La Marea verde


Una marea di denaro inonda i mercati finanziari e grazie alla BCE e alla Commissione Europea, questa volta coinvolge in maniera importante anche la nostra piazza finanziaria.

Incredibile ma vero, il Nasdaq va a ritoccare i suoi nuovi massimi storici, gli acquisti corrono a testa bassa, fortissimi, come se non vi fosse un domani, quasi come se si comprasse a prezzi scontati.

Per l'Italia si tira un enorme sospiro di sollievo con il nostro indice che riprende quota 20mila.

Un recente sondaggio, mostrato dal "Il Sole 24 Ore" ha evidenziato il fatto che durante la crisi del Coronavirus, l'e-trading sia stato accantonato, riaffidando la cloche del comando ai market maker, in figura umana.

Successivamente alla crisi del 2008 infatti, le banche d'affari per risparmiare, avevano sempre più preferito l'utilizzo degli algoritmi ai costosi Market Maker, tornati invece di stretta attualità in questi ultimi mesi, perchè le stesse Banche d'affari non si sono fidate più ciecamente nel lasciare la gestione del trading, a dei software, per quanto sofisticati essi siano ai giorni nostri.

Il ritorno di fiamma verso i mercati finanziari azionari questa volta, è stato davvero da urlo, qualcosa di inaspettato che ha colto di sorpresa moltissimi operatori.

Pur seguendo il trend, infatti, ciò non toglie nulla allo stupore, libero di propagarsi.
Nella stessa velocità in cui si è concretato il crollo, è stato messo a segno un mega rimbalzo, che almeno per quanto riguarda il Nasdaq, non sembra avere fine.
Neanche una figura nota come quella del doppio massimo ha arrestato la corsa del listino Statunitense, ed è lecito dire che nessuno poteva prevedere un nuovo record storico in tempi così brevi, sostenuto da un dato sulla disoccupazione superiore alle attese, ma che lascia pur sempre il tasso al 13,3%.

Il mercato quindi, vive in balia di una marea verde di denaro che lo sta mandando in delirio di onnipotenza.

La vera  sorpresa, tuttavia, rispetto alla crisi del 2008, è senza dubbio l'Europa che sta demolendo in tutto e per tutto i suoi antichi e stantii precetti, avendo iniziato ad emulare i comportamenti di uno Stato o meglio, di una Unione compatta,  portando degli enormi vantaggi alle nostre economie nel tentativo di recupero dai minimi segnati.

Andiamo quindi ad analizzare quelle situazioni che per propria configurazione tecnica, sembrano impostate in maniera ottimale per delle operazioni vantaggiose.

BRUNELLO CUCINELLI

Negli articoli precedenti avevamo posto l'attenzione su Brunello Cucinelli indicando nella zona di entrata il superamento dell'area 29.6€ per azione.

Il grafico dimostra la forza alla rottura del livello che l'ha portata a chiudere con un favoloso rialzo.

Prossimo target fissato in zona 35€.

EEMS

Nella caccia ai titoli che rimango ancora con un potenziale di crescita interessante, evidenziamo la situazione di EEMS.

Importantissima la tenuta dei 0.1020€

Attorno ai livelli di 0.1140€ e 0.127€ sono fissati i prossimi target, qualora tenesse il valore appena espresso.

Al di sotto dei 0.097€ il quadro si deteriorebbe definitivamente.

BANCA PROFILO

Ottima performance per Banca Profilo, anche se ha bruciato letteralmente il book e le tappe in una sola giornata di contrattazione.

Il valore di 0.186€ rappresenta la zona spartiacque, al di sotto del quale la andremo a ripescare sui 0.173€.

Per i Trader più scavezzacollo, si può anche ipotizzare un ingresso sul livello di 0.186€.

Per quanto riguarda i target price, il primo è stato già bruciato nella giornata di venerdi 5 giugno, in area 0.204€, come avevo indicato nella risposta ad un commento di un gentilissimo lettore.

Nel caso dimostrasse ancora forza, i prossimi target price, sono posti in area 0.214€ e 0.22€ per azione. 

L'attenzione maggiore ad oggi, deve essere tenuta sui titoli a sconto che non hanno prodotto un rimbalzo importante e che presentano un maggiore potenziale di crescita.

Quanto accaduto in questi ultimi 2 mesi, comunque vada, passerà alla storia come il più veloce recupero con i nuovi massimi storici raggiunti per il Nasdaq, il tutto condito da trimestrali ampiamente sotto i livelli pre-Covid, con un tasso di disoccupazione esploso in pochissime settimane e con una domanda di beni estremamente differenziata nella consistenza, con alcuni settori che soffrono e soffriranno a lungo, dato l'elevato allarme sociale diffuso tra la popolazione mondiale.

Pensare di tornare ai livelli precedenti in un batter d'occhio è semplicemente utopistico.

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)