Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Obiettivo reddito – Caccia ai dividendi da record. Preparatevi a un 2026 super


Non solo in termini di rendimento ma anche di tenuta delle quotazioni, pur nel contesto in corso. Quanto si apprestano a remunerare Mps, Banco Bpm e Poste Italiane. (1° puntata)  

Cronache dai mercati

Cercate notizie positive? Eccole! Le azioni ad alto dividendo stanno per rivelarsi le migliori in assoluto soprattutto sulle Borse europee e ancor più a Piazza Affari. E lo confermano non solo gli indici specifici ma anche gli Etf di tale tipo. Che in alcuni casi - proprio i più esasperati nella ricerca di titoli super remunerativi - hanno retto bene alle follie trumpiane. Passiamo però subito all’analisi di Borsa Italiana e di alcune delle azioni leader in questo contesto. È un primo capitolo di un viaggio che si articolerà in varie tappe.

Il caso dell’anno, Mps

Protagonista assoluta delle cronache finanziarie, Monte dei Paschi si conferma regina dei “dividend yield”.

Ha chiuso il 2025 con un utile netto di gruppo di 3,036 miliardi di euro, in crescita rispetto agli 1,95 miliardi dell'esercizio precedente, grazie anche al contributo del consolidamento di Mediobanca nell'ultimo trimestre dell'anno.

È stata così proposta la distribuzione di una cedola di 0,86 euro, per un monte dividendi di oltre 2,6 miliardi di euro.

Facciamo allora dei conti, considerando l’alta volatilità del titolo.

Importo dividendo

0,86 Eur

Stacco

18/5/2026

Pagamento

20/5/2026

Yield in corso

11,3%

Yield su minimo 2026

(6,848 Eur - 9/3)

12,5%

Volatilità annua

L’ultimo dato aggiornato indica un valore su base annua del 35%, quindi molto elevato

Da notare…

Una recente assemblea straordinaria della banca ha dato il via alla possibilità di destinare tutti gli utili a dividendo (con il limite della riserva legale del 5%). La fusione con Mediobanca potrebbe quindi riservare interessanti novità in merito nei prossimi anni

Banco Bpm verso il saldo dà un segnale

I tanti rumours attorno all’istituto milanese hanno fatto sì che il mercato abbia trascurato gli aspetti relativi al dividendo. È indubbio che l’interesse prevalente è quello riferito all’ipotizzato matrimonio con un’altra banca. Le notizie delle ultime ore riferiscono che un'eventuale aggregazione tra Banco Bpm e Credit Agricole avrebbe un solido fondamento. Questa è quanto meno l’opinione di di Fitch Rating, che in un webinar sulle banche italiane ha sostenuto però di non pensare che nel 2026 si vedranno sviluppi su questo deal potenziale.

Si guarda quindi all’azione anche in una prospettiva futura di ulteriore apprezzamento, seppur in un contesto di non trascurabile volatilità.

Importo dividendo (saldo)

+ acconto versato nel 2025 = totale 1 Eur

0,54 Eur

Stacco

20/4/2026

Pagamento

22/4/2026

Yield in corso

4,5%

Totale (più acconto) 8,3%

Yield su minimo 2026

(10,94 Eur - 9/3)

4,9%

Totale (più acconto) 9,1%

Volatilità annua

30%

Da notare…

Per l’esercizio riferito all’anno 2024 fu versato lo stesso importo ma con due rate diverse (0,4 Eur l’acconto e 0,6 Eur il saldo). Il fatto che nel 2025 il saldo – prossimo al pagamento – sia stato ridotto potrebbe essere un primo segnale di minore marginalità

Poste Italiane dopo l’annuncio di Opas su Telecom

Star delle vicende di aggregazione nell’ambito delle società pubbliche dopo l’annuncio dell’Opas su Telecom Italia (con una componente in denaro pari a 0,167 Eur per ciascuna azione portata in adesione, e una componente in titoli pari a 0,0218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuova emissione per ciascuna azione di Tim), che porterà alla creazione di un gigante a livello europeo, l’andamento del titolo è risultato altalenante nelle ultime sedute, aprendo occasioni interessanti proprio per i cacciatori di yield.

Importo dividendo (saldo)

+ acconto versato nel 2025 = totale 1,25 Eur

0,85 Eur

Stacco

22/6/2026

Pagamento

24/6/2026

Yield in corso

4,2%

Totale (più acconto) 6,2%

Yield su minimo 2026

(19,28 Eur - 23/3)

4,4%

Totale (più acconto) 6,5%

Volatilità annua

18,1%

Da notare…

L'obiettivo dell’Opas su Telecom, che è anche la condizione, sta nell’arrivare al raggiungimento di almeno il 66,67% di capitale aderente

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