obiettivo è quello di rendere il portafoglio meno "fragile" qualora si verificassero nuove tensioni sui mercati, senza escludere comunque andamenti di moderata positività anche se l'azionario continuasse a salire.

Come veicolo per investire sul metallo giallo si segnala l’ETC con ticker PHAU (ETFS Physical Gold), quotato su Borsa italiana (PC: 109,29; Cfr. grafico). L’ETC è garantito da oro fisicamente stoccato e quindi non presenta rischio di credito. Si ricorda che l’ETC sull’Oro, seppur espresso in euro, risente come tutti gli altri ETC sulle materie prime dell’esposizione nei confronti del dollaro Usa. Occorre quindi valutare tale aspetto se il proprio portafoglio fosse già troppo esposto sul biglietto verde.

In termini di volatilità l’Oro si contraddistingue per livelli molto bassi, sia rispetto agli altri preziosi sia rispetto alle altre materie prime. Occorre tenerne conto, ovviamente, nella scelta del controvalore della posizione che si vuole aprire, seguendo la regola generale secondo cui al decrescere della volatilità deve salire la size e diminuire lo stop loss in percentuale – e viceversa – in modo da mantenere stabile la perdita massima in controvalore in euro che dipende ovviamente dalla propria situazione finanziaria, tolleranza al rischio e obiettivi di investimento e non dal trade che si vuole mettere in essere.

Come volumi transati l’ETC in oggetto vede scambi giornalieri medi più che soddisfacenti, dell’ordine mediamente di alcuni milioni di euro: essendo molto liquido, si presta quindi ad operazioni con controvalori anche grandi e veloci. E la liquidità, al pari della decorrelazione, rappresenta sempre un asset importante per investire sui mercati finanziari.

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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