Attenti al dollaro


Il cambio EurUsd (PC 1,1453, cfr. grafico settimanale allegato), dopo uno scivolone verso 1,0670 il 23 marzo per via del fight-to-quality a favore del dollaro USA durante il crash Covid, ha messo a segno un forte rimbalzo che sta riportando le quotazioni verso la resistenza critica in area 1,1500-1,1600. 

Sia nel corso del 2018 che nel 2019, il dollaro si è sempre distinto positivamente. Anche se mancano ancora segnali tecnici convincenti, è possibile ipotizzare l’inizio di una nuova fase per il biglietto verde, caratterizzata da minor forza rispetto all’euro. Un primo segnale grafico si avrebbe al superamento di 1,1500, con primo obiettivo 1,1600 e quindi 1,1900. Tale eventualità sarebbe negata da ridiscese del cambio al di sotto di 1,1200, che riproporrebbe invece un movimento laterale per i mesi a venire.

Un deprezzamento del dollaro USA renderebbe un po’ meno sopravvalutata la borsa americana, estremamente tirata sui livelli correnti; aiuterebbe ancor di più l’Oro che riceverebbe la spinta a superare i massimi storici.

L’oro (PC 1810 $/oncia), come dicevamo la scorsa settimana, <<è a pochi punti percentuali dal massimo storico a 1921 del settembre 2011 e sembrano esserci le condizioni per andare a testarli e registrare nuovi picchi grazie alle politiche monetarie ultra-espansive delle Banche Centrali. L’effetto liquidità, mentre ha contribuito a riflazionare i corsi azionari e obbligazionari collassati a causa del Covid, continua infatti a spingere gli investitori ad allocare quote crescenti dei propri portafogli sui preziosi per difendersi da rischi inflazionistici e per aumentare la diversificazione e protezione dei propri risparmi. In questo processo ovviamente la parte del leone la fa l’Oro>>.

Anche l’Argento - forse soprattutto - dovrebbe beneficiare di un deprezzamento del dollaro. Le quotazioni dell’argento da metà marzo hanno messo a segno un rally impressionanteda 12 a quasi 20$/oncia. Come dicevamo, << L’accelerazione rialzista dell’Argento ha  fatto ridiscendere il ratio Oro/Argento verso 94 e sembrano esserci le condizioni per una prosecuzione della discesa verso 85 nei mesi a venire: non già per una diminuzione del prezzo dell’Oro, che dovrebbe anzi proseguire nel rialzo, ma per una ancora maggior forza rialzista dell’argento>>.

Operativamente confermiamo quindi la strategia di accumulazione di posizioni lunghe in ottica strategica sui metalli preziosi, in specie sull’Oro e sull’Argento nonché, in misura più modesta, sul Platino, che sta ancora accumulando. Una copertura del rischio cambio sarebbe anche da valutare, soprattutto se l’EurUsd dovesse spingersi oltre 1,1500-1,1600. Mantenere anche le posizioni corte sul Palladio, a parziale copertura dell’esposizione lunga netta sul comparto. 

Come veicoli si confermano gli Etc Wisdomtree quotati su Borsa italiana, che risultano garantiti da depositi fisici dei metalli preziosi sottostanti, senza comportare quindi rischi di credito (sono però esposti sul dollaro USA), con i seguenti ticker:

PHAU (oro): PC 150,41; PHAG (argento): PC 15,856; PHPT (platino): PC 69,260

Short Palladio (ticker 1PAS: PC 12,972)

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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