NASDAQ100 WEEKLY - Fase di totale incertezza sugli indici azionari USA.


SEGNALI DI ENTRATA E DI USCITA DEL MODELLO QUANTITATIVO LOMBARD PER IL TRADING SULLE AZIONI NASDAQ TIME FRAME SETTIMANALE. ESCE OGNI INIZIO SETTIMANA.

IL REPORT SI COMPONE DI SEGNALI DI ACQUISTO PER NUOVE POSIZIONI E DI AGGIORNAMENTO PER I TITOLI GIA' PRESENTI IN PORTAFOGLIO.
ASTENERSI PRIMA DI AVERE COMPRESO CON ESATTEZZA IL PROFILO DI RISCHIO E LE CARATTERISTICHE TECNICHE DEL SERVIZIO CON LA LETTURA DELLE SPIEGAZIONI POSTE NELLA DICITURA "Il Portafoglio LombardReport": (clicca qui >>>
CONSIGLIAMO DI SEGUIRE IN PAPER TRADING LE OPERAZIONI PER QUALCHE SETTIMANA PRIMA DI APPLICARLE.
 

La volatilità daily sui mercati azionari internazionali sembra scendere un po' anche se rimane a livelli elevati, mentre è aumentata quella in intraday così come i margini di contrattazione. Il recente rimbalzo ha attenuato la crisi di vendite da panico ma, di contro, si è sviluppata con volumi nettamente inferiori, dovuta alla grande incertezza che regna sui mercati a tutti i livelli: sanitario, finanziario ed economico. L’assenza dei grandi operatori con strategie precise sta portando a questa situazione di operatività con “size” minori con conseguente ampliamento degli spread che caratterizzano ampie oscillazioni di prezzo in modo totalmente “random”.   Anche a livello economico riguardo agli importanti dati macro in uscita (dei quali parleremo in seguito) c’è una totale confusione anche tra gli stessi istituti preposti alla ricerca, tanto che abbiamo notato che qualsiasi dato esca sia già ampiamente prezzato dai mercati. In condizioni normali, gli investitori avrebbero atteso col fiato sospeso, pronti a scattare da una parte o dall’altra, al minimo segnale di allontanamento dal consenso degli economisti, mentre ora li si guarda solo per un trading rapido non certo per estrarre un’indicazione sul futuro.

Questa fase di incertezza si nota anche sui grafici con una fase di lateralizzazione con candele giornaliere di ampio range in attesa di qualche evento che possa dare una certa direzionalità. Che possano essere notizie di carattere sanitario o l’uscita prossima dei dati economici societari trimestrali, è tutto da verificare…..a vista ! A livello operativo abbiamo messo a punto una strategia che permette l’ingresso sul mercato azionario e non solo con un grado di rischio meno elevato rispetto a delle operazioni “spot”, ma di questo ne parleremo giovedì prossimo nel corso del webinar organizzato a tal proposito.

Passiamo ora ai consueti “numeri” dei tre maggiori indici azionari USA: iniziando da quello che ci interessa più da vicino e che, sia in settimana che da inizio anno risulta essere il meno penalizzato: il NASDAQ100 che ha chiuso le contrattazioni a 7528.11 perdendo il – 0,79% portando il deficit da inizio anno al – 14,47%. A livello grafico notiamo come un’eventuale estensione del rimbalzo sopra l’area 8150 porti a non considerare più l’indice in onda 4 ma di modificare il conteggio in una fase correttiva del rialzo in ABC. A seguire l’indice S&P500 che chiudendo la settimana a 2488.65 ha perso il – 2,08% portando il deficit da inizio anno a – 23,30%. Qui a livello grafico notiamo che l’indice deve correre ancora molto per modificare la sequenza delle onde, almeno sopra l’area di 2850. Infine il DOW JONES che ha chiuso le contrattazioni a 21052.53 perdendo il – 2,70% che porta il deficit da inizio anno al – 26,48%. Di seguito i relativi grafici:

ORO INDEX

Nonostante i problemi di liquidità non ancora pienamente risolti e la carenza di metallo fisico rispetto alla domanda, la commodity non riesce ad uscire dall’agosto 2019, dal range di prezzi tra 1450 e 1700 $/oz. Inutile riaffermare che i valori dell’Oro, vista la crisi sugli altri mercati di investimento, dovrebbero essere molto più elevati dei recenti massimi relativi e probabilmente anche in futuro tali valori dovrebbero rimanere tali se non, addirittura, diminuire a seguito della recente dichiarazione da parte della Russia: "Dal 1° aprile 2020, la Banca di Russia ha sospeso l'acquisto di oro nel mercato dei metalli preziosi. Ulteriori decisioni sull'acquisto di oro saranno prese a seconda dell'andamento della situazione nel mercato finanziario”. Di seguito l’intero articolo con le motivazioni che hanno portato, i russi, a questa decisione: 

https://www.newsletter.zerohedge.com/click.html?x=a62e&lc=CrP&mc=c&s=6Qk&u=v&z=YQPEkZr&

Come detto in precedenza, anche se ci siamo portati sul quadrante superiore del range di prezzi tra 1450 e 1700 $/oz., che si conferma l’area di resistenza, manca lo spunto per riuscire a rompere tale area, pertanto anche in questa settimana registriamo una candela di lateralizzazione con chiusura delle contrattazioni a 1648.80 $/oz. che porta ad un guadagno settimanale del + 1,12% e del + 8,47% dall’inizio dell’anno. Per quanto riguarda l’operatività ne parleremo in settimana nel webinar organizzato per la giornata di giovedì con la strategia dei Piani di Accumulo. Di seguito il grafico weekly dell’ORO INDEX:

LA POLITICA USA DI DONALD TRUMP

Il Dipartimento del Tesoro ha pubblicato, nella giornata di giovedì, le formalità per accedere al programma federale da 350 miliardi $ (chiamato Paychek Protection Program) a protezione degli stipendi dei lavoratori e che intende salvare le piccole e medie imprese americane (<500 dipendenti). Ma per le banche finanziatrici, grandi e piccole, il programma non è ancora operativo in quanto il tasso di interesse proposto sul prestito, dello 0,5%, è troppo basso oltre a varie altre considerazioni, con JPM, Wells Fargo ed altre a dichiarare che: "molto probabilmente non saremo in grado di iniziare ad accettare le domande, venerdì 3 aprile, come speravamo". Dopo queste affermazioni, Steven Mnuchin segretario al Tesoro, ha dichiarato che raddoppierà il tasso di interesse sul prestito SBA dallo 0,50% all'1,00% per placare le banche che cercano tassi di interesse più elevati per partecipare al programma di salvataggio del Tesoro e prestare denaro agli stessi contribuenti che hanno salvato quelle stesse banche 12 anni fa.

Queste sono le stesse banche, intendiamoci, che hanno appena venduto tutti 1,6 trilioni $ di titoli alla FED per espandere la capacità dei loro bilanci nelle ultime tre settimane e che hanno anche beneficiato della decisione, sempre della FED, di rimuovere Treasurys e depositi dallo stress test della FED, liberando ulteriori 1,6 trilioni $ di liquidità.

Inoltre, questi prestiti sono garantiti dal governo federale e non richiedono garanzie reali e saranno condonati se i fondi verranno utilizzati nei prossimi due mesi per i costi del personale, gli interessi sui mutui, l'affitto e le utenze e se le imprese trattengono e riassumono i dipendenti.

Quindi le banche non corrono alcun rischio, allora perché stanno impuntandosi sul tasso di interesse e, soprattutto, perché hanno voce in capitolo su quale dovrebbe essere il tasso? A Mnuchin, ricordiamo ex-partner di Goldman Sachs, la risposta ai contribuenti.

Venerdì scorso, il presidente Trump ha licenziato l'ispettore generale dell'intelligence, Michael Atkinson, che ha denunciato gli informatori in Ucraina durante la testimonianza a porte chiuse ai comitati di intelligence della Congresso dando il via all'impeachment del presidente Trump.

Trump ha scritto: "Questo per avvisare che sto esercitando il mio potere di Presidente per rimuovere dall'incarico l'ispettore generale dei servizi segreti, a partire a 30 giorni da oggi. E’ di vitale importanza che io abbia la massima fiducia nei nominati ispettori generali. Questo non è più il caso di questo ispettore generale”.

Da parte democratica queste le dichiarazioni dopo la notizia: "Questa azione è vergognosa e mina l'integrità del sistema degli informatori. È tempo che i membri del GOP del Senato si battano per lo stato di diritto e si dichiarano contro questo presidente". “La decisione del presidente Trump di licenziare l’ispettore generale dell’intelligence Michael Atkinson è l’ennesimo tentativo palese del Presidente di smentire l’indipendenza dell’intelligence e di vendicarsi contro coloro che osano denunciare illeciti presidenziali. In un momento in cui il nostro Paese sta affrontando un’emergenza nazionale e ha bisogno che le persone dei servizi segreti esprimano la verità al potere, la decisione del Presidente mette a rischio ancora maggiore il nostro Paese e la sicurezza nazionale. Mina la trasparenza e la supervisione che il popolo americano si aspetta dal proprio governo, e in sua assenza porterà senza dubbio a una corruzione ancora maggiore nell’amministrazione”.

LA POLITICA DELLA FEDERAL RESERVE

Dal suo programma iniziale di acquisto di obbligazioni pari a 75 miliardi $ al giorno, si è passati ai 60 miliardi $ al giorno nella scorsa settimana, si è arrivati all’annuncio di un'altra diminuzione pari a 50 miliardi $ al giorno per la prossima settimana. Avendo implicitamente confermato che ora c'è una carenza di obbligazioni, come dimostrato dai recenti pronti contro termine che hanno visto zero richieste, in quanto invece di utilizzare i pronti contro termine e parcheggiare, come collaterale a garanzia le obbligazioni, semplicemente hanno deciso di venderle direttamente alla FED. Quindi la FED di NY ha annunciato che continuerà a ridurre il suo acquisto di obbligazioni "QE illimitate" la prossima settimana.

Questa azione della FED ha senso in quanto lo scopo dell'intervento era di sostenere il buon funzionamento dei mercati tramite forti iniezioni di liquidità, funzionamento che era stato fortemente compromesso. Ma non è tutto, perché la FED ha anche annunciato che i suoi acquisti di Mortgage-Backed Security (Mbs - titoli garantiti da mutui ipotecari) sarebbero aumentati da 5 miliardi $ al giorno a 25 miliardi $, come da programma.

Riassumendo, tra i 200 miliardi $ in titoli di stato ed i 100 miliardi $ in acquisti MBS fino al 9 aprile, il bilancio della FED crescerà di altri 300 miliardi $ nei primi 4 giorni della prossima settimana.

DATI MACROECONOMICI

Riportiamo per dovere di cronaca i dati macro usciti in settimana anche se non molto significativi rispetto alla realtà. I dati delle settimane prossime evidenzieranno i veri impatti del Coronavirus sull’economia a stelle e strisce.

La settimana vedeva la pubblicazione di importanti dati USA soprattutto sulla, pare strano dirlo dopo ben 12 anni, la disoccupazione.

Iniziamo dal dato sull’indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero PMI a cura dell’ISM di marzo uscito in contrazione a 49,1 rispetto al 50,1 di febbraio ma in rialzo dal 45 atteso dagli economisti. Il dato mostra che l’attività è stata trainata da un forte calo di nuovi ordini e di produzione.

Il dato di marzo sull’indice ISM dell'occupazione manifatturiera rappresenta il sentimento delle imprese in merito alle condizioni del mercato del lavoro risente già della crisi in atto mostrando una contrazione a 43,8 dal 46,9 di febbraio ed in linea con le attese degli analisti.

Mentre va un po' meglio, sorprendentemente, a livello di PMI non manifatturiero di marzo (il disastro sembra rimandato ad aprile) sempre a cura dell’ISM uscito ancora in espansione a 52,5 contro il 57,3 di febbraio, ma ben superiore al 44 atteso dagli economisti (già di per sé ottimistico).

Il dato di marzo sull’indice ISM dell'occupazione non manifatturiera rappresenta il sentimento delle imprese in merito alle condizioni del mercato del lavoro mostra la stessa situazione del dato manifatturiero di mercoledì, risentendo della crisi in atto mostrando una contrazione a 47 dal 55,6 del mese di febbraio e dal 53.7 atteso dagli analisti.

Nella giornata di giovedì è uscito il dato sulle richieste di nuovi sussidi di disoccupazione che anticipa il dato più importante sui nuovi occupati che esce il giorno dopo. Il dato è balzato a 6.648.000 raddoppiando il dato della scorsa settimana di 3.283.000.

Infine il dato mensile sui nuovi occupati non agricoli del settore pubblico e privato. Il primo è uscito a – 701.000 contro i – 100.000 attesi dagli economisti, il secondo è uscito a – 713.000 dai - 163.000 attesi.

La disoccupazione totale è salita al + 4,4% in rialzo anche rispetto alle attese degli analisti posta a + 3,8%.

FOCUS SU TITOLI

AMERICAN AIRLINES – 33,12%. Ulteriore crollo verticale del valore dei titoli, dopo che la più grande compagnia aerea degli States ha dichiarato che taglierà tra il 70% e il 75% dei voli in aprile e circa l'80% dei voli in maggio e quasi il 90% dei voli internazionali poiché la pandemia da Coronavirus riduce drasticamente la domanda di viaggi. Vasu Raja, vicepresidente senior della strategia di rete di AMERICAN AIRLINES, ha dichiarato di non avere intenzione di smettere di volare totalmente negli Stati Uniti, rilevando che ci sono operatori sanitari e altri che devono viaggiare, a volte, per motivi medici urgenti. Ha anche dichiarato che: “Questa estate cancelleremo oltre il 60% dei voli internazionali, questa sarà una situazione difficile per molto tempo a venire". “Non stiamo visualizzando alcuna prenotazione. Non è solo a maggio o giugno che avremo un problema, ma abbiamo perso così tante prenotazioni a luglio ed agosto che ha più senso ridurre questa capacità ora e provare a risparmiare il maggior numero possibile di spese. AMERICAN AIRLINES ha chiesto aiuto al governo degli Stati Uniti dopo il crollo del settore a causa delle restrizioni sui viaggi. Prevediamo di richiedere fino a 12 miliardi $ in assistenza, dal pacchetto da 61 miliardi $ che il Congresso ha approvato per le compagnie aeree la scorsa settimana.

TESLA – 6,68%. Balzo del valore dei titoli venerdì scorso dopo che il produttore di auto ad energia pulita ha rivelato cifre record di consegna nel primo trimestre grazie, in parte, alla produzione significativamente più rapida del suo nuovo veicolo di base, il Modello Y.

TESLA ha dichiarato di aver prodotto poco meno di 103.000 auto nei tre mesi conclusosi a marzo, con consegne fissate a 88.400, il miglior totale del primo trimestre nella storia dell'azienda. Circa 76.200 del totale delle consegne sono stati collegati alle auto Model 3 e Model Y, ha detto la società, con circa 12.200 attribuite alle berline Model S e Model X. Il totale è stato sostanzialmente in linea con le previsioni, ma è sceso di circa il 21% rispetto al record complessivo di 112.000 registrati nel quarto trimestre dello scorso anno. La Società ha dichiarato: "La produzione del modello Y è iniziata a gennaio e le consegne sono iniziate a marzo, in notevole anticipo rispetto al programma, inoltre la nostra fabbrica di Shanghai ha continuato a raggiungere livelli record di produzione, nonostante importanti battute d'arresto”. "Consideriamo questi risultati come una chiara indicazione che la domanda di veicoli elettrici è rimasta forte per noi anche nel trimestre dello scoppio della pandemia e che la società è ben posizionata per soddisfare la crescente domanda una volta che la pandemia da COVID-19 si attenuerà". "TESLA ha anche confermato le previsioni per la consegna di 500.000 auto nel 2020, anche con il suo impianto di produzione con sede a Freemont, California, è chiuso fino al prossimo 3 maggio, per le recenti restrizioni governative. Gli analisti ritengono ottimistiche le previsioni della Società per l’anno in corso ed aggiungono che la produzione possa svilupparsi più in CINA rispetto agli States.

GILEAD SCIENCES + 7,36%. La più grande ragione per essere entusiasti della Società è il potenziale che il suo farmaco contro l’Ebola, Remdesivir, potrebbe avere nella lotta contro il COVID-19. A febbraio, il vice direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Bruce Aylward, ha dichiarato: "Al momento esiste un solo farmaco che riteniamo possa avere una reale efficacia e questo è Remdesivir". L'OMS sta avviando una sperimentazione per valutare l'efficacia di Remdesivir e di altre tre possibili opzioni di trattamento, tra cui clorochina e idrossiclorochina, che il presidente Trump ha definito un "punto di svolta" in passato. L'OMS ha iniziato ad ammettere nella sperimentazione pazienti provenienti da Norvegia e Spagna, sebbene non sia chiaro quando i risultati possano essere disponibili. Detto questo, alcuni dati clinici sull'efficacia di Remdesivir potrebbero essere disponibili già da questo mese. Scienziati cinesi hanno utilizzato il farmaco negli studi su pazienti di COVID-19 a Wuhan, e i risultati potrebbero offrire i primi segni estesi sul funzionamento del farmaco. Se il farmaco dimostrasse di essere efficace tanto da ottenere la benedizione dall'OMS, ciò potrebbe portare a una significativa crescita delle vendite per GILEAD, un'azienda che sta lottando per impedire che il suo numero di vendite diminuisca. Dal picco delle vendite per 30,4 miliardi $ nel 2016, GILEAD è scesa a soli 22,4 miliardi $ nel 2019, con un calo del 26% in tre anni. Per le aziende biotecnologiche, gran parte del loro successo può spesso dipendere dalla popolarità di un farmaco. Il farmaco per l'epatite C, Harvoni, era il farmaco di punta dell'azienda tanto da essere stato il prodotto più venduto nel 2017. Ma non è più così, e la Società è dovuta passare alla vendita di farmaci generici con un programma di prezzi più bassi della concorrenza per rimanere competitivi. Per questa ragione il farmaco Remdesivir potrebbe essere il punto di svolta per GILEAD, poiché vi è il timore che le infezioni da Coronavirus possano diventare stagionali e che questa pandemia, per quanto grave, non sia solo un problema una tantum, ma anche non fosse così e se il farmaco risultasse efficace la richiesta diventerebbe comunque significativa fino a quando il virus non dovesse scomparire per sempre e servirebbe sempre per una profilassi futura.

A gennaio, le azioni GILEAD sono state scambiate vicino ai valori minimi da sette anni ad oggi. Da allora il valore si è ripreso un pò ma viaggia ancora ad un prezzo molto modesto e c'è molto potenziale per aumentare ulteriormente. Attualmente, viene negoziato a circa 18 volte i suoi guadagni per un rapporto prezzo/utili (P/E) prossimo di 12. Questi sono multipli modesti visto che gli investitori cercano, in genere, rapporti di P/E da 15 a scendere. Anche considerando il rapporto prezzo-utili-crescita (PEG), fattori che gli analisti si aspettano da cinque anni, l’acquisto sembra ancora migliore. Un buon multiplo PEG è 1 o minore e quello di GILEAD è a 0,5 e in confronto, le società biotecnologiche come AMGEN (con un PEG di 1,3) e BIOGEN (con un PEG a 6), sembrano molto care. Attualmente, gli investitori in titoli GILEAD guadagnano un dividendo trimestrale di 0,68 $. Ciò equivale a un rendimento annuo del 3,8%, che è ben al di sopra del 2% che gli investitori guadagnano dalla media dei titoli dell’S&P 500.

PORTAFOGLIO AZIONARIO

Come riportato in precedenza, abbiamo organizzato per giovedì prossimo in webinar per poter portare alla vostra conoscenza una strategia operativa che consenta di poter, piano piano e con modeste quantità, acquistare titoli diminuendo il grado di rischio rispetto all’operatività fin qui consigliata.

VARIAZIONI IMPORTANTI SUI TITOLI DEL NASDAQ100 NELLA SCORSA SETTIMANA

Come premessa riportiamo il fatto che a causa di queste vendite forzate, i dati sono inevitabilmente fuorvianti circa la reale consistenza patrimoniale e reddituale delle Società. Pertanto non essendoci giustificativi validi preferiamo riportare solo i dati reali rivenienti dalle trimestrali economiche rilasciate dalle Società in questa settimana.

WALGREENS BOOTS ALLIANCE – 7,45%. La catena di farmacie negli Stati Uniti, ha riportato utili per il 2° trimestre 2020 pari a 1,52 $/az. su ricavi per 35,8 mld $. La stima degli analisti per gli utili era pari a 1,45 $/az. su ricavi per 35,26 mld $. Il fatturato è cresciuto del 3,7% su base annua. Stefano Pessina, vicepresidente esecutivo e CEO, ha dichiarato: "Siamo lieti di comunicare risultati del secondo trimestre che superano le nostre aspettative, con un miglioramento sequenziale del volume di prescrizioni e delle vendite al dettaglio comparabili negli Stati Uniti. Nonostante la pandemia in corso, la nostra priorità è continuare a fornire servizi, prodotti e informazioni essenziali in questo momento critico di necessità, dimostrando il nostro costante impegno nei confronti dei nostri clienti, pazienti e persone. Al momento WBA non è in grado di prevedere con precisione gli impatti futuri. La società continuerà a valutare e gestire da vicino questa situazione e fornirà ulteriori aggiornamenti nella prossima relazione sugli utili quando saranno noti in modo più dettagliato sia i potenziali effetti positivi che negativi della pandemia.

ORDINI DI ACQUISTO NUOVE POSIZIONI DELLA SETTIMANA (4/6/2020)
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Pagina a cura di SANDRO MANCINI

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