In questo video provo a fare ordine in un contesto globale che, come spesso accade, è più rumoroso che chiaro. I mercati stanno reagendo alle mosse della Federal Reserve sul fronte dell’inflazione e, allo stesso tempo, alle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Due fattori che molti usano come alibi per non prendere decisioni, ma che io preferisco leggere come variabili da contestualizzare, non da subire.
A Wall Street continuo a guardare con attenzione il Dow Jones Transportation Average: se i trasporti tengono, il mercato non sta mentendo. E al momento il messaggio è chiaro: il clima resta costruttivo, nonostante tutto. Nulla di euforico, ma nemmeno da panico.
In Europa – e in particolare in Italia – il FTSE MIB si muove con il suo solito passo: lento, ma costante. Non è un mercato da fuochi d’artificio, ma chi sa lavorare sui livelli sa che le opportunità non mancano, soprattutto quando nessuno se le aspetta.
Scendo poi sul concreto, come sempre. Analisi tecnica pura su Ferrari e Saipem, con livelli grafici ben definiti, supporti da rispettare e dati societari imminenti che potrebbero fare la differenza. Qui non si tratta di avere ragione, ma di sapere prima dove uscire se il mercato decide che hai torto.
Condivido anche un aneddoto storico su Cembre, perché ogni tanto fa bene ricordarsi che il valore, nel lungo periodo, premia chi ha pazienza e metodo, non chi rincorre l’ennesima strategia “geniale” a rischio elevato. Il mercato non perdona l’improvvisazione, ma spesso ricompensa la coerenza.
Chiudo con un richiamo che non mi stancherò mai di ripetere: gli stop loss non sono un optional. Vanno gestiti con disciplina, non spostati per orgoglio. In un mondo pieno di incertezza economica, l’unico vero vantaggio competitivo è l’informazione di qualità unita a una gestione del rischio senza compromessi.
Ed è esattamente per questo che continuo a credere nel lavoro giornalistico serio: perché capire cosa succede prima vale molto di più che spiegare cosa è successo dopo.
L’autore del presente articolo è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e non detiene gli strumenti oggetto delle sue analisi.
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