NASDAQ100 WEEKLY - L'isteria si è riversata sui mercati azionari internazionali.....ma non nel nostro Portafoglio !


SEGNALI DI ENTRATA E DI USCITA DEL MODELLO QUANTITATIVO LOMBARD PER IL TRADING SULLE AZIONI NASDAQ TIME FRAME SETTIMANALE. ESCE OGNI INIZIO SETTIMANA.

IL REPORT SI COMPONE DI SEGNALI DI ACQUISTO PER NUOVE POSIZIONI E DI AGGIORNAMENTO PER I TITOLI GIA' PRESENTI IN PORTAFOGLIO.
ASTENERSI PRIMA DI AVERE COMPRESO CON ESATTEZZA IL PROFILO DI RISCHIO E LE CARATTERISTICHE TECNICHE DEL SERVIZIO CON LA LETTURA DELLE SPIEGAZIONI POSTE NELLA DICITURA "Il Portafoglio LombardReport": (clicca qui >>>
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Le azioni hanno chiuso la loro settimana peggiore dalla crisi finanziaria dell’ottobre 2008, quando l’isteria degli investitori ha preso il sopravvento vendendo beni di ogni genere, non solo azioni, prendendo come scusante una potenziale pandemia di Coronavirus che porterebbe ad una recessione economica globale. In realtà, come riportato da diverso tempo su queste colonne, i mercati azionari erano molto tirati ed una presa di beneficio era attesa, ancor che benefica, per rafforzare la continuazione del rialzo. Ma così è solo delirio allo stato puro, hanno venduto di tutto, comprese commodities e dollari, e con che volumi ! In sole 7 sedute siamo tornati ai valori di ottobre 2019 per l’indice NASDAQ100 ed S&P500 ed addirittura agli inizi di giugno 2019 per il DOW JONES. FOLLIA !

Certo le dichiarazioni del direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesu che ha dichiarato: "Questo virus ha un potenziale pandemico, questo non è il momento della paura. Questo è il momento di agire per prevenire l'infezione e salvare ora vite umane”, hanno alimentato il panico negli investitori. Ma ragionando un po' a mente fredda è sicuro che un rallentamento dell’economia mondiale ci sarà e va bene, ma pronosticare ORA una recessione globale è assurdo, specialmente quando ancora non si hanno dati economici mondiali certi sul presente, figuriamoci nel futuro. Gli unici dati macro che possiamo riportare al momento, riguardano i PMI cinesi usciti nella notte tra venerdì e sabato che sono, ovviamente, scesi molto, come il PMI manifatturiero di Febbraio a 35.7 contro il 50 di gennaio, il PMI non-manifatturiero uscito a 29,6 contro il 54,1 di gennaio ed infine il PMI Composite uscito a 28,9 contro il 53 del mese precedente.      

Da parte nostra, sempre senza essere pessimisti ma realisti, dopo una discesa così violenta da parte degli indici, un rimbalzo potrà arrivare sicuramente ma non crediamo in un rimbalzo a “V”. Tutto dipenderà dalle notizie (preoccupanti o meno) che arriveranno dagli Stati Uniti e se davvero riusciranno a testare 10000 o più casi al giorno, come da nuove direttive del CDC (Centers for Disease Control and Prevention), immaginiamo che in brevissimo tempo ci potrebbero essere delle grandi sorprese (omettiamo di scrivere l’aggettivo) che condizioneranno ovviamente i mercati.

Riportiamo, a tal proposito, il link della conferenza stampa di venerdì del Direttore del CDC, Dott.ssa Nancy Messonnier: https://www.cdc.gov/media/releases/2020/t0228-COVID-19-update.html

Andiamo ad analizzare ora i “Numeri sconcertanti” della scorsa settimana sui tre principali indici azionari statunitensi. Iniziamo, come sempre, dall’indice che più ci interessa da vicino e che continua ad essere, in questo caso, il meno penalizzato da inizio anno: il NASDAQ100 l’unico che ha aperto sotto la M.M. a 200 e che ha chiuso le contrattazioni sopra a 8461.83 perdendo il – 10,43% portando il deficit da inizio anno al – 3,11%. A seguire l’indice S&P500 che chiudendo la settimana a 2950.22 ha perso il – 11,49% portando il deficit da inizio anno a – 8,56%. Infine l’indice peggiore, il DOW JONES che ha chiuso le contrattazioni a 25409.36 perdendo un – 12,36% che porta il deficit da inizio anno al – 10,96%. Di seguito i relativi grafici:

ORO INDEX

Ultimamente i prezzi dell'oro si sono comportati in modo un po' strano, con il metallo prezioso che a volte veniva trattato alla stessa stregua di un bene rifugio mostrando una correlazione inversa molto precisa alle discese degli indici azionari (cosa non molto positiva per le caratteristiche dell’oro in relazione alle reali disponibilità fisiche), altre volte viveva (giustamente) di luce propria aumentando il proprio valore pur in presenza di un aumento dei corsi azionari e della valuta statunitense. Tuttavia, l’isterismo degli ultimi giorni causato dal Coronavirus ha prodotto, nella giornata di venerdì, una paradossale ed ingiustificata azione di vendita nei confronti del metallo giallo, tanto da farlo precipitare di un -3,58% con punte di – 5,27% in intraday. Un simile range di prezzi non si vedeva dalla metà di novembre 2016. In una settimana siamo passati dal massimo relativo fatto registrare lunedì scorso a 1691.7 $/oz. al minimo di venerdì a 1564 $/oz. con chiusura a 1587.30 $/oz. Le motivazioni date dagli esperti del settore sono diverse e spaziano dalla risorsa scelta tra gli investitori per generare liquidità, alla copertura di asset in perdita, all’attesa degli istituzionali circa i programmi di stimoli quantitativi da parte delle banche centrali in arrivo per ulteriori acquisti.

Di seguito alcuni commenti di esperti. Brien Lundin direttore della testata Gold Newsletter ha dichiarato: "Gli investitori stanno vendendo qualsiasi cosa per generare liquidità e per la copertura debitoria e questo include anche l'oro". "Abbiamo assistito a comportamenti simili durante la crisi finanziaria del 2008, ma una volta che gli investitori hanno capito e apprezzato la portata dello stimolo della banca centrale a favore dei mercati, hanno iniziato a comprare oro tanto da far raddoppiare il valore nei mesi successivi”.

Peter Spina, presidente e amministratore delegato di GoldSeek.com ha detto a MarketWatch: "Questa è stata una settimana straordinaria nella quale il panico ha generato forti vendite in molti mercati, compresi quelli dei metalli preziosi. Negli ultimi mesi, il mercato dell'oro ha avuto una forte crescita delle posizioni nei fondi ed ora, con i mercati generali in svendita, alcuni di quei posizionamenti eccessivi vengono rimossi".

Veniamo ora alle previsioni iniziando da Goldman Sachs Group che ha aumentato il prossimo target sull'oro a 1.800 $/oz. in 12 mesi ma "nel caso in cui l'effetto del virus si diffonda al secondo trimestre, potremmo vedere l'oro a 1.800 già nei prossimi 3 mesi", dai continui cali dei rendimenti dei tassi reali e una maggiore attenzione alle elezioni statunitensi che, secondo loro, continueranno a guidare la domanda del metallo per portarlo in “paradiso”.

Brien Lundin prevede di vedere i prezzi dell'oro "molto più alti" nelle settimane e nel mese a venire. Ha dichiarato: "I programmi di stimolo in arrivo dovranno includere non solo riduzioni dei tassi ma un allentamento quantitativo più marcato rispetto all'ultimo, oltre a misure fiscali come massicci programmi di spesa pubblica". I metalli preziosi come l'oro tendono ad attrarre gli acquirenti in un clima a basso tasso di interesse.

Infine Peter Grant, vice presidente dei metalli preziosi presso Zaner Metals, ha detto: "Le transazioni fisiche in Cina e in India sono in genere condotte personalmente e prevediamo che queste transazioni aumenteranno man mano che la crisi del Coronavirus si esaurirà. Teniamo presente che questi due paesi rappresentano ogni anno circa 1.000 tonnellate di domanda”.

Riportiamo a puro livello informativo che anche i prezzi dell'argento hanno subito un duro colpo con i prezzi in calo del – 9,62% settimana/settimana chiudendo a 16,68 $/oz. Questo è stato il più grande calo percentuale settimanale da aprile 2013.

Noi propendiamo per una fase di isteria collettiva anche se, a livello grafico (quello che più ci interessa) siamo in onda 5 e potrebbe effettivamente iniziare una fase correttiva o quantomeno laterale. Quindi a livello operativo, come riportato la scorsa settimana, era da valutare l’area 1600 $/oz per acquisti moderati. Pensiamo che nessuno si sia azzardato venerdì ad acquistare sulla forza delle vendite, in ogni caso per chi lo avesse fatto, consigliamo uno STOP in area 1535 $/oz. (61,8% del ritracciamento dai massimi) valido (purtroppo per l’alta volatilità) anche in intraday, con target area 1650 $/oz., Per il resto aspettiamo che cali la volatilità per acquistare. Di seguito il grafico weekly dell’ORO INDEX:

LA POLITICA USA DI DONALD TRUMP

Per quanto riguarda la situazione del Coronavirus, il presidente Donald Trump ha dichiarato, in una conferenza stampa alla Casa Bianca mercoledì, che ritiene che il mercato azionario recupererà le sue ripide perdite di più giorni e ha affermato che i timori che un democratico possa vincere le elezioni hanno contribuito in modo sostanziale alla svendita insieme al Coronavirus. “Il mercato azionario ha certamente avuto un colpo a causa del virus e capisco che è anche a causa delle catene di approvvigionamento e di varie altre cose, ma penso che il mercato azionario si riprenderà. L’economia è molto forte. Il consumatore è più forte che mai.

Sempre durante la conferenza stampa, il presidente Donald Trump ha minimizzato il rischio di Coronavirus per gli Stati Uniti e ha sottolineato che sono state fatte azioni di successo da parte della sua amministrazione per prevenire la diffusione del COVID-19. Ha detto: "Siamo a un livello molto basso e vogliamo mantenerlo così. La diffusione della malattia negli Stati Uniti non è inevitabile sebbene siamo consapevoli che potrebbe peggiorare in modo sostanziale, ma gli Stati Uniti sono pronti a qualsiasi cosa incluso un focolaio di proporzioni maggiori”. Inoltre ha aggiunto che il vicepresidente, Mike Pence, lavorerà con i funzionari sanitari della task force del Coronavirus. In risposta a una domanda sulle recenti flessioni dei mercati azionari, Trump ha previsto che le azioni statunitensi e l'economia potrebbero resistere a qualsiasi impatto negativo derivante dall'epidemia. Ha riconosciuto la possibilità di un colpo al PIL degli Stati Uniti, ma ha criticato la politica dei tassi di interesse della Fed (della quale parleremo in seguito) e ha anche incolpato parte del sell-off azionario sui candidati alla nomina presidenziale democratica. Trump ha parlato brevemente mercoledì sera alla Casa Bianca con membri del suo staff e funzionari sanitari, come parte degli sforzi della sua amministrazione per rassicurare gli americani e Wall Street, nel timore che gli Stati Uniti siano adeguatamente preparati per affrontare il Coronavirus e la possibilità di una mortale pandemia globale. Secondo i media, i leader del Congresso hanno iniziato a lavorare mercoledì su un pacchetto di spese di emergenza più ampio, che va dai 4 agli 8,5 mld $, anche se i membri del Congresso hanno detto che i colloqui sono in fase iniziale.

Benjamin Haynes, un portavoce del CDC, ha dichiarato nel briefing quotidiano dell'agenzia: “Ad oggi, le nostre strategie di contenimento hanno avuto un grande successo. Di conseguenza, abbiamo pochissimi casi negli Stati Uniti e nessuna diffusione nella comunità. Ma man mano che sempre più paesi si diffondono nella comunità, il contenimento riuscito ai nostri confini diventa sempre più difficile. Alla fine, prevediamo che vedremo la diffusione della comunità in questo paese. Non si tratta più di sapere se questo accadrà più, ma piuttosto di sapere esattamente quando accadrà e quante persone in questo paese avranno una malattia grave”.

Venerdì, da una campagna elettorale in Carolina del Sud, nuovo attacco di Trump ai democratici che secondo lui stanno usando l’epidemia da Coronavirus come una “bufala” per danneggiare lui e la sua amministrazione. Ha detto: “I democratici stanno politicizzando il Coronavirus, questa è la loro nuova bufala”. “Siamo magnificamente organizzati con i migliori professionisti del mondo per contenere la diffusione del virus. Dobbiamo prenderlo molto, molto sul serio ... Ci stiamo preparando per il peggio. La mia amministrazione ha intrapreso le azioni più aggressive nella storia moderna per prevenire la diffusione di questa malattia negli Stati Uniti. Siamo pronti. Siamo pronti. Totalmente pronti”. “Faremo tutto ciò che è in nostro potere per impedire che l’infezione e le persone portatrici dell’infezione entrino nel nostro paese. Non abbiamo scelta, che si tratti del virus di cui stiamo parlando o di molte altre minacce alla salute pubblica, la politica democratica dei confini aperti è una minaccia diretta per la salute e il benessere di tutti gli americani”. “Loro (i democratici) hanno cercato di picchiarmi sulla Russia ma non ha funzionato troppo bene, poi hanno provato con la bufala dell’impeachment e non ha funzionato, ora…..??”

Sempre nella giornata di venerdì, a margine di una riunione alla Casa Bianca sull’evoluzione del Coronavirus e dei timori circa il futuro dell’economia a stelle e strisce, è stato chiesto al consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, non che membro della task force sul Coronavirus, su possibili opzioni per riduzioni fiscali, ha così risposto: “Abbiamo avuto molti incontri interni ma che nessuna azione è imminente. Non c'è nulla di preciso che posso segnalare. Sono stato con il Presidente l'altro giorno a parlare di una cosa o di un'altra. Ci stiamo occupando ogni giorno di una cosa alla volta e non abbiamo azioni precipitose da fare in questo momento". “Non penso che nessuno debba farsi prendere dal panico in questo momento. Continueremo il corso sulle nostre politiche”.

Infine nella giornata di sabato in una conferenza stampa sabato alla Casa Bianca, circondato da funzionari della sanità e dal vicepresidente Mike Pence, il presidente Donald Trump ha raddoppiato le sue critiche alla Federal Reserve e quella che vede come riluttanza ad abbassare i tassi di interesse in mezzo alle paure del Coronavirus e al suo potenziale impatto sull’economia americana, ha detto: “La nostra FED dovrebbe iniziare a diventare un leader e dovremmo avere i tassi di interesse più bassi. Non abbiamo i tassi di interesse più bassi. Il nostro tasso è troppo alto. Guardate la Germania, il Giappone, guardate gli altri paesi: molti di loro hanno tassi negativi e noi non siamo in quella posizione a causa della nostra FED”. “E ora abbiamo questo problema dell’epidemia. Avete visto come la Germania ha abbassato infondendo anche molti soldi nella loro economia, ma non ho sentito la nostra FED dire che anche noi dovremmo farlo”.

Trump ha spesso incolpato ciò che vede come tassi di interesse eccessivamente restrittivi imposti dalla FED per aver indebolito la forza dell’economia americana. La FED utilizza il suo tasso di prestito overnight di riferimento e altri strumenti di politica monetaria per tenere sotto controllo l’inflazione favorendo la piena occupazione. Infine ha aggiunto: “Potremmo rifinanziare il nostro debito a tassi ancora più bassi, invece la nostra FED ci sta facendo pagare di più di quanto dovremmo ed è ridicolo”.

LA POLITICA DELLA FEDERAL RESERVE

I funzionari della Federal Reserve considerano il Coronavirus una minaccia significativa per la crescita, ma la misura di ciò non è ancora nota, ha detto a metà settimana il vicepresidente Richard Clarida. Le azioni sono state vendute in modo aggressivo per paura che il virus COVID-9 rallenti l’economia cinese, il che potrebbe avere effetti sulla catena di approvvigionamento globale. I mercati si aspettano ampiamente che la Fed taglierà i tassi di interesse in risposta. Tuttavia, Clarida ha affermato: “La banca centrale è a proprio agio con la politica monetaria come è ora. La contrazione economica potrebbe estendersi al resto dell’economia globale ma è ancora troppo presto per speculare sulla dimensione o sulla persistenza di questi effetti, e se dovessero portare a un cambiamento sostanziale nelle prospettive, risponderemo di conseguenza”. Clarida ha sottolineato che l’inflazione rimane bassa e se in CINA dovesse comparire un rallentamento della domanda e una riduzione dei prezzi, la FED potrebbe prendere in considerazione il taglio dei tassi ed un programma di sostegno all’economia del Paese. Tuttavia, Clarida ha ribadito la posizione dei suoi colleghi funzionari della FED secondo cui non vedono un taglio dei tassi date le attuali condizioni. “Fino a quando le informazioni in arrivo sull’economia rimarranno sostanzialmente coerenti con questa prospettiva, l’attuale posizione della politica monetaria probabilmente rimarrà appropriata”.

Dopo queste dichiarazioni sono intervenuti altri ex-esponenti della FED tra cui l’ex governatore della FED, Kevin Warsh, intervistato dalla CNBC ha invitato i membri della FED ad “allentare” la politica monetaria ed a fare una dichiarazione prima dell’apertura del mercato asiatico della settimana entrante. Warsh ha affermato che: “I mercati stanno inviando un segnale sull’economia reale, forse potrebbero sbagliare, ma sono disposto a dare loro il beneficio del dubbio e agire ora, perché il grado del rischio si è alzato e sembra abbastanza convincente”.

Mentre L’ex presidente della Fed di Dallas dal 2005 al 2015, Richard Fisher, ha dichiarato alla CNBC di ritenere che il mercato sia diventato troppo dipendente dalla Federal Reserve in tempi di turbolenza. Ha detto: “Penso che il mercato azionario stia salendo solo perché il mercato dipende dalla grandezza della FED, la quale ha creato questa dipendenza. Gli attuali gestori hanno visto solo una strada a senso unico. Certo che sono nervosi. La domanda è: vuoi continuare su questa strada ed applicare la droga di soldi economici e abbondanti? Il denaro è già economico e abbondante”.

Infine non poteva mancare la risposta (indiretta) del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, tirato in ballo per l’ennesima volta dalle accuse del presidente Trump circa la situazione attuale sulla politica monetaria. Venerdì ha dichiarato che la banca centrale sta monitorando il Coronavirus per i rischi che pone all’economia degli Stati Uniti e ha promesso azioni se necessario: “I fondamenti dell’economia americana rimangono forti, tuttavia, il Coronavirus presenta rischi in evoluzione per l’attività economica. La Federal Reserve sta monitorando attentamente gli sviluppi e le loro implicazioni per le prospettive economiche. Utilizzeremo i nostri strumenti e agiremo in modo adeguato per sostenere l’economia”.

I mercati hanno chiesto a gran voce alla FED di intervenire con tagli ai tassi, ma la dichiarazione di Powell non ha offerto garanzie. I prezzi dei futures a partire da giovedì pomeriggio avevano una probabilità del 68% per un taglio di un quarto di punto a marzo, poi hanno indicato una probabilità quasi del 50% per un secondo taglio ad aprile e una probabilità del 74% che la mossa arrivi entro giugno. Infine, il mercato vede circa il 63,5% di possibilità di una terza riduzione a dicembre che porterebbe il tasso di prestito a breve termine di riferimento della banca centrale a un intervallo obiettivo dello 0,75% -1%.

DATI MACROECONOMICI

Il dato sulle vendite di case nuove unifamiliari in gennaio sono aumentate del 7,9% a un tasso annuale destagionalizzato di 764.000, il livello più alto da luglio 2007. Gli analisti si erano fermati ad un incremento del + 3,5% e contro il + 2,3% dato rivisto del mese precedente.

Il dato sugli ordini di beni durevoli esclusa la componente più volatile dei trasporti, in Gennaio sono aumentati del + 0,9% riportando la crescita più rapida da aprile 2018, contro il + 0,2% atteso dagli analisti e contro il + 0,1% (dato rivisto ad – 0,1%) del mese di dicembre.

Il dato ordini beni durevoli non defense ed ex-trasporti di Gennaio è cresciuta dell′1,1% dopo la caduta di dicembre a – 0,5% (dato rivisto dal – 0,9%) e dal + 0,1% atteso dagli analisti che non si aspettavano dati così alti per beni, come computer e macchinari industriali destinati a durare almeno tre anni.

Passiamo al dato preliminare annualizzato (2° lettura) sul PIL (GDP) statunitense relativo al 4° trimestre 2019 uscito a + 2,1% in linea con le attese e con la precedente rilevazione. Al momento risulta la crescita annuale più lenta in tre anni e mancando l’obiettivo di crescita dell’amministrazione Trump posto al 3% per il secondo anno consecutivo.

La spesa per consumi degli Stati Uniti è rallentata a gennaio ed il deficit commerciale delle merci si è fortemente contratto lo scorso mese, poiché sia ​​le importazioni che le esportazioni sono diminuite e potrebbero perdere ulteriore slancio a causa della rapida diffusione del Coronavirus.

Il dato PCE “core” gennaio + 0,1% contro il + 0,2% degli analisti e del mese di dicembre, che annualizzato porta il dato a + 1,6% contro il + 1,7% atteso dagli analisti e contro il + 1,5% rivisto da 1,6% del mese di dicembre.

Il dato sulle spese personali di gennaio 0,2% contro il + 0,3% delle attese degli analisti e il + 0,4% rivisto da 0,3% del mese di dicembre

Il dato sul reddito personale di gennaio 0,6% contro il + 0,3% delle attese degli analisti e contro il + 0,1% rivisto da 0,2% di dicembre.

Da questi ultimi dati si evince che il consumatore USA è diventato più oculato, guadagna un po' di più, risparmia di più ed ovviamente riduce la spesa.

Il dato sull’indice del sentimento dei consumatori del Michigan di febbraio è aumentato ad un massimo da due anni ad oggi uscendo a 101 punti contro i 100.9 del mese di gennaio e delle attese degli analisti.

Il dato dell’indice degli acquisti dei manager di Chicago di febbraio è salito di 6,1 punti dal mese precedente arrivando a 49 contro i 45,9 punti attesi dagli analisti.

Il dato sulla bilancia commerciale di gennaio si è contratto del 4,6% a 65.5 mld $ contro i 68.67 mld $ dato rivisto da 68.63 mld $ del mese di dicembre.

FOCUS SU TITOLI

GILEAD SCIENCES – INV.%. In settimana il titolo è arrivato a guadagnare fino al + 13,17% dopo che la Società ha dichiarato che il suo farmaco “remdesivir” sarà testato su circa 1.000 pazienti in Asia con sintomi sia moderati che gravi del Coronavirus focalizzato sulla respirazione, che riceveranno dosi variabili di “remdesivir” nell'ambito di uno studio di Fase 3. All'inizio di questa settimana, l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato: “remdesivir potrebbe essere l'unico farmaco in questo momento che riteniamo possa avere una reale efficacia nel trattamento della malattia”, in rapida diffusione, che ha infettato almeno 81.000 in tutto il mondo e causato almeno 2.800 decessi. All'inizio di questo mese, i medici statunitensi che hanno utilizzato il trattamento sul primo caso domestico della malattia. Il trattamento, che non è stato ancora approvato da alcuna autorità medica, ha portato GILEAD, in risposta ad un articolo pubblicato dal New England Journal of Medicine che ha descritto come motivi "compassionevoli" solo per vedere i sintomi simili alla polmonite del paziente successivamente migliorare, a dichiarare: "L'obiettivo principale di GILEAD è determinare rapidamente la sicurezza e l'efficacia di “remdesivir” come potenziale trattamento per COVID-19, e questa serie di studi complementari ci aiuteranno a fornirci una gamma più ampia di dati a livello globale sul profilo del farmaco in un breve lasso di tempo", ha dichiarato Merdad Parsey, Chief Medical Officer." La velocità con cui “remdesivir” è passata allo sviluppo clinico di questo Coronavirus riflette la necessità urgente di opzioni terapeutiche e l'impegno condiviso di industria, governi, organizzazioni sanitarie globali e operatori sanitari di rispondere a questa pubblica minaccia per la salute, con la massima urgenza”. Inoltre la Società sta discutendo con la biotecnologia oncologica FORTY SEVEN su una possibile acquisizione o partnership. Secondo il report di Bloomberg, nessun accordo è stato finalizzato e FORTY SEVEN ha ricevuto interesse anche da altre Società del settore.

FORTY SEVEN sta lavorando a terapie per inibire la via di segnalazione della proteina CD47, che le cellule tumorali usano per indurre il sistema immunitario a ignorarle. Il suo farmaco anticorpale principale, magrolimab, ha attirato molta attenzione dagli investitori a dicembre dopo che la società ha annunciato di aver visto tassi di risposta promettenti in uno studio clinico in fase iniziale che lo ha testato in combinazione con la chemioterapia in pazienti con sindrome mielodisplastica (MDS) e acuta leucemia mieloide.

MICROSOFT – 9,28%. La Società si unisce ad APPLE nell’avvertire che le interruzioni della fornitura in CINA colpiranno le attuali previsioni di vendita nel trimestre in corso nel quale i lavoratori e le fabbriche torneranno lentamente a piena capacità a seguito dell'epidemia di Coronavirus. I valori azionari sono scesi dopo che il colosso della tecnologia aveva avvertito gli investitori che non avrebbero rispettato le previsioni dei ricavi per la sua divisione Window OEM e Surface a causa di interruzioni della catena di approvvigionamento collegate alla situazione epidemiologica. MICROSOFT ha dichiarato che la previsione precedente, emessa il 29 gennaio u.s. era più alta, per un fatturato compreso tra 10,75 e 11,15 mld $ dalla divisione, che chiama "More Personal Computing" ed è ora improbabile che venga soddisfatta dichiarando di vedere ancora ricavi per i cloud intelligenti nella regione tra 11,85 e 12,05 mld $.

In una nota la società ha dichiarato: "Anche se vediamo una forte domanda di Windows in linea con le nostre aspettative, la catena di approvvigionamento sta tornando alle normali operazioni a un ritmo più lento di quanto previsto al momento della nostra pubblicazione sui dati economici del secondo trimestre, di conseguenza, per il terzo trimestre dell'anno fiscale 2020, non prevediamo di soddisfare le nostre indicazioni sul segmento “More Personal Computing” poiché Windows OEM e Surface subiscono un impatto più negativo di quanto precedentemente previsto. Tutti gli altri componenti della nostra “guidance” per il Q3 rimangono invariati. Con l'evoluzione delle condizioni, MICROSOFT agirà per garantire la salute e la sicurezza dei nostri dipendenti (permettendo ai dipendenti che lavorano in Cina di rimanere a casa), clienti e partner durante questo difficile periodo continuando, inoltre, a collaborare con le autorità sanitarie locali e globali per fornire ulteriore assistenza".

PORTAFOGLIO AZIONARIO

Tanto tuonò….che piovve !! Impossibile resistere a tanto panico, anche se io l’ho già definita isteria. L’importante è che NOI non siamo andati in panico in quanto gli STOP ci hanno salvato anche questa volta. 4 STOP su CDW, STARBUCKS, WALGREENS BOOTS e BOOKING, ma solo quest’ultimo lo definirei “doloroso” in quanto arrivato a ca. 0,50% dal target 100%. Ma non importa, abbiamo guadagnato tanto da poterci permettere queste perdite. In settimana abbiamo ricevuto alcune mail e telefonate da parte di abbonati che manifestavano la voglia di mantenere “botta” senza vendere. GIAMMAI !!!!! La disciplina è alla base di tutta l’operatività ed il sistema ha continuato a dare prova di robustezza. Il mercato è aperto tutto l’anno. Intanto aspettiamo che si calmino le acque e scenda la volatilità, poi vedremo. Alla prossima. 

VARIAZIONI IMPORTANTI SUI TITOLI DEL NASDAQ100 NELLA SCORSA SETTIMANA

AMERICAN AIRLINES – 31,52%. Le azioni delle compagnie aeree, tra le quali anche quelle di UNITED CONTINENTAL (- 21,05%), sono crollate dopo un report dell'International Air Transport Association (IATA) secondo cui l'epidemia di Coronavirus potrebbe costare ai vettori aerei nella regione Asia-Pacifico 29 mld $ di minori ricavi nel 2020, dei quali 12,8 mld $ solo nel mercato interno cinese. AMERICAN AIRLINES e UNITED CONTINENTAL che sono tra le compagnie aeree leader dei viaggi in ASIA hanno sospeso i voli per queste destinazioni.

ALIGN TECHNO – 16,10%. La Società che progetta, produce e commercializza macchinari e sistemi di terapia utilizzati in odontoiatria, ha annunciato il lancio dello strumento di visualizzazione "In-Face" ClinCheck per il sistema Invisalign Go, l'innovativo sistema di movimento dentale di Align progettato per i dentisti generici. Nell’ultima conferenza sui dati economici societari è stato dichiarato che la liquidità era in netto aumento, così come il riacquisto di azioni proprie, riportando una “guidance” per il trimestre in corso di un aumento dei ricavi pari ad un + 12/15% ed utili tra 1,19 e 1,28 $/az. Ma nonostante ciò, gli analisti si aspettano di più, utili pari a 1,44 $/az. su ricavi per 659 mln $.

BOOKING HOLD – 12,08 %. La società leader nei servizi di prenotazione di compagnie aeree e di ristoranti, ha registrato utili e ricavi nel quarto trimestre 2019 superiori alle attese. Ma ha anche avvertito che il Coronavirus avrebbe danneggiato i ricavi del primo trimestre 2020. Ha registrato utili rettificati del 4° trimestre 2019 pari a 23,30 $/az. su ricavi di 3,34 mld $. La stima degli analisti per gli utili era pari a 22,04 $/az. su ricavi di $ 3,28 mld $. Il fatturato è cresciuto del 3,9% su base annua. La società ha dichiarato di aspettarsi guadagni nel primo trimestre tra i 9,05 e i 9,65 $/az. su ricavi tra 2,64 miliardi e 2,75 mld $. L'attuale stima degli analisti per gli utili è pari a 11,66 $/az. su ricavi per 2,98 mld $. per il trimestre conclusosi il 31 marzo 2020. Allo stesso tempo, la società ha avvertito gli investitori e gli analisti che: "le aspettative del primo trimestre 2020 si basano sulle tendenze osservate finora nel trimestre e considerano il continuo impatto negativo del Coronavirus e non è possibile prevedere dove e fino a quando i nuovi focolai di Coronavirus impattino su viaggi e prenotazioni alberghiere".

CISCO SYSTEMS – 13,74%. Il gigante delle apparecchiature di rete, come molte aziende tecnologiche, ha iniziato una nuova serie di licenziamenti poiché si trova ad affrontare un'economia globale incerta. CISCO ha dichiarato al Wall Street Journal che i licenziamenti erano "parte di un processo in corso di allineamento dei nostri investimenti e risorse per soddisfare le esigenze in evoluzione dei nostri clienti e partner". La società, che conta circa 75.000 dipendenti, non ha rivelato come sono stati tagliati i lavori o in quali divisioni sono stati effettuati i licenziamenti.

EXPEDIA – 17,90%. La società di viaggi online ha dichiarato che taglierà circa 3.000 posti di lavoro questa settimana come parte del suo piano per semplificare un'organizzazione "ampia". Il report rileva che i tagli non sono collegati al potenziale impatto del Coronavirus ma riflettono piuttosto l'incertezza sulla sua prospettiva di profitto. Gli analisti hanno rivisto in calo il prezzo obiettivo delle azioni.

FOX CORP – 14,59%. La Società che la scorsa settimana era stata premiata dal mercato, dopo l’annuncio di un possibile accordo di acquisto pari a 500 mln $ della piattaforma TUBI che fornisce un servizio in streaming di programmi tv e film, in questa settimana ha perso, senza motivo, tutto ciò che di buono aveva guadagnato nella scorsa. Anzi proprio in settimana è uscita la notizia secondo la quale FOX New Channel ha raccolto per il 44° mese consecutivo più spettatori mensili, secondo un report di Nielsen Media Research, con in testa la copertura del discorso allo Stato dell’Unione del Presidente Trump che ha raccolto 11.684.000 spettatori.

LULULEMON – 15,04%. La Società di abbigliamento sportivo di Vancouver ha riportato che alcuni dei suoi 38 negozi in Cina, la maggior parte dei quali era stata chiusa dal 3 febbraio a causa del micidiale Coronavirus, stanno di nuovo operando con un programma ridotto. L’AD, Calvin McDonald, in una nota ha dichiarato: “La sicurezza della nostra gente è la nostra massima priorità e stiamo adeguando le operazioni del negozio in base alle raccomandazioni delle autorità locali. Nonostante l'attuale interruzione del nostro crescente business in CINA, restiamo fiduciosi nelle opportunità a lungo termine che questo mercato offre a LULULEMON”.

MICROCHIP – 13,67%. La Società che sviluppa, produce e vende semiconduttori ha annunciato che fornirà un aggiornamento aziendale del trimestre attuale, lunedì 2 marzo, dopo la chiusura del mercato. Questo aggiornamento includerà una teleconferenza. Inoltre, la società ha annunciato che non parteciperà ad alcuna conferenza degli investitori per il resto del trimestre, a causa delle restrizioni di viaggio associate al Coronavirus.

MERCADOLIBRE – 16,25%. L’AD di MercadoLibre Messico, David Geisen, ha dichiarato in un’intervista a Reuters: “di aumentare i suoi investimenti nel mercato in più rapida crescita, quello messicano, per 420 mln $ nel 2020. MERCADOLIBRE concentrerà le sue spese in logistica, finanza servizi e ampliando i propri marchi e prodotti.

MYLAN – 17,72%. La società farmaceutica ha registrato guadagni nel 4° trimestre 2019 pari a 1,40 $/az. su ricavi per 3,19 mld $. La stima degli analisti per gli utili era pari a 1,28 $/az. su ricavi per 3,23 mld $. Il fatturato è cresciuto del 3,7% su base annua. La società ha dichiarato di aspettarsi ricavi per il 2020 tra 11,50 e 12,50 mld $. L'attuale stima del consensus è per ricavi di 11,96 mld $. Il CEO di Mylan, Heather Bresch, ha dichiarato: "I risultati dell'anno e del quarto trimestre 2019 di Mylan dimostrano la durabilità e la forza del modello di business che abbiamo creato, nonché il nostro costante impegno a lungo termine per espandere l'accesso alla medicina. Il nostro modello continua a essere nella posizione migliore per resistere alle tendenze negative che incidono sul settore e ci ha permesso di realizzare tutte le metriche chiave che ci siamo prefissati di raggiungere nel 2019, inclusi i ricavi totali, i ricavi derivanti dal lancio di nuovi prodotti e sia il flusso di cassa corretto sia l'EPS”. Nonostante tutto ciò il valore titolo è crollato.

REGENERON + 10,27%. La Società farmaceutica ha riportato in settimana una valanga di attestati di acquisto con prezzo obiettivo sopra i 500 $/az. da parte degli analisti dopo che l'American Society of Retina Specialists ha inviato ai suoi membri un aggiornamento clinico sul rischio di grave infiammazione intraoculare attiva con il farmaco “Beovu” di Novartis, principale concorrente al farmaco “Eylea” di REGENERON che non presenta tali patologie.

TESLA – 25,86%. Questa è la cartina di tornasole delle valutazioni pazzesche di questa Società che capitalizza in Borsa più dei colossi mondiali Volkswagen e Toyota. E’ bastata la notizia che le immatricolazioni di nuove auto TESLA in CINA siano precipitate di quasi la metà a gennaio, con le vacanze di Capodanno lunare e l'epidemia di Coronavirus che tengono lontani gli acquirenti, che il titolo è crollato. A ciò si sono aggiunti i declassamenti dei prezzi obiettivi delle case di investimento di Jeffries e Morgan Stanley a completare l’opera.

WESTERN DIGITAL – 17,05%. La Società ha annunciato che la sua controllata Western Digital Technologies ha stipulato un accordo definitivo per vendere la sua attività “ActiveScale” a Quantum. In base all'accordo, Quantum acquisirà l'intera linea di prodotti ActiveScale di Western Digital. La transazione dovrebbe concludersi entro la fine di questo trimestre, il 31 marzo, subordinatamente al soddisfacimento delle consuete condizioni di chiusura. I termini finanziari della transazione non sono stati resi noti. Questa vendita ha fatto aumentare il prezzo obiettivo delle azioni fino a 85$/az. da parte degli analisti. Ed il titolo crolla a 55,56 $/az. Misteri !

WYNN RESORT – 15,61%. La società proprietaria di resort e casinò non poteva sottrarsi al clima di sfiducia dei consumatori che a causa del Coronavirus hanno tutto in mente fuor che di viaggiare e divertirsi specialmente nei possedimenti a Macao.

Pagina a cura di SANDRO MANCINI

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