“La riunione si terrà nella splendida location individuata dalla SICAV, in un contesto esclusivo coerente con l’alto livello dei prodotti finanziari di cui illustreremo le caratteristiche”. È il classico invito che raggiunge il consulente finanziario, questa specie di ponte per comunicare con l’investitore finale. Sul tema ho raccolto alcune impressioni dai colleghi Luca M Cucchiani e Germano Villani.

1) Con quale spirito vai alle riunioni delle SICAV? Con animo un po' disincantato ormai. Da un lato con la curiosità di cogliere spunti utili ed apprezzare la qualità degli studi presentati, dall’altro con la consapevolezza che spesso si tratta di incontri orientati alla vendita più che ad un reale confronto. Con la predisposizione a filtrare il contenuto degli interventi ed a leggere tra le righe per tirare le somme ed arrivare a trarre conclusioni, altrimenti è un po'
come salpare affidandosi a previsioni meteo “statisticamente” sempre buone.
2) Quali tratti comuni trovi? Presentano caratteristiche ricorrenti; centrale è la dimensione della SICAV, sia in quanto enorme, sia in quanto “piccola boutique”. Così come l’enfasi posta sulla qualità dei gestori e sulle performance realizzate. A volte la presentazione dello scenario macroeconomico è fatta con il “politichese” e vi domina il sapore del famoso lungo termine come giustificazione universale per restare investiti. E utile a sollecitare il giustificare la
sottoscrizione di fondi azionari inviti al risparmiatore italiano che storicamente ha poco azionario in portafoglio. Scarso spazio, o totale assenza, all’ambito quantitativo, alla analisi tecnica e soprattutto all’innominabile timing. La comunicazione a volte è focalizzata su argomenti quali ESG, Cina, AI, robotica, mobilità alternativa, pet food. Oppure su temi di moda come i fondi a stacco cedola. Insomma c’è sempre la lista degli acquisti mentre si evitano i controlli sui contenuti delle riunioni precedenti.
3) A fine riunione quale utilità percepisci per il tuo lavoro?
Le indicazioni operative sono condite da una dose di ottimismo necessaria d’altronde per “far girare la macchina” e vanno interpretate con spirito critico. Si esce dalla riunione con informazioni utili a comprendere la costruzione dei prodotti e con spunti sulle narrazioni che influenzano i mercati. Si percepisce però che non verrà offerto un monitoraggio o ulteriori indicazioni tattiche nei mesi successivi. Insomma con la sensazione di essere soli nelle
scelte e gravati come al solito dal peso della responsabilità finale; con la consapevolezza che, quando il mare si fa mosso, non è la casa di investimento a gestire la relazione con il cliente.
Svariati colleghi inoltre paragonano certi interventi ad un noioso telegiornale dagli argomenti un po' scontati. In questi casi si ha la tentazione di fare una imbarazzante domanda chiusa alla quale non sia dato rispondere con democristiana diplomazia: ”avete mai consigliato di ridurre drasticamente l’azionario?” La replica metterebbe
inevitabilmente a nudo l’annoso conflitto di interessi e la verifica sulla capacità dei gestori.
Molti consulenti ammettono candidamente di andare sporadicamente alle riunioni visto che le SICAV inviano dei brevi ma sostanziosi video abbastanza di frequente. Altri prediligono quelle organizzate da EFPA, altri ancora quelle in cui si parla di gestioni con approccio quantitativo. Piacciono sempre di più certe “riunioni da salotto”, quelle riservate a 20 persone, in cui le SICAV sono più incisive, operative e vanno al dunque.
In conclusione le informazioni delle SICAV aggiungono comunque un utile tassello alla complessità della professione del consulente finanziario che alcuni colleghi definiscono usurante. Forse in riferimento a quella percentuale di risparmiatori ansiosi che prosciugano l’energia e rendono la giornata piena di incontri poco stimolanti. Ecco cosa ci vorrebbe: la competenza relazionale degli psicologi! Che sia un’idea da raccogliere signore SICAV? Intanto i sistemi hanno caricato l’azionario all’85% e si procede a tutto gas, per qualche settimana la Panda può attendere.






