NASDAQ100 WEEKLY - Altra settimana nefasta per gli indici azionari USA ! Un bottom vò cercando !


SEGNALI DI ENTRATA E DI USCITA DEL MODELLO QUANTITATIVO LOMBARD PER IL TRADING SULLE AZIONI NASDAQ TIME FRAME SETTIMANALE. ESCE OGNI INIZIO SETTIMANA.

IL REPORT SI COMPONE DI SEGNALI DI ACQUISTO PER NUOVE POSIZIONI E DI AGGIORNAMENTO PER I TITOLI GIA' PRESENTI IN PORTAFOGLIO.
ASTENERSI PRIMA DI AVERE COMPRESO CON ESATTEZZA IL PROFILO DI RISCHIO E LE CARATTERISTICHE TECNICHE DEL SERVIZIO CON LA LETTURA DELLE SPIEGAZIONI POSTE NELLA DICITURA "Il Portafoglio LombardReport": (clicca qui >>>
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VALANGHE DI DOLLARI SUI MERCATI, AMERICANO ED INTERNAZIONALE. MA NON BASTERANNO FINO A QUANDO I CONTAGI NON INIZIERANNO A DIMINUIRE !

La FED al pacchetto da 1,5 trilioni di dollari (tra pronti contro termine, acquisto di Treasurys, finanziamenti alle aziende e acquisti di obbligazioni municipali), aggiunge un altro trilione di $ per operazioni di pronti contro termine su base giornaliera almeno fino a fine mese.

Mentre i due rami del Parlamento stanno mettendo in atto un programma fiscale da oltre 1,3 trilioni di dollari in spese. Tra le voci, sgravi fiscali da 1.200 $ per i single e 2.400 $ per le coppie sposate, 208 miliardi $ di prestiti per le piccole imprese, 150 miliardi $ per altre aree in difficoltà dell'economia, 58 miliardi $ per il settore delle compagnie aeree (anche se su questo punto c’è da chiarire un passaggio sul quale approfondiremo in seguito). Questo programma dovrebbe essere approvato dai legislatori già lunedì prossimo, almeno così auspica il segretario al Tesoro, Steve Mnuchin, nella sua dichiarazione domenicale: “Lavorando con la Federal Reserve, avremo fino a 4 trilioni $ di liquidità che possiamo usare per sostenere l'economia. Questi programmi di prestito su larga scala servono per aiutare le piccole e grandi imprese a superare i prossimi 90-120 giorni. Possiamo sfruttare il nostro capitale azionario lavorando con la Federal Reserve”. "Ma dobbiamo votarlo lunedì. Il pubblico americano ha bisogno di noi per andare avanti, il nostro obiettivo è far approvare la legislazione dal Congresso lunedì per farlo firmare subito dopo dal Presidente”.

Nonostante ciò e nonostante i recenti tagli dei tassi di interesse i rendimenti dei titoli del Tesoro a 10 anni, che sono rimasti molto al di sopra dell'1,1% per gran parte di questa settimana, sono saliti allo 0,97% nella giornata di venerdì, mentre il Dollar Index, che replica il biglietto verde contro un paniere di sei valute globali (Euro, Sterlina, Franco Svizzero, ecc.), è sceso dello 0,63% a 102.13. Dal 9 marzo, quando ha toccato il punto più basso del 2020, il biglietto verde è aumentato di oltre il 7% rispetto al paniere e questa forte domanda da parte di altri Paesi del mondo ha creato una crisi di liquidità, essenzialmente una carenza di dollari. Ciò potrebbe ulteriormente perturbare i mercati finanziari globali, per questo motivo la Federal Reserve ad inizio settimana si è mossa tempestivamente per il lancio di nuovi prestiti in dollari, noti come linee di scambio (in gergo “swap”), con cinque principali banche centrali e un'espansione del programma con altre nove banche centrali e nella giornata di venerdì ha annunciato ulteriori piani per aumentare la frequenza degli scambi di dollari con la Bank of Canada, la Bank of England, la Bank of Japan, la Banca centrale europea e la Banca nazionale svizzera. Gli accordi saranno ora tutti i giorni - a differenza del solo settimanale - a partire da lunedì e dureranno almeno fino alla fine di aprile.

Sicuramente la forza del dollaro renderà meno competitivi i beni destinati all’esportazione creando un ulteriore problema alle gigantesche società multinazionali statunitensi che già lottano per la bassa domanda dall'estero a causa della pandemia.

Diamo ora il consueto sguardo ai tre principali indici azionari statunitensi. Siamo alla ricerca di una fase di rimbalzo seria (non il mini-rimbalzo di inizi marzo) ma, sembra strano, che dal 12 febbraio scorso l’indice 'S&P 500 non chiude positivo per 2 sedute di seguito. Sembrava che la giornata di venerdì scorso portasse ad interrompere questa serie, invece la pessima chiusura non solo disegna un doppio minimo, ma il futures ha addirittura rotto all’ingiù il precedente minimo. Quindi dobbiamo ancora attendere il formarsi di una base dalla quale poter auspicare un rimbalzo. Ora i mercati sono molto tirati (questa volta all’ingiù) quindi pensiamo che non dovremmo attendere molto, fermo restando che il “bear market” continuerà con l’uscita delle prossime trimestrali (anche se già parzialmente prezzato).

“Numeri”: iniziamo dall’indice che più ci interessa da vicino e che continua ad essere il meno penalizzato da inizio anno: il NASDAQ100 che ha chiuso le contrattazioni a 6994.29 perdendo il – 12,52% portando il deficit da inizio anno al – 19,91%. A seguire l’indice S&P500 che chiudendo la settimana a 2304.92 ha perso il – 14,98% portando il deficit da inizio anno a – 28,66%. Infine il DOW JONES che ha chiuso le contrattazioni a 19173.98 perdendo il – 17,30% che porta il deficit da inizio anno al – 32,81%. Di seguito i relativi grafici:

ORO INDEX

Altra settimana da incorniciare (si fa per dire) per l’ORO che è andato a toccare il doppio minimo fatto registrare a novembre 2020 in area 1450 $/oz. per poi rimbalzare un pò chiudendo a 1501,01 $/oz. che porta ad una perdita settimanale del – 1,82% e del - 1,24% dall’inizio dell’anno. A livello operativo abbiamo fatto bene a rimanere alla finestra. Per la sindrome da vendite compulsive (non acquisti o oniomania) che hanno determinato questo alto grado di volatilità, non c’era altro da fare. In altri tempi staremmo a festeggiare il raggiungimento dei 2000 $/oz. Di seguito il grafico weekly dell’ORO INDEX:

LA POLITICA USA DI DONALD TRUMP

La Casa Bianca e il Congresso stanno esaminando i dettagli di un pacchetto di stimoli che dovrebbe superare 1,3 trilioni di dollari in spese. Il presidente Donald Trump ha detto giovedì che prenderà in considerazione la possibilità che il governo federale prenda quote azionarie in società che accettano aiuti federali in un piano di salvataggio finalizzato a ridurre l’impatto economico derivante dall’allargamento del Coronavirus. Inoltre ha detto che non si opporrà a bloccare le società che ricevendo i finanziamenti federali ne approfitteranno per il riacquisto di azioni proprie. Quando gli è stato chiesto da un giornalista se supporta il governo nel prendere una partecipazione azionaria in alcune società, ha risposto: “Sì. Le società chiedono soldi, in alcuni casi non per colpa loro, ma in alcuni casi hanno fatto cose sbagliate nel corso degli anni, incluso il riacquisto di azioni”. “Non sono mai contento del riacquisto di azioni, ma è anche difficile impedire alle aziende di effettuarli. È molto difficile dire loro di non farlo, ma io direi loro di non farlo, direi che non mi piace”.

Tali riacquisti utilizzano denaro che le aziende dovrebbero utilizzare invece per altri scopi: spese in conto capitale, rimborso del debito o investimenti in lavoratori. Alcuni legislatori democratici hanno criticato un’ondata di riacquisti di azioni annunciati dopo le riduzioni fiscali repubblicane del 2017. Il leader democratico del senato, Chuck Schumer, ha affermato: “Non faremo alcun salvataggio se i fondi non andranno a beneficio dei lavoratori. I soldi vanno a lavoratori, impiegati e nessun riacquisto di azioni”. È improbabile che una partecipazione azionaria sia la forma preferita di sollievo delle società. La mossa è spesso diluitiva per gli azionisti e offre al governo una maggiore capacità di controllare una società.

Venerdì il presidente Donald Trump ha dichiarato che utilizzerà il Defence Production Act in risposta alla mortale pandemia di Coronavirus. Il Defence Production Act, una mossa che l’amministrazione stava meditando da settimane, conferisce al governo degli Stati Uniti un’autorità significativa nel campo della difesa nazionale. Invocandolo, il presidente può costringere le società americane a sospendere i loro normali programmi di produzione e iniziare a produrre materiali specifici necessari in tempo di crisi. In questo caso, l’amministrazione può collaborare con le aziende per accelerare la produzione di dispositivi di protezione necessari per gli operatori sanitari in prima linea nella crisi, poiché ospedali, negozi e centri di test avvertono che stanno riscontrando carenze in maschere mediche, ventilatori, guanti, tamponi di test e altre attrezzature essenziali.

Per quanto riguarda la campagna per le presidenziali 2020, il candidato democratico Joe Binden, ha vinto anche in altri 3 Stati, in Florida, Illinois e Arizona, ampliando così il vantaggio dei delegati a suo favore nei confronti dell’avversario Bernie Sanders che, a sua volta, ha detto che valuterà la sua campagna in virtù dello STOP di 3 settimane imposto dal Coronavirus e dalle recenti sconfitte. Dall’altro versante politico, dal 4 febbraio scorso, secondo i sondaggi probabilmente l’apice della presidenza di Donald Trump, ora quasi tutto è sparito.

In poco più di un mese, tre pilastri su cui si fonda la sua tesi sulla rielezione sono tutti crollati:

1) la forte economia che Trump ha pianificato di portare avanti;

2) la campagna di Sanders su cui Trump aveva pianificato di correre;

3) l’approccio “noi contro di loro” a Washington e al governo federale, su cui Trump ha costruito il suo marchio politico.

1 bis) Mercoledì scorso, il Dow è sceso al di sotto del livello chiuso il 19 gennaio 2017, il giorno prima che Trump entrasse in carica promettendo di “rendere di nuovo ricca l’America”.

2 bis) Sanders e l’estrema sinistra che avevano promesso di costruire un nuovo Paese non sono riusciti a conquistare gli elettori primari democratici. Che, invece, sono pronti a nominare un moderato, ma esperto, come Joe Biden, per contrastare Trump alle prossime elezioni autunnali.

3 bis) La crisi Coronavirus ha rivelato un Trump che non è ben preparato e non è un gran lavoratore. Gli elettori ricorderanno che Trump era completamente addormentato e ha persino trasmesso informazioni fuorvianti e false”. I sondaggi stanno dimostrando che gli elettori hanno più fiducia nel governo federale nel suo complesso, rispetto al presidente. Un recente sondaggio della NBC/Wall Street Journal ha rilevato che il 62% degli intervistati ha fiducia nel governo federale per gestire la crisi del Coronavirus, rispetto al 48% che ha affermato di avere fiducia in Trump.

LA CINA

Il presidente Xi Jinping, che pochi giorni fa sembrava essere stato messo alle corde da questo patogeno assassino, sembra aver rovesciato la situazione sulla malattia, i suoi critici e i suoi avversari ideologici. Alcuni inizialmente pensavano che il virus potesse addirittura costargli la carica.

Invece, la Repubblica popolare cinese sta rapidamente sfruttando la sua posizione di essere il primo paese ad emergere dal peggio del Coronavirus anche se, a dire il vero, con danni ancora incalcolabili alla crescita, alla produzione industriale e al suo ruolo nelle catene di approvvigionamento globali.

Eppure, con una velocità da capogiro, il presidente Xi sta facendo riemergere la sua economia in stallo con stimoli fiscali e sta spingendo verso la ricerca e la produzione di nuove tecnologie. Sta intensificando una campagna pubblicitaria nazionale e internazionale, sottolineando il suo trionfo sul virus e indossando la veste del campione globale che lavora per proteggere gli altri.

Allo stesso tempo, le autorità cinesi stanno prendendo di mira gli Stati Uniti facilitando (o spingendo) l’uscita dei loro migliori giornalisti fuori da Pechino, corteggiando gli alleati americani di Tokyo e Roma in una causa comune e contrastando il suo approccio forse draconiano al Coronavirus con quello del presidente Trump.

Non mancano gli osanna da parte dei media cinesi ad iniziare dal People’s Daily, il portavoce del partito comunista che ha scritto: “La CINA è in grado di mettere insieme l’immaginazione e il coraggio necessari per gestire il virus, mentre gli Stati Uniti lottano”. L’agenzia di stampa Xinhua ha affermato che nella gestione della crisi il Presidente Xi ha dimostrato il suo “cuore puro ed onesto come quello di un neonato”.

Anche se la notizia è passata in secondo piano, la CINA sarebbe in grado di tenere il passo con i suoi impegni relativi agli accordi commerciali di "Fase 1", e le tensioni si sono in qualche modo allentate ora che Pechino ha fatto il suo primo acquisto previsto di prodotti agricoli statunitensi.

LA CINA ACQUISTA 756.000 TONNELLATE METRICHE DI MAIS USA, PRIMO ACQUISTO UFFICIALE DELL’ACCORDO COMMERCIALE DI “FASE 1”.

Nel contempo l'USTR ha concesso nelle ultime settimane l’esclusione di dazi per alcuni prodotti medici dalla CINA, tra cui maschere mediche, guanti monouso e salviette antisettiche (Gran bello sforzo!!).

LA POLITICA DELLA FEDERAL RESERVE

Sia nella giornata di lunedì che in quella di martedì della scorsa settimana, la Federal Reserve, a supporto di finanziamenti bancari a breve termine, ha istituito due operazioni di pronti contro termine da 500 miliardi $ per l’intensificarsi delle pressioni finanziarie. Il trading desk di New York della banca centrale ha mirato a reprimere le interruzioni nei mercati di finanziamento overnight in cui le banche riescono ad ottenere capitale operativo.

Quest’ultima mossa si aggiunge a $ 1,5 trilioni annunciati la scorsa settimana. Il programma di pronti contro termine coinvolge banche che inviano garanzie di alta qualità per le riserve utilizzate per operare. L’offerta minima per le operazioni di pronti contro termine è stata dello 0,1%. Le operazioni di pronti contro termine seguono altre misure di liquidità della FED volte a indurre le banche a far circolare il denaro nell’economia.

Sempre nella giornata di martedì la Federal Reserve ha detto che sta fornendo aiuto alle aziende che hanno difficoltà a ottenere i finanziamenti a breve termine di cui hanno bisogno per operare. La banca ha annunciato una speciale linea di credito per l’acquisto di debito aziendale da emittenti che hanno avuto difficoltà a trovare acquirenti sul mercato aperto. Il debito aziendale prevede prestiti a breve termine non garantiti, essenziali per i finanziamenti alle imprese. Randall Kroszner, ex governatore della Fed ha dichiarato: “Questo è un mercato cruciale per l’assunzione di prestiti a breve termine da parte delle aziende e se non si ottiene questo prestito a breve termine, non è possibile ottenere pagamenti, non è possibile pagare i dipendenti, non è possibile pagare i clienti, se questo si blocca, è un vero problema”. Da ricordare che il mercato si era bloccato durante la crisi finanziaria del 2008 e la FED non è riuscita a trovare un modo per far ripartire le operazioni.

La FED sta lanciando tutta la sua potenza di fuoco sui mercati, eppure i tassi di interesse continuano a salire, un segnale preoccupante quando l’economia sembra destinata a rallentare drasticamente. In periodi di stress, i tassi nel mercato del Tesoro, che si muovono di fronte al prezzo, di solito diminuiscono. L’aumento dei tassi potrebbe aumentare i costi di prestito per tutti i tipi di prestiti per imprese e privati. I mercati del credito e dei tassi sono anche l’obiettivo diretto dei programmi di stimolo della FED. Alcuni economisti hanno dichiarato: “Certamente, i rendimenti sono in contrasto con i desideri della Fed. Stanno cercando di ridurre i tassi a zero lungo la curva con i Fed Funds ma, al momento, non funziona”.

La Federal Reserve ha annunciato venerdì che estenderà il suo programma di acquisto di attività in obbligazioni municipali “munis” a breve termine. Finora, la banca centrale ha limitato i suoi sforzi a Treasurys e titoli garantiti da ipoteca nel tentativo di mantenere il flusso di liquidità attraverso il sistema e stabilizzare i mercati del credito.

Tuttavia, le continue interruzioni nei mercati del debito pubblico e locale hanno spinto la Fed a intraprendere ulteriori azioni nei suoi sforzi per combattere gli effetti del Coronavirus. Il mercato dei “munis” settimana è quasi crollato, con pochi disposti a intervenire e acquistare il debito pubblico nell’incertezza del clima attuale.

In una dichiarazione, la FED ha affermato che la mossa è “migliorare la liquidità e il funzionamento dei mercati monetari statali e municipali cruciali”. Il programma funzionerà attraverso lo strumento di liquidità del fondo comune di investimento del mercato monetario annunciato all’inizio di questa settimana e offre un’espansione di quello che era stato un programma dell’era della crisi finanziaria che autorizzava acquisti di altre attività. L’operazione in “munis” è qualcosa che non è accaduto durante le precedenti crisi.

Tutte queste manovre da parte della FED, anche temporalmente improvvise (al di fuori delle consuete riunioni del FOMC), sembra siano state dovute ad altre situazioni potenzialmente devastanti. Vi posto il link di un articolo di “zerohedge”, giusto per rendervi partecipe del fatto che spesso (quasi sempre, per noi), le verità possano essere altre:

 https://www.newsletter.zerohedge.com/click.html?x=a62e&lc=CI4&mc=c&s=6Qk&u=v&y=6&z=YYtjO0w&

DATI MACROECONOMICI

Riportiamo per dovere di cronaca i dati macro usciti in settimana anche se non molto significativi rispetto alla realtà. I dati delle settimane prossime evidenzieranno i veri impatti del Coronavirus sull’economia a stelle e strisce.

Le vendite al dettaglio del Control Group (cioè al netto delle componenti volatili come auto, distributori di benzina, materiali da costruzione, ecc.) di febbraio sono diminuite dello 0,4% rispetto al mese di gennaio ed alle attese degli analisti, portandosi allo 0% indicando che il settore dei consumi stava rallentando anche prima che il coronavirus colpisse con forza negli Stati Uniti.

Rimbalza il dato sulla Produzione industriale di febbraio è aumentato al +0,6%, rispetto al – 0,5% del precedente mese (la previsione era +0,4%).

Il dato regionale sull’attività manifatturiera elaborato dalla Fed di Philadelphia ha fatto segnare una forte contrazione nel mese corrente. L’indice di marzo si è attestato a -12,7 punti, contro il dato degli analisti posta a 8 punti e nettamente minore del mese precedente che era risultato pari a 36,7 punti.

L’improvviso picco del 33% delle richieste di disoccupazione settimanali a 281.000 contro le 211.000 della settimana precedente e dalle 220.000 attese dagli economisti è solo l’inizio di un forte aumento delle richieste di sussidi da parte di lavoratori disoccupati, poiché i licenziamenti iniziano ad aumentare in tutto il paese a causa della pandemia di coronavirus. Si prevedono per la prossima settimana richieste che potrebbero raggiungere i 2 milioni di persone.

Gli economisti ora prevedono che il tasso di disoccupazione salirà drasticamente e forse raddoppierà il livello del 3,5% di febbraio. Il salto percentuale delle richieste di giovedì è stato il più alto di sempre, a parte i picchi temporanei durante le catastrofi naturali come gli uragani (ndr. Uragano Irma il 2 settembre 2017).

Vendite di case esistenti di Febbraio Il mercato immobiliare primaverile stava per diventare il più forte in oltre un decennio, ma probabilmente si ridurrà drasticamente verso il basso, mentre l’economia si arresta di fronte al coronavirus. Le vendite di case esistenti a febbraio sono aumentate a 5,77 milioni di unità contro le 5,5 milioni del mese precedente, portando il tasso annuale destagionalizzato ad un + 6,5% contro lo 0,7% del mese scorso. Questo è il ritmo mensile più alto in 13 anni.

FOCUS SU TITOLI

FACEBOOK – 12,06%. Nelle ultime cinque settimane il mercato ha venduto i titoli della società in risposta alla crisi del Coronavirus, facendo scendere il prezzo delle azioni di oltre il 30%. Sebbene vi sia un'enorme incertezza sull'impatto del Coronavirus sull'economia globale, FACEBOOK è ben posizionato non solo per affrontare questa tempesta, ma potrebbe effettivamente emergere più forte dopo la crisi. Dato che ora viene scambiato all'incirca allo stesso prezzo di due anni fa, questa società tecnologica ad alta crescita è attualmente valutata a un prezzo troppo basso. Ecco perché:

Sulla scia di queste norme che ridurranno drasticamente il movimento globale, la domanda di una connessione sociale digitale aumenterà. Quali aziende hanno maggiori probabilità di trarne beneficio? Questa è la domanda nella mente di ogni investitore.

Mentre gli investitori erano pronti a ricomprare al rialzo molte società di “software come servizio” (chiamato SaaS che consente agli utenti di connettersi ad app basate sul cloud tramite Internet e usare tali app, spesso si tratta di un servizio di cloud computing) che garantissero una produttività senza soluzione di continuità, questo gigantesco social media sembra essere stato dimenticato.

Sappiamo che gli inserzionisti devono ruotare le loro strategie pubblicitarie pertanto è del tutto realistico aspettarsi che aumentino la loro parte della spesa digitale, visto che i consumatori trascorreranno molto più tempo a casa e online. Anche se ipotizzassimo una prospettiva più conservativa, in cui la spesa pubblicitaria totale verrebbe ridotta in una recessione globale, è ragionevole supporre che l'impatto sulle piattaforme pubblicitarie premium di primo livello sarebbe minore e questo è già stato preso in considerazione nella sua valutazione, dato il recente sell-off del prezzo delle azioni. 

Aziende come FACEBOOK, che derivano la maggior parte del fatturato dall'investimento pubblicitario, attraverso strumenti come le attività click-to-message, le funzionalità disponibili su Messenger o WhatsApp, ne trarranno vantaggio più.

Dopotutto, i marchi devono connettersi con i consumatori ovunque si trovino. Dato che i consumatori trascorreranno molto più tempo sui dispositivi digitali, almeno nei prossimi mesi, FACEBOOK sarà una società ben posizionata per trarne vantaggio.

La posizione finanziaria è solida

Nella realtà l'impatto del Coronavirus sull'economia globale è ancora indecifrabile, nessuno sa, al momento, quando sarà completamente debellato e quando le economie ricominceranno a crescere. L'incertezza è anche peggio delle cattive notizie. Ma mentre alcuni competitors di FACEBOOK stanno giocando pericolosamente sfruttando i loro bilanci, la società è stata costantemente priva di debiti. Di fatto, attualmente, possiede circa 55 miliardi $ tra contanti ed equivalenti, una somma che si avvicina al 13% della sua capitalizzazione di mercato.

Questo dato ha fatto sì che FACEBOOK aveva già deciso di riacquistare le sue azioni. A partire dal suo ultimo aggiornamento, aveva messo in bilancio il riacquisto di ben 15 miliardi $ di azioni proprie, pertanto, sarà interessante osservare nella pubblicazione della prossima trimestrale economica relativa al 1° trimestre 2020 quanto abbia effettivamente riacquistato a dimostrazione di quanto si si senta sicuro delle sue operazioni.

Valutazione - Grande margine di sicurezza

Detto che i tassi di crescita del fatturato di FACEBOOK per i prossimi mesi è altamente incerto, analizziamo la “guidance” societaria per il 1° trimestre 2020 che prevede di distribuire circa 18 miliardi $ per spese in conto capitale. Supponendo che la società fatturi addirittura 200 punti base al di sotto del recente consenso (18,67 mld $), ciò implica una crescita dei ricavi del 19%/21% su base annua.

Ciò significherebbe, molto probabilmente, che FACEBOOK genererà un flusso di cassa disponibile compreso tra i 21 e 22 mld $, una cifra che pone la sua capitalizzazione di mercato su un multiplo 20x/21x di Free Cash Flow. L’attuale valutazione di 20 volte il flusso di cassa disponibile rappresenta una rara opportunità di investimento.

AMAZON + 3,42%.  La società è quasi sicuramente in una posizione più forte di quando è iniziata la crisi. Ecco come la società di Jeff Bezos sembra pronta a rafforzare la sua posizione durante questo periodo di crisi davvero straordinario.

Massicci acquisti di generi alimentari (e in alcuni casi, acquisti eccessivi) tra i consumatori che trascorrono la maggior parte del loro tempo a casa, i servizi di consegna di generi alimentari Whole Foods e Amazon Fresh hanno registrato enormi volumi di ordini. Nelle aree metropolitane in cui sono disponibili, i servizi forniscono ai membri “Prime” la consegna gratuita (senza contare le mance) in una finestra selezionata di 2 ore per ordini superiori a 35 $.

Gran parte di questo spostamento della spesa verso l'e-commerce si rivelerà probabilmente temporaneo, poiché i consumatori torneranno a visitare i loro rivenditori locali una volta liberi di farlo. Tuttavia, dati i vantaggi della convenienza dell'ordinazione online in generale e di Amazon Prime in particolare, è possibile che alcuni di questi cambiamenti nelle abitudini di acquisto rimangano anche in futuro.

A causa della forte domanda, in settimana AMAZON ha annunciato che sta assumendo 100.000 magazzinieri e addetti alle consegne e che aumenterà i salari per gli addetti al magazzino/consegna di 2 $/ora ad aprile. Queste nuove assunzioni arrivano dopo un 2019 durante il quale il personale della società è aumentato del 23% a 798.000 unità, grazie soprattutto ai suoi sforzi per rendere sicura la spedizione di un giorno per i membri “Prime” negli Stati Uniti e altrove.

AMAZON ha dichiarato di possedere 32 mld $ di liquidità netta alla fine del 2019, con un rating di credito stellare e un’enorme potenzialità di guadagno a lungo termine, per poter sostenere il suo programma di nuove assunzioni ed aumenti salariali. Tale programma porterà AMAZON ad avere un vantaggio ancora maggiore rispetto ai concorrenti.

Anche il servizio “Prime Video”, che da tutte le indicazioni di come sfruttare i servizi “Prime” è un importante veicolo di acquisizione e fidelizzazione dei clienti per AMAZON che ha visto recentemente un picco di utilizzo soprattutto in Europa.

Quando si tratta di sottoscrivere nuove grandi offerte e implementare accordi che richiedono un lavoro pratico con i clienti, Amazon Web Services (AWS) e i suoi rivali del cloud pubblico stanno probabilmente avendo difficoltà in questo momento, dato che spesso i venditori e i professionisti del mercato non sono in grado di incontrare personalmente clienti potenziali ed esistenti.

Infine anche a livello di immagine la società, con i programmi di assunzione e aumenti salariali, sta avendo un impulso positivo dopo i recenti casi come l'indagine antitrust della Federal Trade Commission (FTC) e le condizioni in alcuni dei suoi centri di evasione ordini.

PORTAFOGLIO AZIONARIO

Siamo in attesa che la volatilità scenda e che il mercato faccia segnare un “bottom”.

VARIAZIONI IMPORTANTI SUI TITOLI DEL NASDAQ100 NELLA SCORSA SETTIMANA

Come premessa riportiamo il fatto che a causa di queste vendite forzate, i dati sono inevitabilmente fuorvianti circa la reale consistenza patrimoniale e reddituale delle Società. Pertanto non essendoci giustificativi validi preferiamo riportare solo i dati reali rivenienti dalle trimestrali economiche rilasciate dalle Società in questa settimana.

CINTAS – 28,11%. La società produttrice di divise di identità aziendale e accessori, pronto soccorso, servizi di sicurezza e protezione antincendio, ha pubblicato i dati economici trimestrali nei quali ha riportato guadagni nel 3° trimestre 2020 pari a 2,16 $/az. su ricavi di 1,8 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 2,02 $/az. su ricavi di 1,8 mld $. Il fatturato è cresciuto del 7,6% su base annua.

La società ha ritirato la propria “guidance” sugli utili fiscali per il 2020. Scott Farmer, Presidente ed A.D. della società ha dichiarato: “Siamo soddisfatti del nostro terzo trimestre e delle performance dall'inizio dell'anno che includono una forte crescita del fatturato, della generazione degli utili e dei flussi di cassa. Tuttavia, ci aspettavamo di aumentare il fatturato e gli orientamenti degli utili basati sulle prospettive del nostro quarto trimestre. Tuttavia, molto è cambiato nella scorsa settimana mentre il nostro Paese e altri continuano a rispondere alla pandemia. A causa dell'incertezza, inclusa la gravità e la durata della pandemia, al momento non possiamo fornire dati per il quarto trimestre dell'anno fiscale 2020 e dobbiamo ritirare le nostre precedenti previsioni per l'anno fiscale, sebbene la nostra visibilità sui risultati finanziari a breve termine sia attualmente diminuiti, restiamo concentrati sulla sicurezza e sul benessere dei nostri collaboratori-dipendenti e sulla cura dei nostri clienti".

TRIP.com – 9,17%. La Società cinese che offre prenotazioni e vendita di viaggi online ha registrato utili nel 4° trimestre 2019 pari a 0,28 $/az. su ricavi di 1,2 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 0,11 $/az. su ricavi di 1,2 mld $. Il fatturato è cresciuto del 10,0% su base annua. La società ha dichiarato che vede il fatturato del primo trimestre 2020 in calo del 45% -50% tra i 609,0 ed i 669,9 mln $. “L'inizio del 2020 è stato una sfida per l'industria dei viaggi a causa dello scoppio del Coronavirus, a seguito dell'impatto dell'epidemia abbiamo ridotto le nostre aspettative di crescita per il primo trimestre 2020. Questa previsione riflette la visione attuale e preliminare basata sulle migliori informazioni disponibili al momento, che è soggetta a modifiche".

ORDINI DI ACQUISTO NUOVE POSIZIONI DELLA SETTIMANA (3/23/2020)
Non sono presenti ordini di acquisto per la settimana entrante.

Pagina a cura di SANDRO MANCINI

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