Scende tutto..sale soltanto l’Oro

Riprendiamo l’analisi del 21 giugno, confermando ancora una volta i segnali di forza evidenziati dal metallo giallo.

A partire dall’ultimo trimestre 2018, l’Oro ha avuto un andamento molto positivo, sia durante il pesante sell-off subìto dai mercati azionari negli ultimi tre mesi del 2018 sia durante la forte ripresa delle Borse nei primi 7 mesi del 2019. Pare quindi che gli investitori siano tornati strategicamente sul metallo giallo: da scelta tattica a parziale “copertura” dei portafogli nelle fasi ribassiste delle Borse, come accadeva precedentemente, ad imprescindibile componente di diversificazione dei medesimi.

Il fatto che i mercati azionari si trovino sui massimi contemporaneamente ai corsi obbligazionari - favoriti entrambi dalle politiche monetarie tornate fortemente espansive - rappresenta un dilemma per gli investitori. Con portafogli le cui componenti tendono a muoversi all’unisono diventa difficile proteggere e diversificare i propri investimenti, incorporando quindi un rischio effettivo di draw-down superiore a quello prezzato dalla volatilità implicita, che rimane su livelli storicamente molto bassi.

In altre parole, l’interventismo delle Banche Centrali sui mercati finanziari rischia di compromettere quel meccanismo fondamentale di price discovery che aiuta ad allocare gli investimenti secondo un quadro di rischio-rendimento coerente. Quando i rischi sono minimizzati dalla put implicita fornita agli investitori dalle banche centrali ecco che si rischia di passare repentinamente da fasi unilateralmente rialziste, senza correzioni salutari, a improvvisi crash - come accaduto nell’ultimo trimestre 2018 - a cui poi si pretende che siano le solite banche centrali a porre rimedio aprendo sempre più i rubinetti della liquidità.

Questo intreccio sempre più stretto tra banche centrali e mercati finanziari, a cui si uniscono le pressioni politiche affinché le politiche monetarie “garantiscano” una continua crescita economica - pretesa irrazionale e ultimamente assai pericolosa - rappresenta una delle principali criticità per l’evoluzione dei mercati, dall’azionario all’obbligazionario alle materie prime.

In tale prospettiva, l’Oro può essere considerato come un buon tassello di un portafoglio ben diversificatoper rendere il portafoglio meno "fragile" - per dirla alla Nicholas Taleb - qualora si verificassero nuove tensioni sui mercati, senza escludere comunque andamenti di moderata positività anche se l'azionario dovesse continuare a salire. 

Come veicolo per investire sul metallo giallo si segnala l’ETC con ticker PHAU (ETFS Physical Gold), quotato su Borsa italiana (PC: 123,94; +5,4% dall’ultimo aggiornamento del 21.06; cfr. grafico settimanale allegato). Uno storno dai livelli correnti del 3-5% potrebbe fornire un’occasione interessante di entrata/incremento sul metallo giallo.

Si ricorda L’ETC in oggetto è garantito da oro fisicamente stoccato e quindi non presenta rischio di credito e che, seppur espresso in euro, risente come tutti gli altri ETC sulle materie prime dell’esposizione nei confronti del dollaro UsaOccorre quindi valutare tale aspetto se il proprio portafoglio fosse già troppo concentrato sul biglietto verde.

In termini di volatilità l’Oro si contraddistingue per livelli molto bassi, sia rispetto agli altri preziosi sia rispetto alle altre materie prime. Occorre tenerne conto, ovviamente, nella scelta del controvalore della posizione che si vuole aprire, seguendo la regola generale secondo cui al decrescere della volatilità deve salire la size e diminuire lo stop loss in percentuale – e viceversa – in modo da mantenere stabile la perdita massima in controvalore in euro che dipende ovviamente dalla propria capacità finanziaria, tolleranza al rischio e obiettivi di investimento e non dal trade che si vuole mettere in essere. Per intendersi, investimenti nell’argento o ancor più nel platino e nel palladio, molto più volatili dell’oro, andrebbero quindi pesati meno di investimenti nell’oro, coeteris paribus.

Come volumi transati l’ETC in oggetto vede scambi giornalieri medi più che soddisfacenti, dell’ordine mediamente di alcuni milioni di euro; essendo molto liquido, il PHAU si presta quindi sia ad acquisti strategici sia ad operazioni con controvalori anche grandi e veloci. E la liquidità, al pari della decorrelazione, rappresenta sempre un asset importante per investire sui mercati finanziari.

Sotto la lente abbiamo ora il Nickel, che si sta distinguendo in positivo, con un contango in contrazione...se conferma i segnali tecnici ne parleremo la prossima settimana.

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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