L’indiscreto di Borsa: ● Un maestro dei pronostici: “Wall Street giù entro agosto” ● Us Treasury all’1,3%, ecco perché ● Bancari italiani, investire o no? ● 4 azioni da Robinhood


Cosa fa pensare che la Borsa Usa stia per correggere di un 10% circa. I motivi di una situazione mai vista: inflazione al 5% e rendimenti del decennale poco sopra l’1%. Titoli del credito europei, a cosa guardare. Una quaterna di stock molto speculative.

Hot markets

Chi segue i mercati americani ha due possibilità: leggere i media e soprattutto una decina di siti Internet oppure ricevere dei report riservati – spesso diffusi attraverso mani amiche – considerati molto attendibili dall’industria finanziaria. La seconda opzione è la più complessa ma spesso si rivela assai precisa nelle indicazioni. In tale ambito Hayes Martin, presidente della società di consulenza Market Extremes (http://www.marketextremes.com), è iper apprezzato, poiché in passato ha dato ottimi consigli anticipando movimenti poi avveratisi. Questa volta – in uno studio passato in poche ore attraverso le mani di molti gestori – prevede due evoluzioni di Wall Street entro l’estate:

1°) una correzione all’incirca del 10%;

2°) un suo avvio nel breve termine, ovvero non oltre la metà di agosto.

Cosa spinge Martin a essere pessimista? Innanzi tutto il fatto che ci sia un contrasto: mentre gli indici più importanti toccavano negli ultimi giorni nuovi massimi alcuni settori tornavano sui minimi, dimostrando come il numero di titoli che contribuiscono al rialzo si stia riducendo. In particolare ciò avviene sul Russell 2000, indice delle piccole e medie capitalizzazioni, molto sensibile agli andamenti dell’economia reale. In passato si è già verificato un trend simile (settembre 2014 – luglio 2015 e ottobre 2018) e allora in tutti e tre i casi poco dopo si è registrata una correzione del 10%. In altre parole si notano delle evidenti divergenze all’interno degli indici – salvo nel caso dell’S&P 500 – con alcuni settori di stock in evidente sopravalutazione, anzi in bolla, e altri ormai quasi sottovalutati. In un simile contesto una variazione in negativo degli indici aumenterebbe la pressione al ribasso.

Occorre però segnalare che i due termometri di possibili tensioni, ovvero il Vix e il rendimento del governativo decennale, sono ancora assolutamente tranquilli e proprio il secondo motivo di apprensione, ovvero un Treasury oltre l’1,8%, si è stemperato per una serie di cause che analizziamo qui seguito.

► Quatto motivi (forse cinque!) per quel Treasury all’1,3%

Le previsioni erano nette. Il decennale Usa avrebbe dovuto superare e non di poco l’1,5% nel corso dell’estate e poi salire al 2% per fine anno. Erano ipotesi appunto! La realtà si sta dimostrando ben diversa. Ieri il relativo yield è sceso all’1,3%, confermando un trend ribassista in atto da fine marzo. Tutto questo mentre l’inflazione vola (a giugno 5,4%, mentre quella core - cioè depurata di energetici, alimentari e tabacchi - si è attestata al 4,5%), con una divergenza assurda e mai registratasi in maniera così violenta in passato. A cosa si può attribuire un simile distonia?

A quattro motivi o forse a cinque e proprio il quinto sarebbe (se vero) il più preoccupante. Vediamoli:

La presunta (e difficilmente verificabile) quinta ragione – ci sia consentito partire dalla fine – consisterebbe in una super manipolazione in corso della curva dei tassi da parte della Fed. Va usato il se e il ma, perché se così fosse si tratterebbe di una truffa istituzionale ai danni dei risparmiatori, una cosa da “class action” dalle dimensioni inimmaginabili. Che le Banche centrali seguano strane strade poco trasparenti è noto da tempo: pensiamo all’obiettivo di inflazione simmetrica perseguita prima da Fed e poi da Bce, un colpo basso con cui si danneggiano i piccoli e medi investitori. Powell sarebbe andato oltre? I grafici non lo dimostrano e quindi valutiamo questa quinta ipotesi nel 99% dei casi più un esercizio da cultori delle malignità che una verità, riservandoci un 1% di probabilità effettive. In finanza il 100% infatti non esiste!

Spazio poi alle ragioni confermate dai fatti:

1°) il dubbio che quella in corso sia stata solo una fiammata inflattiva e non tale da spaventare gli istituzionali inducendoli a vendere Treasuries continua a essere attendibile;

2°) vale la constatazione che il Tesoro ha ridotto l’emissione di governativi poiché aveva fatto il pieno nei mesi precedenti in un quadro di tassi più favorevoli;

3°) intanto la Fed ha però continuato ad acquistare T-Bond e T-Note nell’ambito del suo Qe;

4°) infine gli shortisti hanno dovuto ricoprirsi. Erano pesantemente esposti al ribasso delle quotazioni sull’onda delle previsioni più scontate. Di colpo si sono riportati sul fronte del “buy” e ora non intendono cedere di nuovo le posizioni, allineandosi così alle dichiarazioni di Powell. Ritengono infatti, dopo l’errore commesso, che la strada da seguire sia proprio quella da lui indicata: inutile e dannoso non credergli.

► Bancari, piacciono ancora

L’estate sarà calda per il settore bancario. I motivi per sostenerlo (e lo sostengono i leader dell’asset management) non sono pochi:

I conti trimestrali

I bassi tassi di interesse penalizzano il settore ma la componente commissioni e quella investment banking andranno ancora bene: i risultati quindi si annunciano positivi

I dividendi

C’è ancora un dubbio (relativo al Covid) ma le probabilità che si abbia il via libero definitivo alla distribuzione di 30 miliardi di euro da settembre costituisce il motivo forte dell’interesse per il settore

Crediti deteriorati

L’effetto stimato sarà tra 80 e 100 miliardi di nuovi Npl nei prossimi 24-30 mesi. Si tratta di situazioni critiche che riguardano prevalentemente piccole e medie imprese attive nei settori più colpiti dalla crisi. E gli incagli (Utp) si manifesteranno nei comparti più penalizzati dalla pandemia e più complessi da gestire

I consolidamenti

Nelle ultime settimane se ne parla poco ma proprio questo è un motivo di attenzione: le fusioni si faranno sebbene in questa fase si preferisca attendere il là, che potrebbe venire da Unicredit


Si diceva dei dividendi. Facciamo un po' il punto relativamente a quelli delle leader di casa nostra, considerando i rendimenti più interessanti e le previsioni in corso.

Banca

Saldo 2020

Yield saldo 2020

2021 (stime)

Yield 2021

Intesa Spaolo

? (autunno)

? (autunno)

0,16 euro

7,2%

Unicredit

?

?

0,41 euro

4,4%

B. Mediolanum

0,7533 euro

9,29% 18/10/21

0,51 euro

6,3%

B. Generali

3,33 euro

9,4%  ?

1,66 euro

4,7%

Credem

//

//

0,19 euro

3,6%

Bper Banca

//

//

0,06 euro

3,6%

Infine il grafico dell’Etf Lyxor Europe 600 Banks, che è tornato quasi sui massimi di inizio 2020 ma che mostra un po' di debolezza da fine giugno in poi.

Grafico da ProRealTime

► 4 azioni da Robinhood (quindi iper rischiose) con mini prezzi

Il mercato le chiama ormai così, “azioni da Robinhood”, in riferimento alla piattaforma di trading Usa da cui partono alcune delle maggiori speculazioni su titoli soprattutto a basso prezzo. È evidente che si tratta di un mercato adrenalinico, dove di certezze non ce ne sono. Un mercato quindi riservato solo ai trader più aggressivi, che seguono le stock capaci di performance eccezionali così come di tonfi senza fine.

Fatta questa precisazione ecco quattro azioni cui i clienti di Robinhood guardano con attenzione nella fase in corso. Tutte hanno quotazioni sotto i 3 $.

● Senseonics Holdings (SENS)

Ultimo prezzo

2,91 $

Attività

Tecnologie mediche

Volatilità

130%

Perché è speculativa

Produce un sistema di monitoraggio continuo del glucosio per i pazienti diabetici. E’ una novità e il mercato guarda alle sue prospettive di vendita nel breve-medio termine

È una società dai fondamentali molto poveri, soggetta come tale a possibili speculazioni, con un Eps (utile per azione) visto continuamente al ribasso negli ultimi mesi.

● Borr Drilling Ltd (BORR) 

Ultimo prezzo

0,79 $

Attività

Impianti di trivellazioni petrolifere

Volatilità

81%

Perché è speculativa

Dopo la crisi di prezzi del greggio da Covid non ha ancora tratto vantaggio dal rialzo dell’oro nero

I livelli di redditività sono bassi e le stime di utile per azione riviste al ribasso più volte negli ultimi tempi. La raccolta di capitali sta però ridando fiato e c’è fra gli analisti chi giudica la società con ottime potenzialità di apprezzamento (prevalentemente speculativo).

● Castor Maritime (CTRM)

Ultimo prezzo

2,03 $

Attività

Trasporto marittimo di rinfuse secche

Volatilità

140%

Perché è speculativa

È in ritardo nell’adeguamento della flotta alla domanda del mercato. Quando gli investimenti effettuati di recente si tradurranno in business il settore continuerà a essere in crescita?

Di fronte ai giganti del trasporto marittimo è un nano e la sfida del rinnovo della flotta appare appunto una sfida, con tutti i punti interrogativi che comporta.

 ● Cyren (CYRN)

Ultimo prezzo

0,614 $

Attività

Sicurezza informatica su cloud

Volatilità

81%

Perché è speculativa

Una strana storia di un’azione molto debole riferita a una società che conta su oltre 1 miliardi di clienti in tutto il mondo. Aiuta soprattutto i clienti Microsoft a prevenire gli attacchi di phishing

Perché l’azione soffre e non poco? La riposta è semplice: le prospettive di crescita dei ricavi sono basse. È certamente colpa di una concorrenza molto forte, con nomi quali Adobe, Twilio e Autodesk.

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