Arrivo in colpevole ritardo su questo argomento, e me ne scuso con tutti voi lettori. Questo pezzo esce solo adesso per due ragioni: la prima è una sottovalutazione (a livello globale) di un problema che è nato verso la fine della scorsa primavera, la seconda deriva dallo studio che per diverse settimane mi ha tenuto impegnato da un punto di vista strettamente lavorativo senza ahimé pensare che ci potessero essere dei risvolti positivi da sfruttare nel mondo del trading.
Ma andiamo con ordine. La materia prima di cui voglio parlarvi oggi è il tungsteno, minerale alla base della costruzione di alcuni utensili da taglio (ad asportazione di truciolo). In realtà la sostanza incriminata è il paratungstato di ammonio (APT), ovvero un sale bianco cristallino indispensabile per la produzione di carburo di tungsteno, materiale conosciuto volgarmente nel mondo industriale come metallo duro. Peraltro, il tungsteno rimane una materia prima strategica per molti settori industriali ad elevata tecnologia in quanto le sue caratteristiche di base (notevole durezza, densità elevata ed ottima resistenza al calore) sono ritenute sempre più insostituibili; prove ne è che la lavorazione alla macchina utensili di molti materiali, alcuni di ultima generazione, richiede obbligatoriamente o quasi l’impiego di utensili realizzati con questo materiale. Senza stare a tediarvi con ulteriori dettagli, vi basti sapere che i settori interessati dal tungsteno sono l’automotive e l’aerospace in prima battuta, ma a rimorchio arrivano il mondo dei semiconduttori e quello delle batterie, sebbene questo ancora in fase di espansione. Purtroppo, last but not least, negli ultimi anni è sopraggiunto anche il comparto militare a portare pressione sul tungsteno, utilizzato in leghe specifiche che sostituiscono materiali più problematici da gestire e che sono appunto costantemente richieste per la produzione di armamenti, campo industriale sempre più in primo piano. Capite bene, quindi, come proprio grazie a questo utilizzo la richiesta di tungsteno abbia comportato un primo shock nella domanda sebbene, nonostante appunto i numerosi conflitti che persistono sul nostro pianeta, non sia stato solo questo a generare un exploit dei prezzi. Il vero problema, infatti, nasce con l’ormai (tristemente) famoso giorno denominato “Liberation Day” in cui, di fatto, si è scatenata la guerra commerciale tra gli USA e il resto del mondo (o quasi), ed in modo particolare con la Cina. La quale, per ritorsione, fra le varie misure adottate per rispondere ai dazi americani sulle importazioni, ha deciso di dare una stretta alla produzione e all’esportazione proprio dell’APT di cui detiene circa l’80% della capacità produttiva mondiale: non un monopolio … ma quasi. E da inizio giugno 2025 il prezzo del tungsteno è aumentato esponenzialmente dai $ 40/kg ai quasi $ 320/kg della scorsa settimana. E le previsioni per il corrente 2026 vedono un target a $ 500/kg. Per chi volesse approfondire, lascio il seguente link in cui ho prodotto un resoconto più tecnico e dettagliato della situazione commerciale sul sito aziendale: www.fium.it/news/aumento-metallo-duro .
Ma come si poteva sfruttare questa situazione (e come si potrebbe ancora farlo in ragione delle ipotesi di prosecuzione dei rincari) per cercare di portare a casa due soldi ? Il tungsteno non è una materia prima come rame e alluminio, pur avendo appunto anch’esso implicazioni industriali; non è cioè mai stato considerato nel mondo degli investimenti, ragion per cui non esistono ETC o certificati di qualsiasi genere con cui poter fare trading. Tra l’altro, con una produzione in quasi regime di monopolio, sarebbe anche difficile per chiunque costituire uno straccio di benchmark sufficientemente trasparente da poter strutturare un prodotto che vada in replica. Quindi, con l’investimento diretto di fatto impossibile, e così pure su eventuali derivati, non resta che rivolgersi ad aziende che hanno a che fare in un modo o nell’altro con il tungsteno.
Almonty Industries (ALM): azienda canadese quotata sul Nasdaq che si occupa dell'estrazione, della lavorazione e della spedizione di concentrati di tungsteno.

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Interessante, come possiamo vedere, la risalita dopo lo scarico da ipercomprato. La chiusura sopra la mm a 20 periodi potrebbe essere foriera di una ripartenza per andare a ricercare nuovamente i massimi del mese scorso e probabilmente anche oltre.
Kennametal (KMT): società americana quotata sul Nyse che opera nel mio settore (produzione di utensili da taglio in metallo duro) e che segue anche il segmento delle infrastrutture con la produzione di utensili per il movimento terra.

Anche lei ieri ha beneficiato della nuova euforia sui mercati passando di slancio la mm a 20 periodi. Non mi fa impazzire il gap lasciato per strada, ma rimane da seguire perché questo genere di aziende hanno cominciato abbastanza bene l’esercizio corrente (spoiler di una recente riunione tra utensilieri) e sono fiduciose di chiudere con un progresso nel fatturato rispetto allo scorso anno indipendentemente dai sovrapprezzi che già impongono ed imporranno ai loro prodotti.
Ci sarebbero poi altre aziende su cui tuttavia è quasi impossibile, per noi comuni mortali, provare a fare una “sana” compravendita in quanto aziende cinesi che non hanno quotazioni sui mercati occidentali: China Minmetals Corporation e China Tungsten and Hightech Materials.
Ribadisco che stiamo parlando di un settore di nicchia e di investimenti “non per tutti”, ma le società di cui sopra ieri hanno comunque scambiato per 100 milioni di dollari la prima e più di 56 la seconda … non proprio bruscolini. Ci fosse almeno un future, si potrebbe fare trading in modo più lineare; ma quando c’è una sorta di monopolio nella gestione di una materia prima è evidente che i paradigmi standard gestionali troverebbero difficile applicazione. Vedremo comunque nel corso dell’anno come si comporteranno queste aziende perché potrebbero riservare davvero qualche sorpresa positiva.
Semper fidelis.
L'autore del presente articolo è un trader privato e potrebbe essere direttamente interessato e quindi in conflitto di interesse con i lettori sugli strumenti finanziari da lui citati.
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