Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci Piano Bar : Focus Commodity del 11/04/2026
Focus Commodity è un’estensione della rubrica Piano Bar di Virginio Frigieri che analizza con le Onde di Elliott alcune commodity scelte di volta in volta in base all’andamento del momento senza fissa frequenza.
Soft Commodity:
Cacao
I dubbi che avevamo sulla fine effettiva di onda (II) in queste due settimane sembrano essere dissolti. I prezzi del cacao sono saliti un po' senza grossi strappi ma sembrano ora mostrare un chiaro 1-2 rialzista come vediamo sul secondo grafico a 2 ore.
L’attraversamento della zona azzurra evidenziata nel grafico successivo sarà con ogni probabilità il segnale per aprire una posizione long. Del resto se osserviamo i due indicatori , tanto l’RSI come il QQE sembrano orientati ormai al bello.
Caffè
Anche il caffè sembra impostato su un 1-2 di terza ondata che promette bene, ma non dobbiamo avere fretta.
Cotone:
Il cotone ha infilato una serie di 1-2 rialzisti che a questo punto dovrebbero dare il via ad una terza estesa senza precedenti. A capirlo subito avremmo dovuto esser già dentro, e invece a forza di cercar di essere prudenti ci siamo persi un giro di giostra. A questo punto una schioppettata proveremo a dargliela comunque e poi vedremo come gira.
Zucchero:
Lo zucchero si avvia a concludere il suo trend ribassista ma è ancora presto per pensare di aprire posizioni al rialzo.
Grani:
Mais:
Il mais sembra ormai ben impostato al rialzo seppure con un’inclinazione abbastanza contenuta che denota un trend tranquillo. Vediamo come muove la settimana entrante poi valuteremo.
Soia:
Sulla soia dobbiamo essere sicuri che l’onda 4 sia conclusa perché di spazio per scendere ancora un po' ce ne sarebbe, ma la quinta che verrà avanti dovrebbe meritare un buy.
Wheat
Anche il grano se riesce a concludere l’onda 2 in corso sulla terza dovrebbe volare. Da seguire.
Altre:
Rame:
Il rame ha lasciato il canale di decelerazione dell’onda 4 e sta modellando l’onda 5 al rialzo per cui un lotto al rialzo dobbiamo provare a prenderlo anche se il rame ci ha regalato statisticamente più dolori che gioie.
Crude Oil:
Il petrolio sulla carta dovrebbe salire ancora ma sappiamo bene che in tempi come questi ogni previsione può essere smentita in meno di 24 ore. Ciuffettone, sta mantenendo fede a quanto aveva promesso facendo dell’ambiguità strategica la sua arma principale con cui gettare nel panico e nella confusione gli antagonisti cambiando idea dalla sera alla mattina, in tutto il caos generale noi Europei dimostriamo per l’ennesima volta di non contare una mazza mentre noi italiani siamo velocissimi ad applicare il furto come prima e più redditizia fonte di guadagno. Aumentare il prezzo del gasolio del 30% da inizio anno ad oggi vuol dire a cascata provocare un’ondata di inflazione che pagheremo tuti soprattutto nel carrello della spesa. Ora se è chiaro che la chiusura del canale di Hormuz fa alzare inevitabilmente il prezzo del petrolio bisognerebbe anche ricordarsi che da solo il 10% del petrolio e l’8,5% del gas che escono da Hormuz sono destinati all’Europa… mentre l’80% se ne va sui mercati asiatici e il restante 10% verso altre destinazioni. Se l’Europa esistesse non potrebbe certo impedire un amento del prezzo del barile ma quanto meno calmierarlo cercando accordi coi suoi fornitori che non transitano da Hormuz. Invece siamo i primi ad alzare i prezzi e a farlo in misura maggiore di altri.
Qualche amico mi chiede come leggo la storia di questo conflitto USA_IRAN?. Io non sono un politologo non consigli da dare a nessuno, ma come diceva il buon Andreotti a pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende, e allora penso che alla fine il vero obiettivo di Trump non sia l’Iran in quanto tale ma siano i Paesi Arabi. Trump sta parlando a nuora perchè suocera intenda. Il vero nemico degli USA resta la Cina e negli ultimi anni con la storia dei BRICS i Paesi del Golfo avevano iniziato ad accettare di vendere petrolio e gas alla Cina, facendosi pagare in YUAN… Questo manda a puttane gli accordi fatti a suo tempo da Nixon e Kissinger che avevano creato i “petro-dollari” fornendo ai paesi Arabi protezione militare a patto che questi avessero venduto sempre il loro petrolio prezzandolo in Dollari e dando loro la possibilità di investire le loro eccedenze in titoli di stato americani. Quando Saddam accettò di vendere il suo petrolio agli europei facendosi pagare in Euro, sappiamo come è finita.. Ora sta dicendo ai paesi Arabi: …guardate che se prendo il controllo militare dello stretto di Hormuz e impongo dazi a ogni petroliera che vuole passare di lì e magari mi spartisco con l’IRAN i dazi incassati, …voi signori avrete un bel danno economico… mentre se rimettiamo le cose a posto potremmo tornare a fare affari come ai vecchi tempi… poi i problemi saranno certamente più complicati, ma qualcosa del genere che non passa sulle tele-finzioni nazionali secondo me c’è… è il classico tentativo di prendere due piccioni con una fava. Ufficialmente bombardo l’IRAN perché è un regime pericoloso, perché non devono metter su la bomba atomica etc..etc, ma contemporaneamente dimostro agli altri paesi li attorno che il blocco del canale di Hormuz costerà loro parecchi soldi invitandoli a una riflessione sulla opportunità di continuare a vendere petrolio in valute diverse dal dollaro…
Natural Gas:
Il gas naturale ha continuato a scendere e finché non trova un minimo che tenga dobbiamo stare fermi.
alla prossima
L’autore del presente articolo è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e non detiene gli strumenti oggetto delle sue analisi.
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