NASDAQ100 WEEKLY - Si preannuncia una settimana di passione per gli indici azionari Usa ed internazionali !


SEGNALI DI ENTRATA E DI USCITA DEL MODELLO QUANTITATIVO LOMBARD PER IL TRADING SULLE AZIONI NASDAQ TIME FRAME SETTIMANALE. ESCE OGNI INIZIO SETTIMANA

IL REPORT SI COMPONE DI SEGNALI DI ACQUISTO PER NUOVE POSIZIONI E DI AGGIORNAMENTO PER I TITOLI GIA' PRESENTI IN PORTAFOGLIO.
ASTENERSI PRIMA DI AVERE COMPRESO CON ESATTEZZA IL PROFILO DI RISCHIO E LE CARATTERISTICHE TECNICHE DEL SERVIZIO CON LA LETTURA DELLE SPIEGAZIONI POSTE NELLA DICITURA "Il Portafoglio LombardReport": (clicca qui >>>
CONSIGLIAMO DI SEGUIRE IN PAPER TRADING LE OPERAZIONI PER QUALCHE SETTIMANA PRIMA DI APPLICARLE.



AL MOMENTO CHE SCRIVIAMO I MERCATI AZIONARI STANNO TUTTI PERDENDO DAL – 5% (SVIZZERA) AL – 11% (ITALIA) ED I MERCATI USA DOVREBBERO APRIRE A – 5% SECONDO I FUTURE.

La Federal Reserve martedì scorso, con grande sorpresa dei mercati, ha annunciato un taglio di emergenza di mezzo punto percentuale in risposta alla crescente minaccia economica del nuovo Coronavirus. La mossa è stata la prima di queste riduzioni dal dicembre 2008, durante la grande crisi finanziaria. Se in un primo momento i mercati azionari avevano dato peso al lato buono dell’intervento, nei giorni successivi ciò ha seminato solo dubbi su dubbi, sia per la tempistica di intervento (al di fuori del consueto meeting), sia per l’ammontare (50 bp) e sia, soprattutto, per la causa (Coronavirus) dopo che, per ben due mesi, da parte di tutti gli esponenti di spicco della politica della Casa Bianca (Trump, Mnuchin, Kludow, ecc.), della politica monetaria (Powell, Clarida, Mester, ecc.) avevano dichiarato che il contagio era sotto controllo e che non c’erano casi (se non sporadici) negli Stati Uniti e che l’economia non ne avrebbe risentito. La verità (che purtroppo per noi si viene a sapere sempre troppo tardi) è che loro NON hanno effettuato alcun tipo di controlli, rifiutandosi di usare i test per il Coronavirus spediti dall'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) a 60 paesi. Ma c’è di peggio, infatti si sono anche rifiutati di farlo temporaneamente fino a quando i loro Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie avrebbero potuto produrre il proprio test. Si sono chiamati fuori aggredendo i Paesi più forti economicamente (CINA e Giappone), il Paese che più può rappresentare un pericolo di terrorismo contro di loro (Iran) ed infine l’Europa tramite il Paese più debole dell’anello (l’Italia).

Non è questa la rubrica per fare politica (oltretutto non ne sono capace), ma inevitabilmente questo argomento ti porta a scrivere alcune considerazioni. Gli USA (Paese che si definisce democratico e liberale, ma secondo me è un eufemismo), che fa dell’omertà un fondamento giuridico, ora ha paura, sanno perfettamente cosa li aspetterà a livello di contagio ed anche a livello economico (basta attendere qualche mese anche se, ribadisco, la verità dei dati non li sapremo mai) e non basteranno ulteriori tagli di tassi o stampare qualche ulteriore decina di miliardi di $ per superare in fretta LE CRISI.

Messa così, Trump e la sua organizzazione ha spalancato le porte ai democratici per le future presidenziali ma, inserito com’è nelle losche faccende interne, troverà o quantomeno tenterà una manovra diversiva per rimanere attaccato alla poltrona, sperando nelle mille contraddizioni che il popolo statunitense vive quotidianamente.

Molti di voi staranno pensando, ma non c’è una contraddizione di fondo anche in noi che investiamo sui loro titoli ?? Sì e no ! Sì, pensando al futuro economico degli Stati Uniti e del suo mentore (Trump). No, ragionando nel presente che ci vede leggeri come libellule e con la possibilità di investire in altri Paesi o in altri strumenti.   

Diamo ora uno sguardo ai “Numeri” della scorsa settimana sui tre principali indici azionari statunitensi. Sembrerà strano, ma dopo tutto quello che abbiamo detto in precedenza, i tre indici hanno guadagnato settimana su settimana. Iniziamo dall’indice che più ci interessa da vicino e che continua ad essere, in questo caso, il meno penalizzato da inizio anno: il NASDAQ100 l’unico che continua a posizionarsi sopra la M.M. Exp. a 200 e che ha chiuso le contrattazioni a 8530.34 guadagnando il + 0,81%% portando il deficit da inizio anno al – 2,32%. A seguire l’indice S&P500 che chiudendo la settimana a 2972.37 ha guadagnato il + 0,61% portando il deficit da inizio anno a – 8,00%. Infine il DOW JONES che ha chiuso le contrattazioni a 25964.78 guadagnando il + 1,79% che porta il deficit da inizio anno al – 9,37%. Di seguito i relativi grafici:

ORO INDEX

Se la scorsa settimana si erano abbattute pesantissime vendite sull’argento, questa settimana tutte le commodities sono state interessate dalle vendite, in modo particolare il Petrolio, che ha sofferto enormemente il nulla di fatto nella riunione dell’OPEC per concordare il taglio della produzione, con il future scadenza “front” Aprile 2020 che chiuso la settimana a 41.61 $/b perdendo nella sola giornata di venerdì il – 9,35%. Ma, al momento che scriviamo, il contratto “future” oggi ha preso una pacca gigantesca con una perdita del 24% a 31,70 $/b con un minimo intraday a 27,34 $/b.

Ma veniamo all’ORO. Il metallo prezioso si è ripreso dal drammatico calo di due venerdì fa, quando gli investitori hanno venduto lingotti per coprire le perdite in altri asset. L'indice ha esteso i guadagni martedì scorso dopo che la FED ha annunciato il taglio dei tassi, secondo un conteggio fatto da Bloomberg le partecipazioni in ETF garantiti dall'oro hanno ripreso la loro ascesa, stabilendo un nuovo record. L'afflusso di acquisti registrati nella giornata di martedì scorso, di 15,6 tonnellate, è stato il più corposo da metà gennaio 2020.

Venerdì l’ORO ha fatto registrare un nuovo massimo relativo (dal Gennaio 2013) a 1692.80 $/oz per poi chiudere la settimana a 1674.2 $/oz. che porta ad un guadagno del + 5,47% ed al + 10,14% dall’inizio dell’anno. A livello grafico la candela della scorsa settimana non ha sancito la fine di onda 5 che torna, quindi, a prospettare un ulteriore allungo, prima di una fase correttiva. A livello operativo i più ardimentosi, che in area 1600 $/oz avevano effettuato acquisti moderati, sono stati premiati con il raggiungimento di tutti i target possibili ed immaginabili. La volatilità rimane molto alta e pensare ad un punto di ingresso confortevole o meno rischioso non è semplice. Rimane sul piatto sempre l’area 1600 $/oz. con STOP una chiusura sotto i 1580 $/oz. Per i più speculativi l’area da prendere in considerazione è a 1630 $/oz. con STOP una chiusura sotto i 1600 $/oz. Di seguito il grafico weekly dell’ORO INDEX:

LA POLITICA USA DI DONALD TRUMP

In ordine temporale iniziamo da ciò che è accaduto martedì scorso a seguito dell’intervento della FED circa il taglio dei tassi, il segretario al Tesoro Steven Mnuchin, durante la sua testimonianza sul bilancio 2021 proposto dall’amministrazione Trump alla Camera dei rappresentanti, ha dichiarato ai legislatori di aver appoggiato la decisione della Federal Reserve di tagliare i tassi nel tentativo di sostenere l’economia nel contesto dell’epidemia di coronavirus. Ha detto: “Sostengo moltissimo la decisione della Fed ... Penso che abbiano fatto la cosa giusta”.

Inoltre cercando di tranquillizzare i legislatori al riguardo del Coronavirus ha detto: “Direi che non è diversa da qualsiasi altra situazione grave, ma avrà un impatto sul breve periodo dell’economia”. ”È molto diverso dalla crisi finanziaria del 2008 perché la buona notizia è che ci sarà una fine a breve”. “Dati i potenziali impatti di COVID-19 sulla crescita globale, ribadiamo il nostro impegno a utilizzare tutti gli strumenti politici appropriati per raggiungere una crescita forte e sostenibile e salvaguardare dai rischi al ribasso dell’economia”.

Mentre il Presidente Trump, mai soddisfatto, ha chiesto alla FED di tagliare ancor di più i tassi, twittando: “La Fed deve facilitare ulteriormente e, soprattutto, allinearsi con gli altri Paesi concorrenti. Non stiamo giocando sullo stesso livello. Non giusto per gli Stati Uniti. È finalmente arrivato il momento di PROMUOVERE la Federal Reserve. Più facilità nel taglio!”.

A proposito di elezioni presidenziali, sempre nella giornata di martedì è uscito l'esito del "super tuesday" dei democratici, che ha visto una grossa affermazione di Joe Biden (figura “clou” nel recente processo di “impeachment”), una performance inferiore alle attese di Bernie Sanders, e un flop totale da parte di Bloomberg. Al momento le probabilità dell'ex vicepresidente di Obama di vincere la candidatura si sono impennate. Oltre alla Warren (che ha lasciato la corsa alle presidenziali) e alla Kobluchar anche Bloomberg gli ha offerto il suo supporto, dichiarando che è "il miglior candidato per battere Trump". Un’ipotesi più gradita al mercato, che temeva la radicalità di Sanders.

Nella giornata di mercoledì il Congresso ha raggiunto un accordo su una misura di spesa di $ 8,3 miliardi per combattere la diffusione del virus che potrebbe diventare una grave minaccia per l'economia. Questa rapida azione da parte del Congresso ha sottolineato quanto (FINALMENTE ??) seriamente il governo stia prendendo la minaccia del Coronavirus. Negli ultimi giorni negli Stati Uniti è stata confermata una serie di nuovi casi e funzionari sanitari hanno avvertito che il virus sta per diventare una pandemia.

Nel mezzo di una delle crisi più scoraggianti della sua amministrazione, il presidente Donald Trump sta mettendo insieme una squadra di lealisti e alleati in vista di quella che dovrebbe essere un'aspra lotta per la rielezione. Ma i tempi - poiché la sua amministrazione stava già affrontando critiche per la gestione dell'epidemia - minacciano di esacerbare le preoccupazioni sulla capacità del governo di proteggere la nazione da un virus che ha infettato più di 100.000 persone in tutto il mondo.

Venerdì scorso, Trump ha annunciato di aver effettuato una revisione generale del personale, sostituendo il suo capo di stato maggiore, Mick Mulvaney con il rappresentante repubblicano Mark Meadows. Mick Mulvaney diventerà l'inviato speciale degli Stati Uniti per l'Irlanda del Nord.

In un “tweet” Trump ha scritto: "Ho conosciuto e lavorato a lungo con Mark, e la relazione è molto buona. Ringrazio Mulvaney per aver servito così bene l'Amministrazione”. " 

Meadows, l'ex leader della House Freedom Caucus, è un confidente politico di Trump di lunga data molto rispettato dal presidente. Meadows lo scorso anno aveva annunciato che non avrebbe cercato la rielezione per il suo posto alla North Carolina House e ha detto che si aspettava di unirsi alla squadra di Trump in qualche modo, anche se non era chiaro in quale ruolo.

Meadows sarà il quarto capo dello staff di Trump in altrettanti anni, questa la dice lunga sui rapporti, spesso burrascosi, con i suoi diretti dipendenti.

LA POLITICA DELLA FEDERAL RESERVE

Come detto in apertura di articolo, martedì scorso La Federal Reserve ha annunciato un taglio di mezzo punto percentuale, Con la modifica, il tasso di riferimento dei fondi di riferimento della FED si è portato, ora, in un intervallo compreso tra l′1% e l′1,25%. La Fed ha ridotto il tasso tre volte nel 2019 per un totale di 75 punti base.

La FED ha anche annunciato un taglio di mezzo punto percentuale sull’interesse che paga sulle riserve bancarie in eccesso. L’IOER viene utilizzato come guardrail per il tasso dei FED FUNDS. In una nota, la FED ha dichiarato: “Il Coronavirus pone rischi in evoluzione per l’attività economica. Alla luce di questi rischi e a sostegno del raggiungimento dei suoi massimi obiettivi di occupazione e stabilità dei prezzi, il Federal Open Market Committee ha deciso oggi di ridurre l’intervallo target per il tasso dei fondi federali”.

Powell ha tenuto una conferenza stampa a seguito dell’annuncio dell’intervento, dichiarando: “La Fed ha visto un rischio per l’economia e ha scelto di agire”. “L’entità e la persistenza dell’effetto complessivo sull’economia americana rimangono altamente incerte e la situazione rimane fluida”. “In questo contesto, il comitato ha giudicato che i rischi per le prospettive degli Stati Uniti sono cambiate materialmente. In risposta, abbiamo facilitato la posizione della politica monetaria per fornire un ulteriore sostegno all’economia”. “Per noi, ciò che conta davvero non è l’epidemiologia ma i rischi per l’economia, quindi abbiamo visto un rischio per l’economia e abbiamo scelto di agire”.

Ha anche affermato che la FED continuerà a monitorare la diffusione del Coronavirus e ad adeguare la politica di conseguenza, sebbene abbia indicato che la risposta avverrà sotto forma di riduzioni dei tassi piuttosto che di ulteriori acquisti di asset o di allentamento quantitativo. Alla domanda se i funzionari stiano considerando l’uso di altri strumenti, Powell ha dichiarato: “Nel contesto attuale, no. Ciò di cui abbiamo discusso è se l’attuale posizione della politica monetaria è appropriata. Siamo giunti alla conclusione che era opportuno apportare modifiche ed oggi siamo intervenuti”.

Di fatto, in seguito alla riduzione del tasso di 50 punti base della Banca del Canada di ieri, i tassi di interesse globali ufficiali hanno raggiunto un minimo storico di poco più del 3%, sulla base della media ponderata per il PIL di 38 banche centrali di tutto il mondo.

Dopo il taglio dei tassi, la forte caduta del mercato azionario tra giovedì e venerdì ed un nuovo record (negativo) del rendimento dei titoli di Stato decennali, scesi in intraday al di sotto dello 0.7%, hanno spinto gli operatori a prezzare i futures del CME con una probabilità del 65% di un taglio di 75 punti base nella prossima riunione del FOMC del 17-18 marzo. A supporto di questa probabilità le dichiarazioni fatte, nella giornata di venerdì, da parte di vari presidenti regionali della FED, tra cui John Williams di New York, Eric Rosengren di Boston e James Bullard di St. Louis, che hanno tutti affermato che non è sbagliato, per i mercati, aspettarsi un aiuto maggiore da parte della banca centrale se la situazione del coronavirus dovesse peggiorare.

DATI MACROECONOMICI

Sfilza di importanti dati macroeconomici sono usciti in settimana.

Iniziamo dal dato sul PMI manifatturiero di Febbraio a cura di Markit uscito a 50,7 contro 50,8 del mese precedente e delle attese degli analisti.

L’attività manifatturiera negli Stati Uniti è cresciuta a un ritmo più lento del previsto lo scorso mese, l’indice dei responsabili degli acquisti alla produzione (PMI) nel settore manifatturiero di Febbraio a cura dell’ISM è uscito a 50,1 contro il 50,9 del mese precedente e contro il 50,5 atteso dagli analisti.

Dato sul prezzo della produzione di Febbraio a cura dell’ISM uscito a 45,9 contro il 53,3 del mese di Gennaio e contro il 51 atteso dagli analisti.

Dato dell’indice sui nuovi ordini manifatturieri di Febbraio uscito a 49,8 in linea con le attese degli analisti ed in contrazione rispetto al mese precedente.

Dato sull’indice dell’occupazione manifatturiero di Febbraio uscito in rialzo a 46,9 contro il 46,6 del mese di gennaio e dall’attesa dagli analisti.

Dato sul PMI Servizi di Febbraio a cura di Markit uscito a 49,4 in linea con il mese precedente e con l’attesa degli analisti.

Dato sul PMI composite di Febbraio a cura di Markit uscito a 49,6 in linea con il mese precedente e con l’attesa degli analisti.

L’attività del settore dei servizi statunitensi che rappresenta oltre i due terzi dell’attività economica degli Stati Uniti, è accelerata a febbraio facendo registrare un massimo ad un anno, confermando la forza di fondo dell’economia nonostante lo scoppio del Coronavirus.

Il dato sull’indice delle attività NON manifatturiere di Febbraio a cura dell’ISM è aumentato a 57,3 in rialzo rispetto a 55,5 del mese di Gennaio e dal 54,9 delle attese degli analisti, con un’esplosione dei nuovi ordini saliti a 63.1.

Dato sul prezzo alla produzione NON manifatturiero di Febbraio a cura dell’ISM uscito a 50,8 in contrazione rispetto a 55,5 del mese precedente e a 54,5 delle attese degli analisti.

Il dato sugli ordinativi industriali di Gennaio è sceso al – 0,5% dal + 1,9% del mese precedente (dato rivisto dal +1,8%) e dal – 0,1% atteso dagli analisti.

 La produttività degli Stati Uniti è rimbalzata negli ultimi tre mesi dello scorso anno, ma in misura inferiore rispetto a quanto inizialmente riferito, mentre il costo del lavoro è aumentato a un ritmo più lento di quanto si pensasse. Il dipartimento del lavoro ha dichiarato che la produttività è cresciuta ad un tasso annuale destagionalizzato dell′1,2% nel quarto trimestre. Ciò è leggermente diminuito rispetto a una stima iniziale di un guadagno dell′1,4%, ma è comunque migliorato rispetto a un calo della produttività dello 0,3% nel terzo trimestre.

Il costo del lavoro è aumentato dello 0,9% nel quarto trimestre, in calo rispetto all′1,4% registrato un mese fa, ma in accelerazione dal lieve aumento dello 0,2% nel terzo trimestre.

E veniamo ai dati “clou” del mese di Febbraio relativi al report sul mercato del lavoro USA. In altri tempi il dato, tradizionale market movers del mese, avrebbe movimentato la giornata borsistica ed in questo caso molto positivamente. Mentre la reazione del mercato al post-dato non potrebbe illustrare meglio la situazione attuale.

Infatti il report è decisamente migliore delle attese: 273.000 nuovi occupati nel settore pubblico contro attese per 175.000 e con un aumento di ben 85.000 posti come revisione dei dati usciti nei 2 mesi precedenti. Stessa ottima sorte per quanto riguarda il dato nel settore privato uscito a 228.000 contro attese per 160.000 e le 222.000 (dato rivisto in aumento da 206.000) del mese di Gennaio.

In linea con le attese il dato sulla disoccupazione totale sceso al 3.5% dal 3.6 del mese precedente, il dato annualizzato sui salari orari medi usciti al + 3% ed infine le ore settimanali medie lavorate uscite a 34.4.

Fa specie vedere che numeri di questo genere, in passato, avrebbero generato pressioni rialziste ad azionario, dollaro e tassi, oltretutto numeri per nulla coerenti con gli aggressivi tagli dei Fed Funds e meno che mai con decisioni intra-meeting.

FOCUS SU TITOLI

STARBUCKS – 3,94% . La catena di negozi di caffè speciali presente in 65 Paesi nel mondo ha avvertito gli investitori che la chiusura dei negozi in CINA, a causa dell'epidemia di Coronavirus, potrebbe comportare un calo del 50% delle vendite cinesi durante il secondo trimestre fiscale. Kevin Johnson, CEO di Starbucks, ha dichiarato che stava assistendo a segnali di ripresa delle sue attività in Oriente e non ha ancora rilevato alcun rallentamento delle vendite negli Stati Uniti. In una documentazione contabile, depositata presso la Securities and Exchange Commission (SEC) si rileva che per l'intero anno fiscale, a causa della chiusura dei negozi in CINA dall’inizio di febbraio, il fatturato subirà una contrazione tra i 400 e i 430 milioni di dollari. Prima dell'epidemia di Coronavirus, STARBUCKS aveva previsto che la crescita delle vendite nei negozi cinesi, nel secondo trimestre, sarebbe stata di circa il 3%. Durante il primo trimestre, la Cina rappresentava circa il 10% delle sue entrate. La società ha dichiarato che oltre il 90% dei suoi negozi in CINA è ora aperto ma che opera secondo protocolli di sicurezza elevati, tra cui posti minimi al bar. I negozi di caffè hanno anche ridotto gli orari a causa dei bassi livelli complessivi di traffico pedonale e automobilistico. STARBUCKS ha inoltre dichiarato che prevede di aprire tutti i negozi cinesi entro la fine del trimestre e che la situazione migliorerà, ma modestamente rispetto al grave rallentamento di febbraio. La società aveva precedentemente dichiarato nei suoi guadagni del primo trimestre che l'epidemia di Coronavirus avrebbe potuto dare un colpo alle sue previsioni fiscali per il 2020, ma ha affermato che l'entità dell'impatto dipenderà dalla durata delle chiusure dei negozi. Infine STARBUCKS ha deciso di effettuare online la riunione annuale degli azionisti prevista per il 18 marzo a causa di un focolaio di Coronavirus nella regione di Seattle.

AMAZON - INV.

La Società di commercio online ha dichiarato di aver rimosso centinaia di migliaia di "offerte costose" e di aver sospeso migliaia di venditori che NON si sono impegnati nella riduzione dei prezzi sul mercato. La società ha preso questi provvedimenti venerdì in risposta ad una lettera che ha scritto, ad inizio settimana, il senatore Ed Markey del Massachussets al CEO di Amazon, Jeff Bezos, in cerca di ulteriori informazioni su quali passi stava compiendo la società in merito alla riduzione di prezzi aumentati “ad hoc” su determinati articoli in questo delicato periodo sanitario e con quali parametri determinasse se un articolo ha un prezzo ingiusto. Brian Huseman, vicepresidente delle politiche pubbliche di Amazon ha dichiarato, nella risposta della società al senatore Markey, che AMAZON sta "monitorando in modo proattivo il mercato dei prezzi sleali e applicando molto aggressivamente la sua politica di prezzi equi al fine di proteggere i propri clienti". AMAZON afferma di aver rimosso 530.000 offerte dal proprio listino acquisti non in linea con la media dei prezzi precedente l’impatto del Coronavirus e di aver sospeso oltre 2.500 account di venditori nel mercato statunitense per violazione delle sue politiche di riduzione dei prezzi. Huseman ha dichiarato che la Società sta lavorando con i procuratori di stato per perseguire legalmente i cattivi venditori. La lettera arriva dopo che Amazon, Walmart e altre società di e-commerce hanno ricevuto moltissime lamentele nei confronti di venditori terzi che hanno e stanno sovraccaricando i prezzi di determinati prodotti che hanno avuto una grande richiesta nel mezzo della diffusione del Coronavirus. Tra i vari prodotti, i venditori hanno gonfiato i prezzi di tute, maschere e disinfettanti per le mani. Ad esempio, prima che AMAZON esaurisse questi prodotti, le maschere per il viso N95 avevano un prezzo di 13.28 $, ma una ricerca condotta da CNBC trovò esempi di maschere per il viso vendute fino a 195 $, ma non solo, durante la stessa ricerca la CNBC aveva precedentemente trovato esempi di venditori terzi che sfruttavano le paure dei clienti per il virus commercializzando, erroneamente e fraudolentemente, maschere con parole chiave specifiche come "maschera coronavirus" o "maschera N95", riferendosi a un tipo specifico di respiratore che tiene fuori le piccole particelle sospese nell'aria. 

Huseman ha anche fornito dettagli su come AMAZON rileva la riduzione dei prezzi, dicendo che confronta continuamente i prezzi presentati dai venditori con i prezzi attuali e storici all'interno e all'esterno della Società, utilizzando modelli di apprendimento automatico, in parte, per rilevare la riduzione dei prezzi, ma recentemente ha intensificato il monitoraggio umano poiché l’aumento dei prezzi si è diffuso alla luce del Coronavirus. Huseman ha dichiarato: "AMAZON sta ora schierando un ulteriore team dedicato che lavora 24 ore, sette giorni alla settimana per individuare aumenti ingiustificati di prezzo su oggetti come maschere protettive e disinfettanti per le mani da parte di venditori senza scrupoli che cercano di eludere i nostri sistemi automatizzati e di sfruttare i clienti". Infine AMAZON ha dichiarato che nel corso della scorsa settimana, ha bloccato o rimosso più di 1 milione di prodotti che riportavano dichiarazioni sospette o fuorvianti sul Coronavirus.

PORTAFOGLIO AZIONARIO

Poco da dire. Il mercato ha deciso che era ora di prendere profitto ed il Coronavirus è stata la scusa principale, anche se una bella botta alle economie mondiali la darà sicuramente, visto il proliferarsi delle notizie negative circa il contagio in costante aumento. In settimana siamo arrivati ad un passo dall'ultimo target 100% di questo rialzo sul titolo TAKE TWO. Peccato.

Oggi con l’apertura nefasta della borsa di Milano prenderemo STOP su FALCK ed anche con quella USA prenderemo STOP su O’REILLY, mentre dovremmo resistere ancora su TAKE TWO, almeno per oggi.

Lo scarico dei titoli è terminato e mentre noi siamo qui belli e vegeti a fare i conti su quanto abbiamo guadagnato con questo rialzo, tanti altri hanno massacrato i propri conti correnti. Altro giro, altra corsa. Questa è la Borsa !

VARIAZIONI IMPORTANTI SUI TITOLI DEL NASDAQ100 NELLA SCORSA SETTIMANA

AMERICAN AIRLINES – 20,57%. Continua il crollo dei titoli del settore trasporti con UNITED CONTINENTAL che perde anch’esso il – 15,41%.

 AUTODESK – 9,10%.  Wedbush vede rischi significativi nell'esposizione di Autodesk nell’area Asia-Pacifico, che rappresenta circa il 19% delle entrate dell'azienda, secondo dati riportati da Bloomberg. L'analista di Wedbush, Steve Koenig, è diventato un po' più positivo sul titolo dopo la buona trimestrale economica riportata la scorsa settimana, ma vede ulteriori rischi nei collegamenti di AUTODESK con le industrie manifatturiere, che secondo lui rappresentano il 30-40% delle vendite.

COSTCO WHOLESALE + 10,74%.  La Società proprietaria di grandi magazzini ha registrato utili del 1° trimestre 2020 pari a 2,10 $/az. su ricavi di 39,07 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 2,07 $/az. su ricavi per 38,21 mld $. Il fatturato è cresciuto del 10,4% su base annua. Escludendo carburante e gas, le vendite dei punti vendita sono aumentate del 7,9%, meglio della crescita del 5,7% delle attese degli analisti stavano cercando. Inoltre, le vendite online sono aumentate del 28%. La Società ha dichiarato che nel mese di febbraio ha registrato vendite straordinarie in quando i clienti hanno iniziato ad accumulare merci in risposta allo scoppio del Coronavirus. La domanda è stata elevata su prodotti alimentari a lunga conservazione, insieme a prodotti per la pulizia, salviettine igieniche e disinfettanti.

CITRIX SYSTEMS + 14,04%. La società progetta, sviluppa e commercializza soluzioni tecnologiche che consentono servizi di tecnologia dell'informazione. La forte richiesta di flessibilità nel lavoro a distanza dovuta in gran parte al Coronavirus ha fatto volare le quotazioni del titolo.

GILEAD SCIENCES + 15,66%. La Società biofarmaceutica ha preso il volo in Borsa in quanto beneficierà, come altre compagnie dello stesso settore (REGENERON + 11,21%, Pfizer, Moderna, J&J, ecc.) del disegno di legge, che Trump ha firmato venerdì, che destina oltre 3 miliardi di dollari per la ricerca e lo sviluppo di vaccini, nonché per la terapia e la diagnostica.

JD.com + 9,48%.  La Società cinese di vendite online, diretta concorrente di Alibaba, ha riportato utili nel 4° trimestre 2019 pari a 0,45 $/az. su ricavi di 24,5 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 0,44 $/az. su ricavi di 23,8 mld $. Il fatturato è cresciuto del 26,6% su base annua.

La società ha dichiarato di aspettarsi ricavi per il primo trimestre 2020 di almeno 19,8 mld $. L'attuale stima del consensus è di 20,8 mld $. Il CFO Sidney Huang ha dichiarato che "JD.com ha chiuso un anno straordinario con una solida crescita dei ricavi, una solida redditività e un ottimo flusso di cassa (FREE CASH FLOW) e, soprattutto, accelerando la crescita degli utenti".

MARRIOTT INTL. – 10,76%. Ovviamente continua anche il crollo dei valori dei titoli del settore alberghiero e resort con annessi casinò come per WYNN RESORT – 12,91%.

XCEL ENERGY + 12,56%. La Società che genera, acquista, trasmette, distribuisce e vende energia elettrica e gas natural, ha recuperato in questa settimana tutte le perdite accumulate in quella precedente, per aver ricevuto il premio nazionale 2020 per la leadership climatica dal Center for Climate and Energy Solutions e The Climate Registry. La società è stata premiata per i suoi sforzi nella riduzione del carbone per produrre energia, del quale è leader del settore ed a supporto delle comunità e dei clienti nel raggiungimento dei loro obiettivi di energia pulita e clima, sta effettuando il più grande investimento eolico della nazione che aumenterà la sua capacità eolica del 70% entro il 2022 nell'ambito della sua strategia Steel for Fuel.

ORDINI DI ACQUISTO NUOVE POSIZIONI DELLA SETTIMANA (3/9/2020)
Non sono presenti ordini di acquisto per la settimana entrante.


Pagina a cura dI SANDRO MANCINI 

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