E' solo una questione di timing


Man mano che si viaggia indietro nel tempo e verso il Big Bang l'universo si fa sempre più piccolo fino ad arrivare ad un punto in cui è racchiuso in uno spazio infinitesimamente piccolo e infinitesimamente denso: un buco nero. Ma nei buchi neri le leggi della natura ci dicono che il tempo deve arrivare ad un punto fermo, quindi il tempo stesso non esiste. Di conseguenza non si può arrivare ad un tempo prima del Big Bang semplicemente perché non esiste un prima essendo il tempo in quel punto uguale a zero. Ma se non si può arrivare ad un tempo prima del Big Bang perché non può esistere un "prima", non esiste una causa che lo abbia originato e quindi un Dio. Così uno degli scienziati più famosi al mondo -Stephen Hawking- sosteneva la non esistenza di un creatore. 

Se fino ad Einstein lo spazio ed il tempo erano concepiti come indipendenti, nella vita di tutti i giorni noi comuni mortali viviamo in uno spaziotempo che sono equivalenti: più si va velocemente, più il tempo rallenta e più lo spazio attorno a noi si contrae (nel "paradosso dei gemelli" si compie un viaggio immaginario e chi viaggia alla velocità della luce torna sulla Terra più giovane rispetto a chi è rimasto a terra). I punti dello spaziotempo sono detti eventi e ciascuno di essi corrisponde ad un fenomeno che si verifica in una certa posizione spaziale e in un certo momento. 

Perché questo preambolo?

La vita quotidiana di ciascuno di noi è una questione di timing. Uscire dal proprio studio un minuto prima o dopo può fare la differenza nell'incontrare o meno una persona particolare, e forse quell'"e-vento" condizionerà positivamente o negativamente la nostra giornata. Girare la testa una frazione di secondo può fare la differenza nell'incrociare lo sguardo di una persona e forse quell' "e-vento" condizionerà positivamente o negativamente la giornata. Talvolta tutta la vita. Un "sì" o un "no" detti nel posto giusto ma nel momento sbagliato possono diventare un'arma di distruzione e in alcuni casi condizioneranno la nostra esistenza.

Anche nel trading il timing è tutto. Più si va veloci e più lo spazio attorno a noi si contrae, proprio come nella teoria della relatività. Lo spazio è rappresentato dall'escursione dei prezzi. Il tempo dalla velocità con la quale si verificano gli "e-venti".  

Il caso Telecom nella seduta di giovedì è emblematico di quanto scritto sopra, con il titolo in caduta libera del 23.7% in un brevissimo lasso di tempo, talvolta con escursioni di svariati punti percentuali nell'arco di pochi secondi. Un grande e gigantesco buco nero per molti investitori. Come ho sempre scritto su queste colonne e detto pubblicamente, la mancata regolamentazione e la turbativa di mercato dei software di negoziazione ha provocato e provocherà ancora tutto ciò. E' un rischio sistemico che va a danno dei risparmiatori: i quotatori immettono e tolgono ordini (ma non è vietato???) ribaltano i book e impazziscono con l'esplosione dei volumi (densità estrema) esacerbando i fenomeni proprio come in questo caso, visto che la liquidità che immettono è fittizia come ho mostrato e dimostrato nel video di questa settimana.

Naturalmente il fatto di non impedire l'utilizzo degli HFT (trading ad alta frequenza) è un bene per il trader (gli algoritmi NON RAGIONANO !), ma costituisce un grosso danno per il risparmiatore. Se è vero che l'escursione di un punto percentuale è ininfluente per un operatore di lungo periodo (il classico cassettista), così non è per un trader. Però la manipolazione di mercato che deriva dall'utilizzo indiscriminato di software che agiscono in concerto e all'unisono provoca danni all'intero sistema ed al mercato stesso. Si stima che l'80% delle negoziazioni siano frutto di software e non di "umani" che inseriscono ordini. Questo di fatto costituisce una sorta di monopolio che in quanto tale dovrebbe essere vietato anche dalle normative europee. Aggiungo poi che chi deve vendere un pacchetto di azioni programma il software per essere in continuazione prima lettera (primo ask) e questo "scavalla" gli altri ordini ingenerando il panico e inducendo a vendere a mercato. Insomma mi domando, con buona pace per il Presidente Mattarella ed il suo intervento alla giornata del risparmio (link articolo del Sole24Ore: https://www.ilsole24ore.com/art/mattarellacon-incertezza-e-inflazione-tutelare-risparmio-profumo-denaro-fermo-conti-correnti-debito-pesa-giovani-AFImMUSB), perché non vengano proibiti dal momento che operano in regime di monopolio come scritto precedentemente e creano movimenti a dir poco anomali. Dei giganteschi buchi neri dai quali nulla, nemmeno la luce, può sfuggire.

Un trader in queste situazioni non può che cogliere l'ignoranza dei software "andando in scia" al movimento e seguendone il flusso.

In questo caso non si tratta logicamente di pratica manipolatoria (vietata dalla legge) ma di seguire appunto il flusso di ordini e lo "scavallamento" andando a vendere a mercato. Personalmente credo e sono profondamente convinto che ciò che capita sul mercato azionario in questi ultimi anni (movimenti MAI visti prima) sia frutto di una sorta di "americanizzazione" del mercato. Negli Stati Uniti le azioni hanno escursioni importanti e di diversi punti percentuali e quindi i +20% o i -20% sono all'ordine del giorno, ma il mercato americano ha liquidità a differenza del nostro. I software risultano quindi di derivazione anglosassone e sono "approdati" sulla nostra Borsa con tutto ciò che ne consegue.

Se lo spaziotempo è una sola cosa, ecco che la presenza di pianeti con una grande massa è in grado di deformarne il tessuto. Nel medesimo modo la presenza di grande liquidità (talvolta un grosso ordine in bid o in ask, altre volte una notizia o la pubblicazione di dati) fa sì che le "macchinette" vengano attratte dalla stessa come nella teoria della gravità, proprio perché "loro" forniscono liquidità fittizia e non reale al sistema finanziario nel suo complesso. 

Tornando all'esempio di Telecom sicuramente ci saranno indagini da parte della Consob per spiegare il crollo come riportato dal quotidiano Il Giornale (link articolo: https://www.ilgiornale.it/news/economia/indagine-consob-sulle-vendite-tim-2294181.html), ma, ripeto, finché non verrà inibito l'utilizzo dei software che operano in regime di monopolio il problema resterà e spero con questo mio articolo di aver fornito qualche spunto di riflessione. Aggiungo come sempre che fortunatamente nei mercati regolamentati esistono autorità di vigilanza che però andrebbero implementate soprattutto a livello di mezzi e strumenti utili a contrastare ciò che avviene. Una precisazione: naturalmente quando parlo di immissione automatizzata di ordini (HFT ed algoritmi) NON mi riferisco in alcun modo al trading sistematico: chi lo utilizza gode della mia stima ed ammirazione anche perché purtroppo non capisco nulla di informatica e non sono un programmatore, ma mi affascina molto il fatto di poter testare un'idea di trading.

Di seguito il grafico settimanale di Telecom Italia che ha rotto con decisione e con volumi l'area 0.24-0.25. Step successivo a 0.20 e poi a 0.16-0.17 (minimi storici). 

Grazie a questi movimenti esacerbati dai software "mi sono messo in scia" shortando il titolo alle ore 17:21:17 al prezzo di 0.225 euro e ricoprendolo alle ore 17:21:19 al prezzo di 0.2223. Come scritto precedentemente le macchinette non ragionano e in certi frangenti sono tarate in modalità "one way". Così, quasi in zona Cesarini, ho avuto ancora il coraggio di shortare il titolo a -22% per ricoprirlo a -23%. Un movimento di circa l'1%. In quanto tempo? In due secondi esatti, per dirvi il danno che creano al sistema queste diavolerie. Anche in questo caso è stata solo una questione di timing. 

Analizziamo i principali indici azionari.

Partiamo dall'S&P500. Su scala daily attenzione alla tenuta di 5057 punti, minimi delle ultime due settimane. Sotto tale livello spazio di discesa con possibile overshooting verso 5040 e poi a chiusura gap a 4981 (vedere le linee orizzontali blu). La chiusura settimanale è stata a 5123 punti. Mi aspetto una correzione.

Sul Nasdaq Composite qualcuno sta provando a tirare giù l'indice vendendo i titoli che pesano di più, come Apple e nella seduta di venerdì Nvidia. I grossi operatori manipolano il mercato statunitense come fosse un videogame: è troppo facile far salire la capitalizzazione di 7 titoli per far salire l'indice e tutto ciò che gli ruota dietro (gestioni a replica passiva, etf etc..) per poi farlo scendere con la stessa modalità. Carta su carta, quindi rischio sistemico anche in questo caso e prima o poi il "bubbone" verrà al dunque anche perché c'è stata la brillante idea di creare derivati giornalieri che aumentano ulteriormente la volatilità. My point of view naturalmente. Attenzione alla tenuta di 15860 la cui rottura potrebbe portare alla chiusura gap in area 15580.

Visto che l'ho citata, uno sguardo a Nvidia. Brutta la candela di venerdì (bearish engulfing) che ha portato il titolo ad una chiusura settimanale a 875.28 usd. Possibile una ulteriore correzione verso 840 prima e a 820 dollari poi (prima chiusura di un piccolo gap). L'eventuale mancata tenuta dei livelli vedrebbe un ulteriore indebolimento con spazi di discesa sotto 800$, ma sarà da valutare la modalità e l'entità.

In Europa questa la situazione sul Dax: per il momento abbiamo un allungo settimanale fino a 17780. Trend ancora al rialzo con possibilità di pullback prima a 17620 e poi a 17500 che costituiscono aree supportili. 

Il nostro Future FTSEMIB40 ha chiuso a 33355 punti. Veniamo da ben sei settimane consecutive di rialzo. Anche se siamo in un bull market occorre cautela e bisogna aspettarsi uno storno. Vedremo se e come si concretizzerà. Al momento i supporti sono collocabili a 33050 prima e a 32800 poi. Eventuali rotture ribassiste vedrebbero una potenziale prosecuzione del ribasso verso 32000. Possibile assestamento in corso. Da considerare che entriamo nella settimana delle tre streghe e quindi ci sarà battaglia sui vari livelli, quindi mi aspetto di tutto.

Fronte watchlist...

Come scritto precedentemente mi aspetto una correzione. Il mercato rimane molto difficile anche se in settimana finalmente ho visto un pò di vendite "selvagge". Esempi, oltre al caso Telecom, sono state Nexi ed Azimut piuttosto che titolini come Tinexta o Ferragamo. Vediamo qualche esempio partendo dall'ultima: Salvatore Ferragamo. Sono stati pubblicati i conti sul 2023. Esercizio con ricavi in contrazione del 7.6% a 1.16 miliardi di euro. Il margine operativo lordo è sceso del 15.8% a 251.81 milioni di euro e l'utile netto è sceso a 26.06 miliori rispetto al dato precedente a 69.61 milioni. Conti che non mi sono affatto piaciuti, anche perché la società capitalizza circa 1.95 miliardi di euro e vale 75 volte gli utili. Ricordo di aver provato uno short a -5% che ho dovuto però chiudere quasi subito dopo l'apetura del mercato a causa di un software quotatore (simile a quelli utilizzati qualche settimana fa su un paio di altri titoli che non cito) che ha portato le quotazioni addirittura a 12.18 euro, quindi poco sopra il prezzo di chiusura della seduta precedente. A quel punto sfruttandone le dinamiche mi sono messo "in scia" alla macchinetta e ho shortato non appena la stessa ha fiutato la mancanza di volumetriche: manipolando le quotazioni infatti questi software ne attirano degli altri (si nutrono di volumi e numero di contratti scambiati) ma poi escono non appena cambia il vento. Ho così shortato il titolo a 12 euro figura per poi ricoprirlo non appena i quotatori si sono invertiti. Questa è oggettivamente stata una operazione fatta con una piccola size ma che mi ha dato grande soddisfazione non per aver intuito la programmazione dell'algoritmo alla base del software ma per l'utile percentuale (attorno al 3.3% anche se conseguito nell'arco di quasi un'ora e mezza a mercato). Faccio notare come la chiusura sia poi stata a 11.58 euro, quasi esattamente nel punto di inversione del software, segno che l'attività algoritmica "costruisce" i grafici.

Il caso appena esposto mostra numerosissime analogie con altri due titoli che volutamente non cito. Osservate come sia il grafico daily a sinistra che quello a 5 minuti a destra mostrino il "pump" iniziale del software che ha poi invertito dopo circa mezz'ora spegnendo la macchinetta in acquisto.

Un altro esempio lo trovate di seguito, sempre qualche seduta fa. Titoli diversi e stessi software che ne governano le dinamiche decidendone l'andamento. Concedetemi una battuta: veniva manipolato l'Euribor, le grandi istituzioni finanziarie americane manipolano le quotazioni dei preziosi come scritto già dallo stimato Dott. Bellosta. Volete che un software non riesca a fare la stessa cosa da noi che siamo un mercato che scambia pochissimo (NB: i titoli esposti hanno avuto volumi di milioni di euro nel corso della seduta)? "A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca" diceva il senatore Andreotti.

Se i mercati stornassero potrebbero riprendere un pò di fiato le utilities per bilanciare l'indice, infatti in settimana abbiamo avuto Enel che si è portata a ridosso della media a 200 periodi uscendo dalla congestione dell'ultimo periodo compresa fra 5.80 e 6.00 euro. L'area 5.96-6.00 euro costituisce dunque un potenziale supporto al momento.

La stessa A2A analizzata poche settimane fa pare aver tenuto l'area a 1.61 e si è riportata a 1.75 dove però transita nuovamente il "tappo" della media a 200 anche se sembra che il titolo stia cercando di lasciarsi alle spalle la trendline dinamica discendente degli ultimi mesi.

Italgas, di cui ho una manciata di azioni attorno a 5.30, si è portata a ridosso di una bella resistenza statica che potrebbe cercare di rompere. In questo caso il titolo rimane sopra la media a 200 periodi. Area da bucare a 5.36 e poi nuove resistenze attorno a 5.45.

Perché ho citato questi titoli? Non per il trading ma solo per mettere in evidenza che è possibile una rotazione settoriale: si esce da titoli che hanno performato bene e si entra su quelli più difensivi o ritenuti tali. Una aggiunta: di solito ci si dirige verso un porto più sicuro quando ci si aspetta maggiore turbolenza.

Nonostante questo contesto "viziato" dai software e dal possibile newsflow societario che può condizionare le dinamiche borsistiche, ho deciso di mettere in watchlist i seguenti titoli decidendo di volta in volta l'eventuale operatività long e/o short avendo comunque una road map di base.

Biesse

Sul daily il titolo si sta imbruttendo: pare voglia abbandonare la media mobile a 200 periodi con la quale sta "flirtando" pericolosamente. Ricordo che in un mio vecchio articolo di luglio dello scorso anno avevo messo in evidenza con tanto di immagini come i software quotatori avessero "manovrato ad arte" il titolo. Biesse deve riportare il 14 marzo e non mi stupirebbe di vedere movimenti anomali: quale migliore occasione?

Tinexta

Altro esempio di manipolazione da software. L'ho shortata venerdì ed ho ricoperto il trade quasi sui minimi quando gli algoritmi hanno invertito la rotta. Dopo la pubblicazione dei dati nella seduta di giovedì, il titolo è stato fatto crollare in quella di venerdì: da 18.38 a 16.35....MENO 11% per poi risalire verso la parità (vedere il grafico a 5 minuti). Cose da non credere. Grande shadow sul grafico giornaliero e chiusura poco sopra la media a 200. Movimento a "V" sul grafico a 30 minuti e quindi anche su quello a 5 minuti con volumi molto elevati. Brutto un ritorno verso i minimi. View potenzialmente positiva se i prezzi rimarranno sopra 17.30 con stop tassativo sotto 17.10 market on close (quindi stop massimo del 3.3% ipotizzando un acquisto sul close di venerdì, anche se credo ci possa essere qualche presa di profitto verso 17.40-17.50). Venerdì il titolo ha chiuso a 17.73 euro. 

Ferretti Group

Quotata anche ad Hong Kong, la società di yacht di lusso è stata oggetto di un forte rialzo a partire dal 6 febbraio: da 2.82 a 3.54 euro (+25%). Questa ottava è stata oggetto di vendite: un quotatore si metteva sempre primo in ask senza lasciar "respirare" il titolo che è passato da 3.54 euro a 3.13 in chiusura di ottava (-11.5% circa dai massimi). Possibile test di area 3.10 o addirittura 3.05 dove passa anche la media a 50 periodi di colore bianco. Stop tassativo sotto 3.00 market on close. L'obiettivo? Un rimbalzo. Trattandosi di trade contro trend la size ridotta è fondamentale.

Prima di salutarvi ricordo il calendario societario per la settimana entrante (Fonte dati: Borsa Italiana)

Buon fine settimana a tutti.

Ad maiora!

PNA

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)