il capitale può essere protetto


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Vi presento oggi una struttura  poco conosciuta, nata con lo scopo di proteggere il capitale: chiamata One Star (o Target One).

In un periodo di grande incertezza sui mercati (recessione si/recessione no...inflazione che sale/scende/risale...tassi come mine vaganti...) è utile rammentare che esistono strutture difensive che hanno come obbiettivo più la conservazione del capitale che il rendimento.

Questo certificato One Star ne è un chiaro esempio: ricordo che l'opzione One Star (chiamata anche Target ONE) si attiva a scadenza e permette il rimborso dell'intero valore nominale qualora un sottostante del basket (best of) chiuda ad un valore pari o superiore al proprio strike.

Pertanto, semplificando, è sufficiente che un solo titolo chiuda sopra o pari al suo valore di strike e il capitale è rimborsato al 100%, anche se gli altri sottostanti fossero scesi a 0. Questa opzione vale solo a scadenza, mentre durante la sua vita il certificato si comporta come un normalissimo Cash Colect...con cedole...barriere...

In questo prodotto di Leonteq, quotato il 16/1/'23, abbiamo i 4 big del listino italiano: ENI/INTESA/STELLANTIS/UNICREDIT,  pertanto con buona decorrelazione (bancari, oil, auto), pur legati al generico 'rischio Italia'.

La decorrelazione in questo tipo di struttura è un plus, perchè è meno probabile che vadano male contemporaneamente più settori.

Infatti questo meccanismo perderebbe il suo vero significato se i titoli fossero molto correlati, per il semplice motivo che sarebbero globalmente coinvolti se andasse male il settore cui appartengono.

L'altro plus, a mio giudizio e anche di quello di molti analisti, è la presenza nel basket di Stellantis, giudicato il miglior titolo del Ftse MIB e ancora molto sottovalutato e di Unicredit ormai in area 20.

Il rendimento del certif ai prezzi attuali (976,27 in ask) è del 9,9% annuo, con cedole mensili memory 0,75%, con autocall da agosto '23 e trigger discendente (step down) del 5% ogni 12 mesi da febbraio '24, barriere al 60%.

Attualmente tre sottostanti su quattro sono sopra al loro valore di strike (Unicredit del 32% e Stellantis del 14%; Intesa del 12% e solo Eni sotto strike del 6,2%).

Istintivamente farei il tifo per Stellants e Unicredit, che cioè possano mantenere il buffer in atto e, visto l'ampio margine, fino a scadenza, anche se lontana.

Ricordo infine che strutture come queste (One Star e/o Reload, che descriverò in un prossimo articolo) in un recente passato hanno permesso di salvare (unico caso) quel famoso certificato che aveva nel basket Wirecard (finito sulle prime pagine dei quotidiani  per le note vicende), quando tutti gli altri che lo avevano come sottostante si erano quasi azzerati.

Pertanto, in conclusione, ritengo che in un portafoglio di certtificati debbano trovare spazio anche strutture come queste, che hanno il fine di aggiungere al rendimento anche la possibile salvaguardia del capitale.

Paolo Vandelli