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Gli indici si indeboliscono ulteriormente e il mio portafoglio resta a guardare.


Si conclude la settimana di Ferragosto, con Borsa Italiana aperta lunedì, chiusa martedì e nuovamente aperta da mercoledì. Come già indicato sabato scorso (ma anche negli articoli precedenti) il quadro tecnico è in indebolimento generalizzato, sia sul fronte estero che su quello italiano (del resto non siamo mai stati stelle che brillano di luce propria). 

Nella passata ottava ho messo in evidenza come ci fosse un indizio di avversione al rischio, col Nasdaq che aveva già toccato i minimi di luglio mentre l'S&P500 era rimasto indietro (link articolo: https://www.lombardreport.com/2023/8/13/azioni-iveco-azioni-telecom-azioni-el-en/). L'indice tecnologico è infatti più volatile (speculativo) rispetto all'S&P che raggruppa le 500 società a più larga capitalizzazione ed è dunque meno volatile (una sorta di porto più sicuro se si vuole rimanere sull'azionario). Il fatto di essere sostanzialmente scarico di titoli in questa fase mi permette di essere estremamente tranquillo e ben attento qualora si presentassero opportunità interessanti per il medio periodo (=no intraday come sui titoli analizzati recentemente nella parte dedicata alla mia watchlist). Al momento mi sembra di notare che quella in corso sia una discesa molto controllata: gli Stati Uniti aspettano la chiusura del cash europeo e poi prendono la direzione del ribasso. Il giorno seguente gli azionari europei aprono in leggero gap down e poi cercano di recuperare nel durante, come mostra il grafico successivo nei punti evidenziati in azzurro (Future FTSEMIB40 a 60 minuti).

Chiaramente non sono in grado di prevdere se e quanto questa situazione si protrarrà nel corso delle prossime sedute, ma al momento è un pattern piuttosto ricorrente almeno sul derivato italiano. Diversa la situazione sui singoli titoli che faticano a riprendersi dopo le vendite iniziali. 

Se sul nostro Future la COMBO statica e dinamica aveva retto la scorsa ottava, permettendo un rimbalzo piuttosto "corposo" del nostro indice, oggi osservo che quella liquidità è già uscita dal mercato. Personalmente mi piace sempre operare sul primo tentativo di rimbalzo. Quelli successivi risultano sempre più deboli e rischiosi o, se preferite, improbabili nella tenuta e di conseguenza più rischiosi. E' un pò come se fossimo su un aeromobile in fase di decollo: è importante allontanarsi subito da terra ma se a pochi metri dal suolo ci fosse improvvisamente una raffica di vento che lo butta giù si rischia lo schianto (il fenomeno si chiama wind shear in aeronautica). Con questo non sto chiaramente dicendo che i mercati debbano crollare, ma semplicemente sono drasticamente diminuite le probabilità di tenuta del supporto (aumentano le probabilità di continuazione del ribasso in corso). 

Sul fronte estero troviamo il Dax che ha rotto i 15600-15650 e si appresta al test della media a 200 che reputo tuttavia poco affidabile perché uscirebbe al ribasso da una congestione. C'è tuttavia da notare come l'indice tedesco stia continuando a dare falsi segnali da svariati mesi a questa parte. Il fatto che stia sui minimi o poco sotto psicologicamente non depone a favore di una view long anche se non mi stupirebbe nemmeno un tentativo di rimbalzo di breve (una o due sedute) visti gli innumerevoli falsi segnali dati negli ultimi mesi.

L'S&P500 di cui parlavo prima a mio avviso ha maggiore spazio di discesa: dopo aver testato prima i 4500 ed in un secondo momento i 4600 è rientrato al di sotto di tali livelli e potrebbe spingersi a 4300 prima e 4200 poi. Di seguito il grafico settimanale.

In questo contesto anche la volatilità sta aumentando lentamente, ma sappiamo che è un indicatore contrarian: sale quando scendono i mercati e viceversa. L'analisi sull'S&P500 viene convalidata osservando appunto il VIX ma soprattutto il VVIX, ossia la sua derivata seconda: la volatilità della volatilità. Se il VIX (colore giallo sta salendo) ecco che il VVIX ha rotto al rialzo una resistenza (linea blu in basso nel grafico successivo).

Mettendo tutto quanto nel frullatore otteniamo il segnale di tensione crescente da parte degli operatori di mercato.

Ricordo infine che la prossima settimana ci sarà il congresso di Jackson Hole e quindi ci si aspetta notizie sul fronte della politica monetaria.

Fronte watchlist....

Sicuramente tensione crescente e paura sono le componenti che più mi piacciono quando opero: sai che sta per accadere qualcosa e quindi il mercato diventa ricco di opportunità. Se un amico mi chiedesse, ora, se è il caso di entrare sul mercato azionario gli risponderei: not yet, not now. Non ancora e non adesso. Continuo a ritenere che la migliore risorsa sia quella della liquidità. Certamente avere i soldi perennemente fermi non va comunque bene: si perde in bolli e inflazione. Alla malaparata ci sono i BOT a breve oppure qualche certificato che scade a brevissimo e a capitale garantito al 100% (a meno di fallimento dell'emittente). Il tutto avendo come obiettivo un rendimento infinitesimale che però è facilmente liquidabile in qualunque momento: anche uno 0.3% lordo in tre settimane può andare bene se proprio non si vuole stare fermi. I book sono particolarmente carichi in questi casi come mostro nell'immagine successiva. Gli scambi a ridosso della scadenza sono tuttavia irrisori, per questo motivo è importante "curare" l'eventuale ordine (se grosso).

Sulle azioni italiane mi aspetto che la prossima settimana possa continuare l'avversione al rischio magari dopo un rimbalzo degli indici che è lecito attendersi. Di seguito mi limito ad indicare alcune aree che si stanno formando su alcuni grafici. Faccio presente che i grafici che vedrete si riferiscono a screenshot presi prima della chiusura ufficiale di venerdì. 

Il settore lusso non brilla. Esempi sono ad esempio Moncler che si avvicina nuovamente all'area 60.50 piuttosto che Brunello Cucinelli che pare voglia continuare al ribasso verso 67.50-68.00. 

Anche i titoli "difensivi" stanno risentendo della debolezza generalizzata. Un esempio ne è Campari che pare abbia fatto un testa e spalle ribassista e dopo un pullback sembra voglia dirigersi al test della media a 200 attorno a 11.20-11.30.

Altro titolo difensivo e a titolo di esempio è Enel che tuttavia rimane piuttosto vicino all'area 5.80-5.83, anche se la struttura grafica daily appare molto "sporca" e laterale.

Un'ultima considerazione. La passata settimana mettevo in evidenza come le -pochissime e rarissime- notizie societarie venissero "bruciate" molto velocemente dal mercato e nel giro di una o due sedute al massimo. Il mio consiglio in questa fase di mercati totalmente illiquidi (Borsa Italiana più che mai) è proprio quello di non sperare troppo nelle continuazioni del trend post notizia. Un esempio è quello su Telecom Italia menzionata sabato scorso. Ricordo infatti che venerdì le avevo shortate in apertura post notizia accordo con KKR. A distanza di quattro sedute trovo il titolo che è tornato "magicamente" al punto di partenza. Fortunatamente le ho vendute sul massimo, ma questo vi da l'idea di quante trappole ci siano.

Ad maiora!

PNA

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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