Siamo apparsi regolarmente su:

L’azione del giorno – Banco Bpm, e se ora ci fosse da divertirsi!


Il predatore che diventa preda? Le indiscrezioni corrono ma in questi giorni sono ancor più aggressive. Vi spieghiamo i motivi e i livelli grafici da seguire. Perché, se le ipotesi si realizzassero, il titolo potrebbe esplodere (naturalmente all’insù!).

Buy o sell

Sembra di essere in un Monopoli bancario, in cui però i giochi sono anche politici. È inutile ricordare che da tempo si parla molto di Banco Bpm e di sue (chiamiamole) aggregazioni. Il mercato finora ci ha creduto solo sul brevissimo termine, cioè per qualche seduta ma è giusto che sia così, date la contraddizione e mescolanza di notizie. Cerchiamo allora di mettere un po' ordine nel tutto, senza la presunzione di raccontare la verità al 100%, perché forse solo in pochi sanno quale sia.

Perché Banco Bpm potrebbe essere un predatore?

L’abbiamo spiegato ieri: avanza l’ipotesi della conquista di Banco Mps. Quest’ultima ha archiviato il primo trimestre 2023 con un utile netto pari a 236 milioni di euro (+51,3% rispetto ai 156 milioni di euro del trimestre precedente) e in forte miglioramento su base annua (10 milioni di euro al 31 marzo 2022). Gli analisti consultati da Bloomberg si attendevano un utile di 119 milioni di euro. Due fatti lasciano intendere che qualcosa si muove: numeri così positivi e l’ipotesi di un dividendo 2024. L’ultimo era stato pagato nel 2011 (0,0245 euro). Poi è successo di tutto

Fatto questo passo cosa succederebbe?

Banco Bpm più Mps sarebbe già una bella fusione, non facilissima da gestire e che richiederebbe tempo in merito. E allora come potrebbe il predatore diventare preda?

La mano lunga di Unicredit

Da mesi si parla di Unicredit che potrebbe diventare la capofila di questa cordata, acquisendo il tutto e trasformandosi di colpo da secondo gruppo bancario italiano in primo. Il passato insegna che operazioni così complesse si mutano poi in fusioni difficilissime da governare, tanto più se fatte a livello nazionale. Perché la politica ci vorrà mettere i suoi uomini, i territori si faranno sentire e la complessità del sistema (pensiamo alle Fondazioni!) vorrà decidere. Che bello un Paese in cui le fusioni avvenissero non dentro al Palazzo ma alla luce dei passaggi in Borsa! Forse non esistono, visto quanto è successo fra Ubs e Credit Suisse

E intanto il 2023 di Banco Bpm come è iniziato?

I risultati del primo trimestre hanno visto un aumento a 265 milioni di euro dell’utile netto, con un incremento del 49,2% rispetto al primo trimestre 2022 e del 26,4% rispetto al quarto trimestre 2022. Anche il target dell’utile 2023 viene visto al rialzo a 1,1 miliardi di euro e a 1,4 miliardi per il 2024. La banca prevede inoltre una distribuzione di dividendi per 1,25 miliardi di euro nei prossimi due anni, il doppio rispetto al biennio 2021-2022. Per l’intero esercizio, Banco Bpm presume un significativo miglioramento dell’utile netto del gruppo rispetto allo scorso anno, con un trend che, anche in proiezione – utile per azione 2023 pari a circa 75 centesimi di euro e 2024 pari a circa 90 centesimi di euro – supera significativamente sia la traiettoria di redditività che i target complessivamente delineati nel Piano strategico, il quale sarà quindi aggiornato entro fine 2023.

Contesto favorevolissimo per diventare preda?

Sulla carta sì ma l’amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, venderà certamente cara la pelle del gruppo. In sintesi tutto potrebbe alimentare molta volatilità

Quotazione in corso (apertura di oggi 10/5)

4,035 euro

Analisi grafica

Si diceva della volatilità e proprio l’ultimo periodo l’ha confermata. Sui 3,38 euro si identifica un bel supporto e la tenuta dei 4 euro è imprescindibile per operazioni speculative. Certo è che non saranno di corto periodo, data la complessità di quanto si annuncia (per ora sulla carta!). Quindi due opzioni:

● trading stretto, che l’ampiezza di molte delle ultime candele giustifica (vari high-low intraday oltre il 6%). Si tenga comunque conto del gap di apertura il 9 maggio, di dimensioni rilevanti (da chiusura 3,764 euro 8 maggio a 3,934 euro 9 maggio);

● piano di accumulo su debolezza. Un livello di partenza proprio sui 3,8 euro. Ogni discesa di un 5-10% sarebbe un’occasione di incremento