Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci. Settimana 21 (25-31 Maggio 2026)


Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci 2026/21

Piano Bar di Virginio Frigieri                                                                31/05/2026

 

Analisi Indici USA : S&P500

L’indice S&P500 resta nelle fasi finali dell’onda (5) e di tutti i livelli superiori. Con queste quattro sedute di rialzo l’onda (5) ha già superato la lunghezza dell’onda (1). L’onda (1) da Marzo 2020 a gennaio 2022, realizzò 2605,84 punti in 652 giorno con una pendenza di 17,05°. L’onda (5) dal 7 aprile 2025 ad oggi ha realizzato 2.764,34 punti in 423 giorni con una pendenza dei 26,91°. Negli ultimi quattro giorni l’indice ha messo a segno tre nuovi massimi storici, ma lo ha fatto con ampiezza negativa per quattro sedute consecutive. È un contrasto che non passa inosservato: il mercato sale, ma non lo segue nessuno. La fanfara suona, ma in sala ci sono quattro gatti, pochi strumenti, e non tutti accordati. Questo tipo di comportamento è tipico delle fasi terminali di onda, quando la spinta residua si concentra su un gruppo ristretto di titoli mentre il resto del listino mostra segni di affaticamento. Anche l’RSI, ormai stabilmente sopra quota 70, conferma un contesto di estensione più che di forza diffusa.

In sintesi:

  •      - La struttura d’onda è vicina al completamento.
  •      - I nuovi massimi ci sono, ma la partecipazione è debole.
  •      - Ogni ulteriore estensione è possibile, ma appartiene alla parte finale del movimento.

È un quadro che richiede attenzione: non è allarme, ma consapevolezza che la fase è matura e che la spinta attuale non è più corale. La prossima resistenza si colloca a 7670,46 punti do l’onda 5 sarà il 200% dell’estensione di onda 4.

Analisi Indici USA: Dow Jones Industrial

Il rally dell’onda 5 di grado minor del DJIA ha spinto l’indice fino a 51.094,10, con una chiusura in rialzo di 363,49 punti (+0,72%). Numeri solidi in apparenza, ma anche qui la struttura interna racconta una storia diversa: 13 titoli in rialzo e 17 in ribasso. L’indice sale, ma la squadra non segue. È un rialzo più “di facciata” che corale. La trendline che collega i picchi dell’onda 1 e 3 ha incrociato quota 51.517 lunedì, e i prezzi sembrano effettivamente attratti da quel livello. È un comportamento tipico delle quinte mature: cercano il contatto con la trendline superiore prima di esaurire la spinta.

Cosa guardare adesso

  •       - Un allungo verso 51.517 è possibile, anche solo per “toccare” la linea.
  •       - Ma la struttura resta delicata: una chiusura sotto 50.000 sarebbe il primo segnale concreto che la spinta                  rialzista sta perdendo equilibrio.
  •      - L’ampiezza negativa non è un dettaglio: quando il Dow sale con più titoli in rosso che in verde, significa che il          movimento è stretto, non partecipato.

Concludendo il Dow può ancora completare la sua corsa verso la trendline, ma il quadro interno non è quello di un mercato in salute piena. È più un movimento di fine onda che un nuovo impulso.

Analisi Indici USA : Nasdaq100

Il pattern del Nasdaq100 continua a ricalcare molto da vicino quello dell’S&P 500. L’impulso partito il 30 marzo è ormai maturo, e la struttura suggerisce che il movimento possa essersi concluso il 29 maggio a 30.470,03. Se così non fosse, il prossimo livello naturale è 30.762,75, dove l’onda [v] di grado minute sarà il 200% dell’onda [iv]. (un rapporto classico nelle fasi terminali delle quinte). Anche qui, però, la dinamica interna non è quella di un mercato in piena salute: il Nasdaq continua a salire, ma la partecipazione non è entusiasmante. È uno di quei movimenti dove il listino fa nuovi massimi, ma non c’è la folla dietro a spingere. Il primo indizio concreto che il trend sta girando sarà un lieve calo strutturato in cinque onde. Non serve un crollo: basta un cinque onde pulito al ribasso per indicare che l’onda [v] ha esaurito la spinta.

In sintesi

  •      - Il pattern è maturo.
  •      - Il massimo del 29 maggio potrebbe essere la chiusura.
  •      - Se non lo è, il target successivo è 30.762,75.
  •      - Un cinque onde al ribasso sarà il primo vero campanello d’allarme.

Obbligazionario: Previsioni su Rendimenti e Prezzi dei Bond USA

Il trentennale del Tesoro USA ha avuto un movimento netto: prima la spinta fino a 112,26 mercoledì, poi una discesa brusca e infine un ritorno verso lo stesso livello. È un comportamento tipico dei movimenti in contro-trend. La spinta verso 112,26 potrebbe aver completato l’intero rialzo correttivo iniziato dal minimo del 20 maggio, ma il pattern a breve presenta ancora più di un’opzione. Non è il momento di trarre conclusioni definitive: siamo nella parte del grafico dove le onde “si assomigliano tutte” e servono conferme. Il quadro più ampio, però, resta chiaro: l’onda (5) di grado intermedio ribassista è ancora in corso e, una volta ripreso il movimento principale, dovrebbe portare i prezzi sotto 107,04 il minimo dell’onda (3). In altre parole: il rimbalzo c’è stato, ma la tendenza dominante resta ribassista. Finché non vediamo un cinque onde rialzista pulito, ogni salita è solo un’onda che “respira” dentro un trend più grande che punta ancora verso il basso.

Il rendimento del decennale USA è sceso questa settimana, e la correzione dovrebbe essere terminata ma non ne siamo sicuri. Vedremo questa settimana se dobbiamo rivedere i nostri conteggi.


Forex e Valute : Target Dollar Index e EUR/USD con Fibonacci

Il rialzo dell'indice del dollaro USA da 97,625, (minimo del 6 maggio), rappresenta l'onda [i] di grado minute dell'onda 3 di grado minor. Ora è in atto l’onda [ii] che andrà a ritracciare con buona probabilità il 61,8% dell’onda [i]. Una volta che l’onda [ii] sarà terminata, l’onda [iii] di 3 dovrebbe riportare il dollaro in forte rialzo per diverse settimane. Come scenario alternativo potrebbe essere che l’onda 2 non sia affatto terminata ma stia sviluppando un doppio zigzag. In questo caso l’attuale fine di onda 2 sarebbe in realtà solo un’onda [w]  e l’attuale massimo di onda [i] un ‘onda [x]. In questo caso l’onda [y] dovrebbe scendere in area 93,3 – 93,6.   Un primo segnale che confermerebbe questo scenario sarebbe il cedimento di quota 97,5.

L’euro come sempre muoverà in senso opposto al dollaro.

Analisi Metalli Preziosi: Oro, Argento, Platino e Palladio

Oro:

L’oro continua a muoversi all’interno di una grande onda (4) di grado intermedio, e il rialzo recente sopra i 4.500$ rientra perfettamente in una struttura correttiva, non impulsiva. La lettura principale resta quella di una onda B in formazione:

  •     - L’onda A ribassista è già completa.
  •     - L’onda B si sta sviluppando come a‑b‑c, con una possibile estensione in W‑X‑Y.
  •     - L’onda (c) della B ha portato i prezzi verso i massimi recenti, ma con una spinta che appare più “di                            esaurimento” che di forza reale.

La parte finale del movimento mostra infatti divergenze e perdita di momentum, tipiche delle quinte onde terminali. Non c’è ancora un cinque onde ribassista pulito, quindi la B non è confermata come conclusa, ma la maturità del pattern è evidente. Lo scenario alternativo resta quello di una struttura W‑X‑Y completa, dove la B attuale sarebbe in realtà una X: in quel caso, la Y ribassista porterebbe i prezzi sotto 3.500$, verso 3.300–3.400$. In entrambi gli scenari, la prossima onda significativa sarà ribassista: la differenza è solo quanto ribassista. Volendo dare uno sguardo anche agli indicatori, questi confermano ciò che la struttura dei prezzi suggerisce: il TDI(Traders Dynamic Index) mostra una fase di compressione: le linee si avvicinano, e il momentum si appiattisce. È il comportamento tipico dell’oro quando “prende fiato” dopo un’onda correttiva estesa. Non c’è forza per un nuovo impulso, ma nemmeno un segnale di inversione immediata. Sul QQE (Quantitative Qualitative Estimation) la linea veloce ha smesso di spingere e la lenta inizia a piegare. È un segnale coerente con l’esaurimento della spinta ribassista dell’onda [b] e la nascente onda [c]. Le bande degli indicatori sono ampie ma in restringimento: un preludio a un movimento più deciso. La direzione la darà la struttura d’onda, non gli oscillatori. Concludendo, l’oro è in una fase correttiva matura, non in un nuovo impulso; la struttura dei prezzi suggerisce che l’onda B o X se prevarrà lo scenario alternativo va verso la conclusione, gli indicatori confermano una perdita di momentum e assenza di forza strutturale. Terminata l’onda B la successiva onda C sarà significativamente ribassista e trascinerà i prezzi in area 3.600-3.800$. Se poi dovesse prevalere lo scenario alternativo il target scenderebbe ulteriormente in area 3.300-3.400$.

Argento:

L’argento continua a muoversi all’interno di una struttura correttiva complessa, con due letture possibili che restano entrambe valide. Il movimento dai massimi sopra 90$ non è impulsivo: è una sequenza di onde che “si avvolgono”, tipica delle fasi di transizione. Lo scenario preferenziale sresta quello di un ABC pulito. A differenza dell’oro qua l’onda C è gia iniziata. In questo scenario, l’onda (C) deve scendere sotto il minimo dell’onda (A) per completare il modello. Il livello chiave è quindi 63,67$: finché non viene violato, la struttura non è completa. Dopo, come per l’oro, anche qua dobbiamo considerare uno scenario alternzativo di doppio zigzag e quindi un modello W-X-Y dove W e X sarebbero già complete e sarebbe in corso l’onda Y. La differenza è solo nella profondità della correzione. Un’onda Y genera un zigzag per cui il modello non potraà terminare poco sotto il minimo di onda A ma dovrà scendere parecchio più in basso, presumibilmente in area 54$. Gli indicatori sostanzialmente confemano cio che il modello dei prezzi ci sta dicendo. L’RSI è in zona neutrale‑debole, intorno a metà scala, senza segnali di forza strutturale. È esattamente ciò che ci si aspetta all’inizio di una gamba ribassista: non c’è ipervenduto, non c’è divergenza rialzista, non c’è nulla che suggerisca un’inversione imminente. In pratica l’RSI non contraddice lo scenario ribassista, anzi lo accompagna. Il TDI mostra compressione delle bande, linee inerne che si appiattiscono e perdita di direzionalià. Il comportamenteo è tipico di un mercato che ha da poco iniziato una nuova gamba ribassista dopo una correzione rialzista. È un TDI “che non ha voglia di salire”, perfettamente coerente con l’inizio di una onda C o Y ribassista.

QQE (Quantitative Qualitative Estimation)

Il QQE è in fase di raffreddamento, con la linea veloce che ha già piegato e la lenta che la segue. Non è un segnale di inversione rialzista, anzi indica proprio una perdita di spinta del movimento precedente e segnala che il mercato sta entrando in una fase di transizione verso un nuovo trend. E’coerente con un’onda ribassista che si sta formando, non che sta finendo. Il QQE non mostra “esaurimento della C”, perché la C è appena partita: mostra invece esaurimento della gamba precedente, che è esattamente ciò che deve succedere prima che una C prenda corpo. Volatilità interna: Le bande degli indicatori sono ampie ma in restringimento: un preludio a un movimento direzionale più deciso. Gli indicatori, insomma, non frenano lo scenario ribassista: lo confermano.

Platino e Palladio:

Il platino come si può vedere presenta tante opzioni possibili che cercare di capire dove va è tempo sprecato, per cui ve la faccio molto semplice: finché i prezzi  non torneranno a superare  2.450$ che è il massimo di onda [b] dello scorso 2 marzo non c’è altro da fare che stare fermi ed anche una lettura degli indicatori non ci è di grande aiuto.

Sul palladio non perdiamo nemmeno tempo a mettere giù conteggi. Finché i prezzi non tornano sopra 1634,5$ stiamo fermi. La seconda conferma di un nuovo trend rialzista si avrà al superamento di 1902,5$.

alla prossima

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