Sui mercati finanziari internazionali lo stocastico orizzontale consente di misurare le performance relative degli assets di un comparto e di valutarne il comportamento nelle varie fasi di mercato.


Visto che quest’anno per Pasqua avevo deciso in assoluuuuuta autonomia di non uscire e il Covid-19 non c’entra ovviamente nulla, vi propongo l’analisi del mercato azionario tedesco.

La locomotiva tedesca non è immune alle pandemie e l’indice azionario Dax ha perso più del 40% del proprio valore da metà febbraio a metà marzo. Vedremo dunque brevemente l’andamento del Dax, 3 titoli che si sono differenziati storicamente (non sempre nel bene) tramite lo stocastico orizzontale e un approccio molto più adatto alla speculazione con l’analisi di un titolo con un valore molto elevato di stocastico orizzontale.

Come sempre un grafico a dispersione ci offrirà una fotografia del posizionamento dei titoli per scovare eventuali ritardatari e/o fuori classe, mentre ho aggiungo il grafico della distribuzione dei dati per un’indicazione numeri più precisa. Vedremo poi se terrò entrambi i grafici.

Ricordo per coloro interessati al calcolo dello stocastico orizzontale da me ideato secoli fa, e già, il numero speciale del Lombard report dell’11 novembre 2019 disponibile di seguito: https://tradinglibrarymultimedia.it/sfogliabili/LombardReport/n_34/#p=1

Titoli Azionari - Germania

L’indice di riferimento

L’indice Dax ha realizzato lo scorso 17 febbraio un nuovo massimo storico a 13.795, ma poi ha accusato un crollo sprofondando fino al minimo di 8.255 in meno di un mese; ossia il 16 marzo; lasciando sul terreno poco più del 40%. Da allora, ha intrapreso una difficile fase di recupero, mentre cerca di lasciarsi alle spalle anche il minimo di fine 2018 e testa 10.000.

Lo scenario puramente tecnico rimane al momento negativo, ma assistiamo a un rimbalzo che potrebbe costituire un’ottima base dalla quale impostare una fase di recupero molto più estesa. Non occorre dimenticare che l’investimento azionario è sempre quello che rende maggiormente nel medio/lungo periodo nonostante i vari crolli di mercati.

Inoltre, alla fine del 2016 il Dax ha superato al rialzo quota 10.500 per poi dirigersi verso il massimo di gennaio 2018 a 13.596, poi a seguito di una flessione, ha infranto nuovamente al rialzo lo stesso 10.500 nel mese di gennaio 2019 per raggiungere il picco di 13.795 di metà febbraio. Nella prima occasione il rialzo è stato del 29,5% e nella seconda del 31,4%.

Ora ci troviamo nuovamente nelle immediate vicinanze di 10.500 e non è improbabile un nuovo tentativo di ritorno al di sopra di 13.000. Covid-19 permettendo, ma questo non dipende dall’analisi tecnica, un eventuale tentativo d’ingresso con obiettivo come sopra dovrebbe prendere in considerazione un livello di stop loss che potrebbe essere individuato attorno a 10.000 perché tale livello considera il minimo relativo di fine 2018, vari livelli di resistenza e/o di supporto che si sono verificati negli anni 2014/2016, ma anche per l’elevata valenza psicologica del dato con cifra tonda.

L’At è soprattutto psicologia. Stiamo a vedere.

Solo per avere un’idea di massima, sul grafico i segnali di un semplicissimo trading system, cosi basilare che non dovrebbe chiamarsi tale, sull’Macd settimanale (utilizzato in modo tradizionale) che è ancora short per il momento.

 

Propongo ora, a livello storico e su base settimanale, 3 assets del nostro paniere di riferimento.  Quello con la maggior permanenza storica tra i titoli performanti (oltre 70 dello stocastico orizzontale), quello con la maggior permanenza storica tra i titoli sotto performanti (sotto 30 dello stocastico orizzontale) e quello con la maggior permanenza storica all’interno di una delle 10 fasce dello stocastico orizzontale (da 0 a 10,00, da 10,01 a 20,00, …., o da 90,01 a 100).

Vediamoli in dettaglio e nell’ordine appena descritto.

Titolo con la maggiore permanenza storica tra i titoli performanti

Drillisch Ag, attivo nei servizi di telecomunicazione, è il titolo che si è mantenuto storicamente maggiormente al di sopra di 70, per quanto riguarda lo stocastico orizzontale, con il 14.66% del periodo trascorso dunque tra i titoli più performanti. L’analisi prende in considerazione una settantina di titoli dal mese di gennaio 2003 ai giorni nostri.

Osserviamo tuttavia che la sua permanenza tra i migliori titoli si è concentrata soprattutto nel periodo 2009/2015, mentre negli ultimi anni si è limitato a mantenersi nelle immediate vicinanze di 30. Il titolo potrebbe ritornare interessante in caso di superamento di 60 circa da parte dello stocastico orizzontale, ma in un’ottica di breve/medio periodo.

Titolo con la maggiore permanenza storica tra i titoli sotto performanti

Heidelberger Druckmaschinen AG, attivo nel settore dell’ingegneria meccanica di precisione, è rimasto per quasi i 2 terzi del periodo, esattamente il 65.07%, tra i peggiori titoli del Dax e non è mai andato molto al di sopra di 70 dello stocastico orizzontale.

Il problema che non sia mai andato molto oltre 70 indica che non riesce ad affermarsi e a primeggiare rispetto agli altri titoli della nostra selezione. Inoltre, il titolo è molto sottile ed è passato dai 3,62 euro d’inizio ottobre 2017 agli attuali 0,62 euro e, pertanto, non consente un intervento di rilievo.

Titolo con la maggiore permanenza storica in una fascia

Metro Ag St O.N., attivo nel settore del commercio all’ingrosso, è il titolo che ha avuto la maggiore permanenza in una fascia dello stocastico orizzontale tra i titoli del nostro paniere. In questo caso si tratta della fascia 20.00/29.99 che corrisponde a un’area potenzialmente interessante poiché delimita la zona dove troviamo i titoli che sotto performano all’interno del paniere.

Tuttavia lo stocastico orizzontale dimostra che il titolo fatica a superare 50 indicando che difficilmente realizza una performance a un anno superiore a quella delle media del paniere. Durante le ultime settimane si è spinto momentaneamente sul massimo di 100, ma sembra solo un caso fortunato. Il titolo è pertanto relativamente simile al precedente.

 

Oltre allo studio storico.

In questa sezione lo studio storico, adatto alla selezione di titoli in un’ottica di asset allocation, si interrompe per lasciare spazio ad un’analisi che prende in considerazione gli ultimi dati temporali pertanto maggiormente adatta ad un’operatività più speculativa.

Dispersione e distribuzione dei dati dello stocastico orizzontale

Il grafico a dispersione mostra il posizionamento dell’ultimo valore dello stocastico orizzontale degli assets del nostro paniere di riferimento a livello daily.

Osserviamo dal grafico a dispersione che ci sono soltanto 2 titoli sotto 20, ossia titoli decisamente sotto performanti rispetto agli altri, mentre osserviamo un “vuoto” relativo anche attorno a 60 circa.

Per rispondere alla domanda, che non mi avete ancora fatto, il grafico seguente mostra una semplice distribuzione dei dati dello stocastico orizzontale e, in questo modo, osserviamo immediatamente e con maggiore efficacia, come detto sopra, la scarsità di dati sotto 20 e un calo di questi ultimi tra 50 e 60 e tra 60 e 70.

 

Di seguito, la tabellina mostra la classifica (1 primi 3 e gli ultimi 3 valori) dello stocastico orizzontale elaborato sugli assets.

 

Gli estremi in classifica

Ai primi posti della classifica “in tempo reale” troviamo titoli molto importanti come la coreana Samsung e le tedesche Rwe e Deutsche Boerse, mentre i titoli minori sono tra i peggiori, anche se non è sempre così.

Analisi tecnica – il caso

Questa settimana, pescando come sempre dalla tabella come sopra, ho scelto il titolo Rwe che è al secondo posto con un valore dello stocastico orizzontale di 98.1.

Ormai ci conosciamo da un po’ e non dite per favore a mia moglie, sud coreana, che non ho scelto il titolo Samsung, potrebbe non perdonarmelo mai…

Rwe, compagnia elettrica, è inserita in un canale ascendente di medio/lungo periodo dal mese di ottobre 2015 a seguito della realizzazione del minimo relativo di 9,126 per poi realizzare due mesi fa un massimo relativo a 34,64. Successivamente il titolo ha accusato un crollo ed è indietreggiato fino a 20,41 dal quale rimbalza con decisione.

Il titolo ha interessato un’area di supporto costituita da una Gann Line (in rosso) e da un supporto statico ricavato da vari livelli; vedi i minimi relativi del 2011, del 2013 e i massimi e minimi realizzati negli anni 2017/2019.

Nei momenti difficili le utilities si comportano generalmente meglio dei titoli di altri settori (da lì il loro nome in quanto sono molto utili…) e lo dimostra il valore dello stocastico orizzontale praticamente sul massimo.

Probabile, pertanto, il proseguimento della tendenza in essere con progressivo ritorno verso le aree di resistenza di 32 e 35 circa.

Più importante dell’obiettivo, giacché le condizioni mutano ogni giorni, è individuare un livello di stop loss o di guardia come mi piace chiamarlo al di sotto del quale lo scenario tecnico potrebbe cambiare e, solitamente, lo fa in peggio…

Fondamentale a tale scopo la tenuta dell’area di supporto di 22,5/20,5 il quale eventuale cedimento confermato potrebbe costituire un segnale di peggioramento. Tuttavia, se il mercato dovesse indietreggiare nuovamente, sarebbe forse opportuno ricordarci di questo titolo o di qualche altra utilitie.

Difficile fare a meno della corrente.

Buona Pasqua a tutti e seguiamo le raccomandazioni contro il Covid-19.

A disposizione
Giovanni Maiani

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