Come ormai osserviamo da mesi, le situazioni macroeconomiche e macropolitiche sembrano incidere sui mercati solo “giornalmente”, producendo magari volatilità di breve, ma senza riuscire a modificare davvero la tendenza di fondo che resta fortemente improntata al rialzo.
Eppure i motivi per essere prudenti non mancherebbero: tassi in aumento, rischio di nuove pressioni inflattive, costi energetici sempre "delicati" per l’Europa, tensioni geopolitiche tutt’altro che archiviate e un rialzo che, soprattutto negli Stati Uniti, appare molto concentrato su tecnologia e intelligenza artificiale.
Nonostante tutto, però, la forza relativa degli indici americani e non solo, continua a prevalere. E quando il mercato decide di salire, anche se il contesto non sembra aiutarlo più di tanto, l’unica cosa sensata è prendere atto del movimento e seguire i livelli.
Mercati sempre in alto quindi, che dall’ultima analisi hanno confermato la propria forza rialzista rompendo resistenze molto importanti e fornendo quindi un segnale rilevante di prosecuzione del movimento.
Questo è avvenuto soprattutto sugli indici americani, che continuano a mostrare maggiore convinzione rispetto ad altri mercati. Vediamoli di seguito:
S&P 500
Avevo lasciato l’indice in area 7160, ovvero sulla MOB originata dal massimo precedente. Come ormai sappiamo, statisticamente quando la MOB viene superata il mercato tende ad accelerare e a sviluppare un’estensione del movimento.
Avevo indicato un possibile target successivo in area 7300, ma l’indice è riuscito a spingersi addirittura oltre i 7500.
A questo punto, per cercare di capire dove potrebbe dirigersi il movimento e cosa potrebbe accadere nelle prossime giornate, la soluzione migliore è analizzare il grafico a 120 minuti, focalizzandoci sull’intera struttura sviluppatasi a partire da aprile.
Anche il software conferma ciò che è già ben visibile senza particolari aiuti grafici: dovremmo trovarci all’interno di una onda 3, ovvero la fase normalmente più forte ed estesa del movimento.
Allo stesso tempo iniziano però a emergere forti probabilità dell’avvio di un ritracciamento, quindi di una possibile onda 4, che non comprometterebbe la struttura rialzista fino a eventuali estensioni in area 6950 circa.
Per poter parlare concretamente di inizio della correzione, l’indice dovrà però almeno scendere sotto area 7300.
Nel grafico sono presenti due Ellipse: la prima dovrebbe concretizzarsi attualmente intorno a 7280, la seconda in area 6970 circa. Quest’ultima è sicuramente la più rilevante e sarebbe preferibile, per il mantenimento della forza e della struttura rialzista del trend, che non venisse superata al ribasso.
Nasdaq Composite
Situazione molto simile a quella dell’S&P 500, con il Nasdaq che ha addirittura espresso una forza ancora maggiore. Ho lasciato sul grafico i target che avevo indicato nelle precedenti analisi, ma che il mercato ha superato quasi senza esitazione.
Anche questo indice si trova teoricamente nella condizione ideale per sviluppare una correzione, quella che potremmo definire una onda 4, ma al momento non mostra alcun reale segnale in tal senso.
Vedremo cosa accadrà nelle prossime giornate, anche perché abbiamo ormai imparato quanto rapidamente possa cambiare il mood del mercato, talvolta anche in maniera del tutto inaspettata.
Sul grafico sono comunque presenti due Ellipse che, nel caso di una fase correttiva, potrebbero rappresentare aree di supporto per il movimento.
Russell 2000
Russell 2000 decisamente più debole rispetto agli altri indici americani. Ha sì superato la prima MOB, ma il vero target del movimento si trova sulla successiva, area alla quale si è soltanto avvicinato senza però entrarvi realmente.
Probabilmente la differente composizione dell’indice rispetto a S&P 500 e Nasdaq continua a fare la differenza. Il Russell, infatti, è molto più esposto a società medio-piccole e più legate all’economia reale americana, mentre gli altri due indici continuano a beneficiare della forza dei grandi colossi tecnologici.
In particolare Nasdaq e, in parte, anche S&P 500, hanno una forte componente legata ai titoli collegati all’intelligenza artificiale e ai mega-cap tecnologici, che continuano a catalizzare flussi e interesse speculativo. Questo sta contribuendo a mantenere una forza relativa decisamente superiore rispetto a quella mostrata dal Russell 2000.
Ftse Mib 40
Meno deciso il movimento del nostro indice italiano, che comunque ha superato anch’esso la MOB più importante della struttura, segnalando la volontà di sviluppare un’estensione.
Al momento, però, il movimento è stato fermato dalla MOB più piccola, generata proprio dal massimo precedente e utile a individuare il primo target dell’estensione.
Da evidenziare che il software indica come possibile target del movimento area 50100, livello collocato poco sopra i massimi toccati in settimana, con il -5- evidenziato dalla freccia sul grafico.
Mah, vedremo :-)
Gold Fut.
Come evidenziato ormai da alcune settimane, il future dell’oro non presenta una conformazione grafica di forza, ma piuttosto una struttura al momento debole.
Il PTI a 20 indica infatti che le probabilità di un rialzo capace di superare i massimi precedenti restano basse. Al di là di questo, il trend avrebbe ripreso vigore solo con il superamento di area 5000, livello che però il future non è ancora riuscito a oltrepassare.
Anche le frecce che evidenziano le Ellipse confermano questa debolezza, proprio perché tali aree non sono state superate. Al momento il trend appare debolmente decrescente e il primo possibile supporto potrebbe essere rappresentato dall’Ellipse in formazione, attualmente stimata intorno ad area 4500.
L’eventuale violazione di questa zona potrebbe ragionevolmente favorire una prosecuzione del ribasso almeno verso area 4400/4200.
Segnali di prima ripresa di forza si avrebbero invece solo con un ritorno sopra area 4900.
Brent Future
Le scommesse sul prezzo del petrolio, sui target al rialzo si sprecano, sia al bar che sui giornali finanziari. Ma più o meno tutti scommettono al rialzo. Vediamo cosa ci potrebbe evidenziare una analisi con il Get.
Ci si presenta una tipica conformazione in cinque onde, con una quarta onda che sembrerebbe ormai conclusa e l’avvio dell’ultima onda rialzista, che però al momento appare ancora piuttosto debole, vedi anche PTI a 6.
Un ritorno sotto area 100 rappresenterebbe un segnale di debolezza, mentre il superamento di 112 potrebbe aprire la strada a una spinta almeno verso 119, primo target del movimento.
Successivamente, l’area intorno a 128 sembrerebbe rappresentare il target finale di questa struttura. Un eventuale superamento anche di tale livello aprirebbe scenari decisamente più ambiziosi, con possibili proiezioni addirittura in area 164. 164. Target che, francamente, oggi sembra quasi fuori scala, ma che il software segnala.
Meglio però procedere per gradi, perché la conformazione attuale, almeno per ora, non sembra ancora promettere rialzi così spinti.
Per quanto riguarda eventuali titoli interessanti con configurazione Type 1 Trade, il sistema di ingresso che francamente prediligo, al momento c’è poco da segnalare.
Del resto, questo sembra confermare anche la fase in cui ci troviamo sul mercato: se siamo effettivamente all’interno di una onda 3, i segnali Type 1, che si costruiscono sulle onde 4, tendono inevitabilmente a latitare.
In altre parole, proprio l’assenza di configurazioni interessanti di questo tipo sembra coerente con la lettura attuale del mercato. Per ora, quindi, non emergono titoli degni di particolare attenzione sotto questo profilo.
Al momento la lista resta vuota, meglio non forzare la mano: se il mercato costruirà le giuste condizioni, saranno i grafici stessi a far emergere nuove ed interessanti configurazioni.
Buona domenica
Glossario:
MOB (Make or Break): Il livello MOB, o "Make or Break," rappresenta una zona di proiezione dei prezzi calcolata con l'analisi di momentum. Rappresenta un livello fondamentale che, se mantenuto, può fungere da punto di rimbalzo per il titolo. Se infranto, invece, segnala una probabile accelerazione nella direzione della rottura, spesso anticipando un movimento deciso di prezzo.
Ellipse: Strumento grafico che combina tempo e prezzo per identificare una zona probabile di correzione o inversione. Proiettata a partire da un punto di massimo o minimo significativo, l’ellipse indica un intervallo temporale e di prezzo entro cui è atteso un possibile ritracciamento. Se il prezzo rimane all'interno di questa zona, è più probabile che il trend riprenda. Se il prezzo rompe l’ellisse, può suggerire una continuazione o inversione di trend importante
L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
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