Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Strategie Value: violato il livello tecnico per TECHNOGYM


TECHNOGYM non ha bisogno di molte presentazioni. Parliamo di una delle eccellenze italiane più riconoscibili a livello globale nel mondo wellness e fitness, una società capace negli anni di costruire un brand fortissimo, marginalità di assoluto livello e una leadership industriale difficilmente contestabile nel proprio settore.

Più volte, all’interno della rubrica, abbiamo sottolineato la qualità della storia: fondamentali solidi, crescita ordinata, capacità di generare cassa e una struttura industriale che il mercato ha progressivamente imparato a premiare. Non a caso, il titolo è stato uno dei grandi protagonisti del nostro portafoglio di lungo periodo.

Sabato scorso avevamo però evidenziato un livello tecnico preciso: € 18,80. Una soglia che ritenevamo importante per difendere l’eccezionale performance maturata nel tempo. Oggi, con la violazione ribassista di quel livello, il mercato ci impone disciplina.

Con sommo dispiacere — e con la concreta possibilità di pentircene qualora il titolo dovesse rapidamente riprendere forza — decidiamo quindi di chiudere la posizione dopo quasi sei anni di permanenza in portafoglio.

L’ingresso nella rubrica risale infatti al 2 agosto 2020 a € 7,18. L’uscita odierna avviene a € 18,80, per una performance del +161,84% sul titolo che, considerando anche i dividendi incassati nel tempo, porta il rendimento complessivo in euro al +183,70%.

Numeri che raccontano da soli la qualità della storia e la forza del trend che TECHNOGYM è stata capace di costruire in questi anni.

Questo non cambia minimamente il giudizio industriale sulla società. Semplicemente, dopo un movimento straordinario, il grafico ci impone prudenza. E nel lungo periodo, come sappiamo, la differenza non la fanno soltanto le grandi intuizioni, ma anche la capacità di rispettare i livelli che ci siamo dati quando il mercato cambia ritmo.

Vedremo se sarà soltanto una pausa o qualcosa di più profondo. Nel dubbio, però, si ritiene più prudente uscire con un gain importante piuttosto che trasformare un capolavoro operativo in un esercizio di speranza.

Francesco Norcini è un investitore privato che detiene le azioni oggetto dei suoi articoli creando in questo modo un potenziale conflitto di interesse con i lettori.
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